Il Pd si scioglie e le sardine diventano un partito: la sinistra ridotta a pesciolino

di Giuseppe Leonelli.

I sondaggi fotografano un consenso pari ad oltre l’11% e il congresso nazionale è imminente. Le sardine stanno assumendo sempre più i contorni di un vero e proprio partito tanto che il leader Mattia Santori dialoga quotidianamente con gli storici esponenti politici nei salotti televisivi, da Bersani alla Meloni passando per Renzi, e così tutto il teatro della classica rappresentazione politica è compiuto.

A questa trasformazione istituzionale del movimento delle sardine corrisponde dall’altra parte il lento scioglimento dei due partiti che oggi rappresentano in modo diverso la sinistra in Italia: il Pd da una parte e i 5 Stelle dall’altra. Sulla crisi dei 5 Stelle ormai si è detto tutto e l’annuncio sul Fatto quotidiano (giornale grillino per eccellenza) delle imminenti dimissioni di Luigi Di Maio da capo politico è solo la conferma della polverizzazione del partito di Grillo. Dall’altra parte invece la parabola discendente del Pd (almeno come lo abbiamo conosciuto sinora) ha subito proprio due giorni fa una improvvisa accelerazione. A imporla è stato lo stesso segretario nazionale Nicola Zingaretti il quale ha annunciato a La Repubblica (organo di casa del Pd) il prossimo scioglimento del Partito Democratico dopo la vittoria (almeno del successo si dice convinto Zingaretti) alle Regionali in Emilia Romagna. “Per creare non un nuovo partito – dice il segretario – ma un partito nuovo”. Che significa tutto e niente.

Insomma il Movimento delle sardine diventa partito e i partiti tradizionali (o meglio quel che resta di loro) abdicano completamente al loro ruolo. Una destrutturazione della politica che mette definitivamente in soffitta valori e ideologie per affidarsi a un movimentismo superficiale, alla piazza in quanto tale. Come i 5 Stelle delle origini, più dei 5 Stelle delle origini. Perchè nemmeno gli slogan semplificati restano, resta solo la presenza di massa. Muta. Meno di un tweet.

La sinistra che fu di Berlinguer, la sinistra che per anni è coincisa col “senso di appartenenza a una razza, che voleva spiccare il volo”, la sinistra delle battaglie sindacali e dell’Unità sottobraccio si riduce così a sventolare come bandiera tanti pesciolini cartonati. La cui unica identità è la dichiarata opposizione alla Lega e a un ostentato e non meglio precisato ‘anti-sovranismo’. E così il Pd “che si scioglie per allargarsi”, nelle intenzioni di Zingaretti, sembra viceversa sciogliersi per ricomporsi nel cartonato satirico di se stesso.

Fonte: l’Occidentale

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