Il grillismo è finito!

di Pasquale Ferraro.

Le elezioni regionali del 2020 passeranno alla storia come l’atto finale del movimento cinque stelle. Il movimento nato dal Vaffa Day nelle piazze arrabbiate e deluse di un’Italia in preda alla crisi ed a rischio Troika è giunto al de profundis.

Dopo le dimissioni anticipate da Di Maio da Capo politico del movimento, le urne hanno decretato la fine del movimento, che si era prefissato l’obiettivo di “aprire il parlamento come una scatoletta” ma che alla fine è stato logorato dall’esperienza di governo tanto in quello giallo-verde quanto in quello giallo-rosso. Queste elezioni regionali hanno lanciato un risultato simbolico, in quanto proprio nella Regione in cui si volse il primo vaffa Day è stata decretata la fine del M5S.

I risultati elettorali sicuramente lasceranno una scia anche sul governo, in quanto il movimento non potrà più tenere le posizioni fino ad ora assunte in tanti temi, giustizia in primis. Gli Stati Generali di Marzo annunciati come un oasi verso la quale dirigersi per rigenerarsi si preannunciano forse un orizzonte troppo lontano e troppo ottimistico per un movimento che non ha più né un elettorato, nè uno zoccolo duro.

Anche in Calabria, regione nella quale il M5S si era confermato sia alle politiche, sia alle Europee come primo partito, il movimento si piazza quarto e rischia di non entrare neanche in questa tornata nel Consiglio Regionale. Ovviamente bisogna attendere i risultati definitivi, ma a quanto pare il domani dei cinque stelle appare cupo per non dire totalmente indirizzato verso una fine annunciata.

Pertanto stando a questi dati appare paradossale che ci siano forze politiche che auspichino una legge elettorale proporzionale. Sicuramente da oggi la guida politica di Vito Crimi più che da traghettatore assume i connotati da “curatore fallimentare” .

Fonte: l’Occidentale

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