Menzogne di ieri e di oggi sul muro di Berlino

In questi giorni celebriamo i 30 anni dalla caduta del muro di Berlino, ma i ricordi si possono fare in tanti modi: si può ricordare tutto davvero, oppure solo quello che interessa (può essere utile fare gli “smemorati”); si può persino appropriarsi del passato, per strumentalizzarlo ancora una volta, adattando quello che si vuole ricordare alle esigenze politiche-partitiche del momento.

Mi spiego meglio: in questi giorni si sente spesso parlare del muro di Berlino, ma assai di rado di chi lo ha voluto e di quello che c’era dietro quel muro e dietro quella cortina di ferro: i gulag da cui prese esempio Adolf Hitler; un sistema repressivo inaudito, paragonabile solo a quello nazista, che portò allo sterminio di milioni e milioni di persone, in tempo di pace; la repressione di milioni di cittadini che venivano sacrificati con ogni scusa, persino se erano sempre stati comunisti.

Talora si scherza, in modo macrabro, ricordando che il maggior sterminatore di comunisti fu… il comunista Stalin, con le sue purghe, piccole e grandi, durante le quali, come ricorda nel suo Stalin (Mondadori, Milano, 1988) Gino Rocca, già giornalista de L’Unità e di Repubblica, circa 5 milioni di cittadini finirono negli ingranaggi della polizia politica, negli anni 1937 e 1938.

Prosegui qui: https://www.lavocedeltrentino.it/2019/11/09/9-novembre-1989-30-anni-fa-cadeva-il-muro-di-berlino/

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