“Ho gettato gli idoli pagani nel fiume Tevere!”

L’austriaco Alexander Tschugguel racconta come e perchè ha gettato le statue di Pachamama nel Tevere.

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“Si trattava di neutralizzare questa visibile violazione del primo comandamento”

Intervista di KATH.NET all’austriaco Alexander T., che ha lanciato le statuette Pachamama nel Tevere

Wien (kath.net) A Roma, durante il Sinodo amazzonico, dei cattolici si sono opposti all’essere “benedetti” con le cosiddette figure della Pachamama nella chiesa cattolica di Santa Maria in Traspontina durante un evento che accompagnava il Sinodo sull’Amazzonia. Alcuni attivisti le hanno portate fuori dalla chiesa e le hanno gettati nel Tevere. Il principale promotore della campagna è stato Alexander T.

kath.net: Insieme ad altri hai rimosso queste controverse figure di “Pachamama” dalla chiesa romana di Santa Maria in Traspontina e le hai gettate nel Tevere. Come è nata l’idea e qual è stata la tua motivazione?

Alexander T.: Quando ho sentito parlare per la prima volta del Sinodo, ho iniziato a studiarlo a fondo. All’inizio del Sinodo, sono volato a Roma per partecipare a diverse conferenze che si sono svolte in questa occasione. Così ho anche avuto l’opportunità di guardare la chiesa di Santa Maria in Traspontina. C’erano molti volontari nella chiesa che ci hanno fornito informazioni dettagliate sulle intenzioni dell’organizzazione “REPAM”, in quanto rappresentavano alcuni indios della regione amazzonica. Molto di quello che ho sentito lì, l’ho trovato davvero terribile. Ad esempio, che non si vuole battezzare gli indigeni. Anche il vescovo Kräutler ha fatto commenti in questo senso. Poi si parlava delle statuette che stavano lì e mi è stato detto che questi sono simboli di fertilità e la rappresentazione di “Madre Terra”. Mi è stato chiaro in quel momento che questo è qualcosa che contraddice chiaramente la dottrina cattolica. Quando, nello stesso giorno, questi rituali si svolgevano nei giardini del Vaticano è maturata l’idea di rimuovere queste statue dalla chiesa. Due settimane dopo ho preso la decisione, sono volato a Roma e l’ho fatto.

kath.net: Era necessario gettare le statuette nel Tevere?

Alexander: Volevo assicurarmi che questi idoli non fossero più utilizzati in chiesa e per scopi religiosi. Quindi, simbolicamente, mi sembrava meglio gettarli nel Tevere.

kath.net: Ci sono stati molti elogi da parte dei cattolici, ma anche molte critiche, incluso lo stesso Papa Francesco. Cosa pensi delle critiche?

Alexander: Le critiche erano rivolte soprattutto alla mia presunta motivazione. Molti hanno visto in questo un atto contro gli indigeni o contro il Santo Padre. Non è così. La mia unica preoccupazione era rendere impossibile questa visibile violazione del primo comandamento. E ha avuto successo! Alla cerimonia di chiusura del Sinodo, le statue non sono state incluse.

kath.net: Il vescovo Kräutler vuole integrare anche le figure nude di “Pachamama” nella liturgia. Che ne dici?

Alexander: Questo non è possibile se vogliamo rimanere cattolici. O crediamo nel Dio Creatore Uno e Trino, che ha creato la terra e ci ha inviato suo Figlio come espiazione per i nostri peccati, Dio che ci ama sopra ogni cosa e quindi vuole salvarci; oppure crediamo che  la “Madre Terra” sia una dea, con tutti i suoi difetti. Se la Terra fosse Dio, allora anche tutte le malattie, gli abusi e tutte le sofferenze fisiche sarebbero Dio. Dio ha creato tutto perfettamente. Ci ha dato la libertà di decidere contro di Lui, però non ha creato il male di questo mondo. Pertanto, non è possibile utilizzare le “Pachamamas” nella chiesa. Non è affatto possibile riconoscerle nella chiesa perciò che rappresentano, vale a dire, la “Madre Terra”.

kath.net: Perché ora questo “outing“? Sono previste altre azioni di protesta?

Alexander: Se i nomi e le facce fossero stati conosciute in precedenza, tutti si sarebbero gettati subito addosso alle persone coinvolte. Volevamo che la cosa in sé fosse al centro dell’attenzione. Il sinodo serve a consigliare il Santo Padre. Tuttavia, poiché i Padri sinodali hanno a malapena considerato il punto di vista tradizionale della Chiesa, attraverso questa azione abbiamo voluto mostrare al Santo Padre che molti credenti sono molto attaccati all’insegnamento tradizionale della Chiesa e sono convinti che non abbia perso la sua validità.

Intendiamo continuare a sostenere queste convinzioni in futuro, ma non consideriamo il nostro compito di operare da “attivisti”. Tuttavia, abbiamo voluto ora dare un volto all’azione, perché non vogliamo nasconderci. È importante che le persone comprendano di nuovo l’insegnamento di Cristo nostro Signore. Quindi possono affrontare i problemi del mondo in modo “sovrano”. Quando la chiesa cambia dottrina a favore dello zeitgeist (lo spirito del tempo. N.d.R.) , i credenti perdono la loro base di  appoggio.

Fonte: Marcotosatti.com

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