Gandolfini: L’Europa si piega ancora alla cultura gender, grave la bocciatura della risoluzione dei Conservatori

di Associazione Family Day – DNF.

“L’Europa ha perso un’altra occasione per difendere i diritti dei bambini e riconoscere i principi del bene comune, privi di derive ideologiche. Ieri infatti il Parlamento di Strasburgo ha bocciato la risoluzione presentata dal gruppo dei Conservatori e Riformisti e messa a punto da Fratelli d’Italia in occasione del 30.mo anniversario della Convezione dei Diritti dell’Infanzia. Un testo che sosteneva la vita fin dal concepimento e la famiglia naturale, con misure per conciliare vita-lavoro; che condannava la pratica dell’utero in affitto, respingeva la teoria gender ed esortava alla lotta contro la pedopornografia online”, così Massimo Gandolfini, leader del Family Day.

“Popolari, socialisti, verdi e comunisti hanno invece approvato un testo intriso di ideologia, in cui, accanto all’indicazione di obiettivi naturalmente condivisibili, viene promosso l’accesso ad informazioni esaustive sul sesso e salute riproduttiva (leggasi contraccezione – “d’emergenza” e non – e accesso all’IVG) in tutte le scuole; in cui si parla di minori LGBTI – dando per scontato che i bambini possano scegliere di essere trans o intersessuali – di orientamento sessuale e identità di genere slegata dal sesso biologico, rappresentando così un minore ipersessualizzato e con un’identità liquida”, prosegue il leader del Family Day.

Se da una parte siamo lieti che un grande blocco sociale sia stato contaminato dai nostri valori, dall’altra dobbiamo constatare con grande dolore che parte del movimento dei Popolari europei abbia ormai abbracciato una deriva contro l’umano, rinnegando quei principi antropologici della cultura politica cristiana su cui si è fondata tutta la civiltà occidentale. In questa cornice è dunque doveroso ricordare che i primi diritti di un bambino – da cui discendono tutti gli altri – sono quelli alla vita, ad essere amato dalla mamma e dal papà e a non essere oggetto di mercimonio”, conclude Gandolfini.

Roma, 27 novembre 2019

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