Governare da cristiani fa vincere le elezioni

di Luca Volontè.

Le tifoserie europee e i mass media di sinistra non hanno potuto festeggiare la loro rivoluzione anti popolare polacca, uno schiaffone popolare che i polacchi hanno voluto mandare forte e chiaro a Bruxelles e a tutti i benpensanti europei. E’ possibile governare bene, promuovere le virtù civili e cristiane e far crescere benessere ed economia in paese dell’Europa, senza doversi piegare a ricatti e minacce di istituzioni e lobbies.

La grande giornata, dopo il voto in Polonia (elezioni politiche) e Ungheria (elezioni comunali) è arrivata. In entrambi i Paesi, a cui si contesta di aver governi che difendono i valori cristiani e le democrazie fondate sul rispetto della vita umana e della famiglia fondata sul matrimonio  e sulla natalità, negli ultimi anni la Commissione europea di Junker, in particolare il Vice Presidente Timmermans ha contestato ogni tipo di violazione dei diritti umani e dello ‘stato di diritto’.

 A ciò si aggiunga che ogni possibile lobbies pro aborto, gender ed LGBTI ha fatto una propria guerra, fiancheggiata da ogni mass media europeo, per ridurre la popolarità dei due partiti di Governo, il polacco PiS e l’ungherese Fidesz e bollarli come ‘populisti’, ‘tradizionalisti’, ‘antieuropeisti’.

Bene, nonostante tutto ciò, il voto polacco è stato chiarissimo: il partito di Governo, che moltissimi successi ha ottenuto nella crescita della natalità e della economia del paese, ha stravinto le elezioni di domenica. Il PiS (Giustizia e Libertà) di Kaczynski è passato dal 39% del 2015 al 44,3% di oggi. L’opposizione coalizzata o meno si è fermata molto più in basso: Coalizione civica al 26,7%; Alleanza di Sinistra 12,34%.

Le tifoserie europee e i mass media di sinistra non hanno potuto festeggiare la loro rivoluzione anti popolare polacca, uno schiaffone popolare che i polacchi hanno voluto mandare forte e chiaro a Bruxelles e a tutti i benpensanti europei. E’ possibile governare bene, promuovere le virtù civili e cristiane e far crescere benessere ed economia in paese dell’Europa, senza doversi piegare a ricatti e minacce di istituzioni e lobbies.

Nell’Ungheria i Orban invece le cose non sono andate così bene, non è stato un successo totale. Fidesz si mantiene saldamente al primo posto tra le forze politiche del paese. Orban e i suoi uomini mantengono la grande maggioranza dei sindaci delle grandi città, ma perdono il comune capoluogo di Budapest, dove l’intera coalizione di opposizione, dal centro alla sinistra, vince con il 50% contro il 44% di Fidesz. Uno smacco che già viene preso ad esempio, dai tanti politici e commentatori che hanno in odio il leader ungherese, come buon auspicio per la fine della sua carriera politica. Tuttavia, Orban e il suo partito hanno vinto in ben 13 delle 23 città in cui si votava e ottenuto 147 sindaci nelle città minori con più di 5000 abitanti.

Il “de profundis” per i conservatori e sovranisti cristiani che, filantropi e burocrati europei avenano intonato, dovrà esser rimandato a data da destinarsi. In Ungheria si voterà per il rinnovo del Parlamento nel 2022, in Polonia tra 5 anni, non sarà facile scalzare governi e leaders così popolari e benefattori dei propri paesi.

Tre lezioni per tutti ci vengono dal voto di domenica in Polonia e Ungheria. La prima, è possibile esser cristiani e coerentemente con i ‘principi non negoziabili’ governare bene, far del bene e vincere le elezioni, senza né mediazioni, né ambiguità. Seconda lezione, pur avendo il mondo contro, anche laddove si perdono simboliche battaglie politiche, l’importante è valutare per intero il voto popolare e governare bene nelle tante città del paese che sono la vera ossatura della nazione. Terzo, l’Europa e la sue tifoserie sinistre, dovrebbero imparare a smettere i propri abiti partigiani contro i governi nazionali eletti. Il popolo polacco e ungherese hanno parlato, democraticamente con il proprio voto, ora è ancora un volta il tempo del rispetto e della collaborazione reciproca, soprattutto necessaria da parte di burocrati europei che mai nessuno ha votato né eletto.

Fonte: La nuova Bussola Quotidiana

Print Friendly, PDF & Email
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • Gervasoni in esclusiva: “Ecco il destino del Governo, del M5S e dei moderati”

      Intervista di Federica Ciampa. “Il sovranismo è soprattutto un fenomeno di reazione culturale alla globalizzazione e a questa forma di progressismo, molto diversa da quella della vecchia sinistra: si tratta di un progressismo che difende le minoranze. Ne è un esempio la politica del PD, la quale è sostanzialmente tesa a favorire immigrati, gli LGBT e così via, alienandosi completamente rispetto alle simpatie delle classi popolari ed incarnando delle battaglie volte a cambiare la natura umana e la società: genitore 1, genitore 2, la famiglia arcobaleno. Si tratta di aspetti sociali che i vecchi comunisti non volevano assolutamente cambiare, perché anche loro credevano nella famiglia naturale, nel padre, nella madre, nei figli. In passato, quindi, la sinistra tendeva a voler almeno rappresentare la maggioranza ed il proletariato, il quale, ormai, vota stabilmente a destra” Leggi il seguito…

    • Omosessualità, la scuola dei teologi che cambia la dottrina

      di Stefano Fontana. Alla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale non si insegna la dottrina tradizionale della Chiesa sull’omosessualità. È il caso del corso di Morale speciale del prof Fumagalli dove quello omosessuale è chiamato “amore”. Emerge così che niente è peccato, tutto è "grazia". Con questi corsi si formano i preti che diventeranno parroci e, alcuni di loro, vescovi. E la nuova morale della nuova Chiesa entrerà nelle diocesi dalla porta principale. Leggi il seguito…

    • Emilia Romagna. Spallone: Cattolici, mandate a casa il Governo più anticristiano della storia recente

      di Marco Tosatti. Il 26 Gennaio 2020, in Emilia Romagna si voterà per le elezioni politiche. No, nessun lapsus: quelle per il rinnovo del Consiglio Regionale e la scelta del Governatore sono, esattamente, elezioni politiche. La valenza politica di questa consultazione sopravanza di gran lunga il carattere locale, già di per sé di grande importanza. Ciò, per la sufficiente ragione data dall’inevitabile caduta dal governo nazionale in caso di prevalenza della candidata del centrodestra, sul governatore uscente, candidato della sinistra. Di questa realtà, oltre al mondo politico nazionale, sono perfettamente consapevoli le gerarchie ecclesiastico-politiche, in servizio permanente effettivo. Esempio di questo agitarsi è l’attivismo del Cardinale del capoluogo di questa Regione, la cui agenda è fitta di impegni per presentazioni libri, dibattiti di natura politica, interviste televisive in prima serata; insomma, tutto quello che un buon politico deve fare per sostenere le proprie idee politiche e la propria parte politica attualmente al governo regionale e nazionale. Leggi il seguito…

    • Dal Pci alla Casa d’Intolleranza

      di Marcello Veneziani. Dal vecchio Pci sorse una Casa d’Intolleranza. Benché sconfitta nelle urne e minoritaria nel Paese, esercita la sua intolleranza sui vivi e sui morti, sugli eletti e sui non allineati al politically correct, usa il passato come un’arma per colpire il presente, pone veti e divieti, presenta come reati le opinioni difformi, grazie a leggi ad hoc dei suoi governi. Si serve delle truppe d’assalto dei media e delle forze corazzate dei magistrati, per mettere sotto scacco e fuori legge i suoi nemici Leggi il seguito…