L’elenco dei portafogli Ue? Una minaccia a vita e famiglia

di Luca Volontè.

Male, malissimo. Allacciamo le cinture di sicurezza e che la Madonna e i Santi patroni vengano in aiuto dell’Europa. I portafogli e le competenze attribuite ai nuovi commissari farebbero rabbrividire i fondatori del progetto europeo, i devoti Schuman, Adenauer e De Gasperi. Il nuovo umanesimo, tanto ateo quanto comunista, ha preso totalmente il potere della Commissione Europea.

L’Italia? Saremo ben felici ora che il buon Paolo Gentiloni, presidente del Pd, ovvero dei socialisti italiani, è stato nominato agli Affari economici. Il patto è stato rispettato: fatto fuori Salvini, imbavagliato il popolo, costruito un governo di sinistra, i potenti timonieri europei hanno mantenuto la promessa. Gentiloni, bravo politico della ‘parrocchia’ di Sant’Egidio, insensibile ai principi non negoziabili e per nulla competente in materie economiche, vigilerà addirittura sui conti dell’Italia. Il valore e lo spauracchio di Salvini per i potenti europei è tutto qui: eliminare il simbolo del populismo è valso (per ora) all’Italia che un italiano controllasse i conti italiani.

Conte oggi incontra Ursula von der Leyen a Bruxelles. Porterà lo scalpo di Salvini e ringrazierà per la benevolenza verso l’Italia. Che dire di più? Un grande accordo di breve periodo per il bene degli attuali governanti italiani, per mantenere l’attuale assetto di potere europeo. Un pessimo accordo per i probabili futuri governanti del nostro Paese che, se vincesse il centrodestra, si troverebbero un altro nemico politico a Bruxelles.

Dei nuovi commissari abbiamo già descritto la provenienza e alcune caratteristiche qualche settimana fa (clicca qui). Ciò che colpisce nella distribuzione dei portafogli (competenze attribuite) è la grande pericolosità di alcune scelte.

Di Josep Borrell agli Esteri e dei suoi legami con il filantropo più potente del mondo, George Soros, abbiamo già detto, spiegando come verranno promossi i “valori umani” dell’aborto e dei diritti Lgbt. Lo potremo verificare sin dalle prossime assise dell’Onu, dall’Assemblea Generale (17-25 settembre) alle varie conferenze e programmi di attuazione dei deliberati su popolazione e sviluppo (2019) e promozione delle donne (2020).

La ceca Vera Jourová passa dall’essere commissario per la Giustizia, la tutela dei consumatori e l’uguaglianza di genere alla vicepresidenza con delega a “Valori e trasparenza”. Nulla di più generico e pervasivo per una ‘liberale’ che due anni orsono aveva lanciato il “Manuale europeo pro LGBTI e contro le discriminazioni” (vedi qui).

Il Popolare greco Margaritis Schinas, già parte per molti anni della burocrazia di Bruxelles, dovrà “proteggere il nostro europeo modello di vita”, cioè tutto e nulla. Vedremo se avrà consapevolezza delle radici giudaico-cristiane di questo “modello europeo”, o se invece mostrerà d’aver sposato il nuovo umanesimo ateo e sradicante. Maroš Šefčovič, socialista slovacco e sostenitore del matrimonio, dovrà prendersi cura delle Relazioni interistituzionali e del futuro (pianificazione): un portafoglio flessibile, dove volendo può evitare danni altrui. Alla croata Dubravka Šuica (Partito Popolare) va la Democrazia e demografia, un titolo eccellente che attende di essere corposamente riempito di competenze vere, se si vuole veramente investire sul futuro dei popoli europei. Sarà lei a dover coordinare e organizzare la Conferenza sul Futuro dell’Europa nel prossimo 2020.

Il democristiano austriaco Johannes Hann passa dai Negoziati per l’allargamento al Bilancio: nessun pericolo ma senza coraggio. Il belga Didier Reynders, liberale ed ex ministro degli Esteri, bocciato a giugno dall’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa come segretario generale, nominato ora (in un fiume di polemiche politiche nel suo Paese) come responsabile di Giustizia e Stato di diritto. Solo il pensiero che sieda alla “Giustizia e Stato di diritto” fa rabbrividire: Reynders, bocciato a Strasburgo dai rappresentanti di 47 paesi, nominato in segreto (per evitargli l’ennesima bocciatura nel parlamento nazionale) dal proprio premier uscente Charles Michel che, dopo essersi sistemato sulla poltrona di presidente del Consiglio Europeo, ha portato il fedele ‘confratello’ alla Commissione.

La popolare e bulgara Mariya Gabriel può far bene nel ramo Innovazione e giovani: dovrà combattere soprattutto evitando contaminazioni nelle politiche giovanili. Kadri Simson, estone e liberale, si occuperà di Energia: viene da un governo di coalizione nel quale i valori cristiani e tradizionali sono solidi. Alla cipriota Stella Kyriakides (Partito Popolare), protagonista nel promuovere la depenalizzazione dell’aborto nel suo Paese e i diritti Lgbt (compreso utero in affitto) nell’Ue, è stata assegnata la Salute! Un chiaro segnale di direzione. L’Europa sarà sempre più pro gay e aborto. Malta, unico Paese europeo dove l’aborto è illegale, sarà presumibilmente presto denunciata per “violazione delle regole sanitarie sulla salute delle donne”.

La socialista finlandese Jutta Urpilainen vigilerà sui Partenariati internazionali, ma non sosterrà le ragioni della vita, della famiglia e in generale dell’identità cristiana. Il Mercato interno è di competenza della franco-prodiana Sylvie Goulard: Macron può dirsi soddisfatto perché, con la Francia che ora controlla Mercato interno e BCE (Lagarde), avrà ben pochi freni che limitino le proprie ambizioni economiche e culturali.

Il Popolare ungherese László Trócsányi, ex ministro della Giustizia che a lungo ha combattuto contro le prepotenze di Timmermans, dovrà occuparsi di Allargamento e politiche di vicinato. Si potrà contare su di lui. Il Popolare irlandese Phil Hogan, commissario uscente (ed evanescente) all’Agricoltura, si occuperà di Commercio e post-Brexit, una sorta di schiaffo al Regno Unito di Johnson. Hogan ha sostenuto le scelte del governo irlandese in tema di “nozze gay” e aborto. Il giovane economista e verde lituano Virginijus Sinkevičius diventa commissario per l’ambiente e gli oceani (l’Europa è bagnata solo dall’Atlantico): cultore della “Madre Terra” non si batterà per i nostri valori, anzi potrebbe interpretare l’anima anti-natalista e abortista per ‘ragioni’ climatiche. Il socialista ed ex ministro del Lavoro del Lussemburgo (460.000 occupati), Nicolas Schmit, è il nuovo Commissario europeo al Lavoro. Commissario all’Uguaglianza diventa la maltese pro gay Helena Dalli, socialista. Il conservatore e cattolico polacco Janusz Wojciechowski si occuperà di Agricoltura. Elisa Ferreira, socialista portoghese, promuoverà la Coesione sociale e le riforme europee, temi delicati in mani “neo-umaniste”.

La socialista romena, teoricamente pro matrimonio e famiglia, Rovana Plumb è il nuovo commissario ai Trasporti. L’ottimo e competente burocrate Janez Lenarcic, della Slovenia, diventa commissario per le Emergenze: difficile che debba occuparsene ma, nel caso, difenderà i principi non negoziabili. C’è poi Ylva Johansson, socialista svedese, agli Affari Interni: nulla di più improbabile per sperare di arrivare a nuovi accordi di redistribuzione o intese sui migranti.

Si aggiunga che la von der Leyen ha dovuto (o voluto?) ampliare le promesse fatte prima della sua nomina, incaricando addirittura tre vicepresidenti esecutivi di seguire specifici settori delle competenze europee: il famoso socialista Frans Timmermans avrà la delega all’Ambiente e allo sviluppo del Piano europeo per i cambiamenti climatici; la liberale Margrethe Vestager si occuperà di Competizione e coordinerà l’Agenda Digitale europea; il Popolare Valdis Dombrovskis si occuperà di Servizi Finanziari e coordinerà il lavoro sui temi economici e del lavoro (vedi qui).

In particolare, il promotore di aborto e diritti Lgbt, alfiere di Soros, Timmermans coordinerà: Salute, Agricoltura, Coesione, Trasporti, Ambiente, Energia. Stiamo freschi! La liberalissima Vestager coordinerà: Giovani, Giustizia, Salute, Mercato interno, Energia, Trasporti e Lavoro. A Dombrovski il coordinamento di Concorrenza, Innovazione, Coesione, Economia, Lavoro e Mercato interno.

I vecchi portafogli di Ricerca, Scienza, Cultura non si sa che fine abbiano fatto. Di certo, ci sono quattro commissari (Salute, Giustizia, Uguaglianza, Valori) che faranno tutto il possibile perché l’Europa diventi il continente più gay-friendly e pro aborto del pianeta. E, con l’aiuto di Borrell agli Esteri, saremo anche i primi esportatori di quel nuovo umanesimo pseudo europeo già descritto da de Lubac e Solzenicyn come anticristiano e, perciò, antiumano.

Fonte: La nuova Bussola Quotidiana

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