Il 5 ottobre i cattolici in piazza col rosario, a Roma

da: La Verità, 7/9/2019

Forse perché si colloca a cavallo tra la festa di san Francesco (il giorno prima) e la Madonna del rosario (due giorni dopo), o forse perché il giorno successivo incomincia il Sinodo sull’Amazzonia, fatto sta che il 5 ottobre è una data molto intensa per quei cattolici che, con un eufemismo, possiamo definire “perplessi”, “dubbiosi”.

Del resto dopo sei anni di aggiornamenti e di massiccia discontinuità rispetto ai pontificati precedenti, è un po’ inevitabile che la dialettica interna alla Chiesa cattolica si manifesti non più solo con appelli, “suppliche filiali”, lettere aperte, Dubia ecc., inascoltati, ma anche fisicamente, con una manifestazione pubblica.

Particolarmente significativa è infatti la scelta di alcuni gruppi di preghiera, di sacerdoti religiosi e “semplici” laici cattolici, di pregare pubblicamente, nei pressi di san Pietro, in Largo Giovanni XXIII, a partire dalle 14.30.

Pregheremo il rosario, per chiedere alla Vergine di salvare la barca di Pietro, già quasi rovesciata”: è questo, su per giù, il tenore dei post che compaiono in rete, in particolare sulla pagina ufficiale facebook, “Preghiamo per la Chiesa”, o nelle mail che chiamano a raccolta il mondo cattolico. Post che riecheggia volutamente una frase di Benedetto XVI, scritta per il funerale del cardinale di Colonia Joachim Meisner, particolarmente angustiato da documenti come Amoris laetitia e non solo.

Sulla pagina facebook ufficiale della manifestazione (Preghiamo per la Chiesa-Let’us pray for the Curch-Oremos pro la Iglesia) poi, si possono leggere frasi dei cardinali Giacomo Biffi e Carlo Caffarra, ammonimenti di Giovanni Paolo I (Albino Luciani), ad esempio sui rischi di un certo terzomondismo catto-comunista (“è bene avere scelto la causa dei poveri, degli emarginati, del Terzo Mondo. Attenti però, con la scusa dei poveri lontani, a non trascurare i poveri vicini...”) e dichiarazioni di Benedetto XVI, sulle sofferenze che provengono alla Chiesa non dai suoi avversari esterni, ma da quelli interni (oggi “la più grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa”).

La preghiera pubblica, che vuole essere chiara ma sobria (si chiede ai convenuti di non portare con sè alcun cartello, alcuna bandiera, ma solo il proprio “amore alla Chiesa ed un rosario”), poggia su un manifesto tradotto in varie lingue (inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco, arabo ecc.), sostenuto anche da intellettuali e giornalisti cattolici di vari paesi, che indica dieci intenzioni di preghiera.

Ne riporto solo alcune: “che cessino gli scandali sessuali ed economici che deturpano il volto della Chiesa e che gli ecclesiastici coinvolti in detti scandali non siano promossi a posizioni di comando; che non venga adulterato il depositum fidei, di cui nessuno, nella Chiesa di Cristo, neppure il pontefice, è padrone; che le famiglie religiose, i vescovi, i sacerdoti, i professori fedeli a Cristo e alla Chiesa non vengano più commissariati, perseguitati, destituiti senza accuse concrete e verificate, per il solo motivo del loro attaccamento alla “fede di sempre”; che la priorità di chi guida la Chiesa sia annunciare la fede in Gesù Cristo Salvatore, lasciando a “Cesare ciò che è di Cesare”, ed evitando di improvvisarsi sociologi, politologi, climatologi… tuttologi; che gli uomini di Chiesa non cessino di proclamare i “principi non negoziabili”, in particolare la difesa della vita e della famiglia, venendo a patti con la cultura di morte e l’ideologia gender; che non si confondano più l’amore per il Creato con l’ecologismo pagano e panteista, nè la misericordia di Dio con il relativismo morale e l’indifferentismo religioso; che i cristiani perseguitati nel mondo, che affrontano torture e morte in nome di Cristo, non debbano più sentir dire, dai loro pastori, che Allah e Gesù Cristo sono il “medesimo Dio”…”.

Un giorno intenso, si diceva, perchè la preghiera pubblica del primo pomeriggio è preceduta da un altro evento, organizzato in questo caso da una realtà di origine latino americana, l’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira.

A partire dalle ore 9.30 del mattino infatti, presso l’Hotel Quirinale, inVia Nazionale 7, si svolgerà un convegno incentrato sul Sinodo sull’Amazzonia e intitolato “Amazzonia: la posta in gioco”. Questo sinodo, come quello sulla famiglia del 2015, si preannuncia estremamente divisivo e sta già lacerando ulteriormente un mondo cattolico in enorme confusione ed affanno. Il cardinale tedesco Walter Brandmüller, storico ufficiale della Chiesa, ne ha ha messo in luce le anomalie affermando che l’Instrumentum laboris che lo prepara “contraddice l’insegnamento vincolante della Chiesa in punti decisivi e quindi deve essere qualificato come eretico”.

Il sospetto di molti è che l’intenzione di alcuni dei padri sinodali e degli organizzatori sia quello di tentare un rovesciamento della missione della Chiesa, sia snaturandone la natura missionaria (l’invito ad adattarsi alle credenze tribali, infatti, censura la “conversione” richiesta a tutti dal messaggio evangelico), sia trasformandola in una Ong “gretina”, addetta alle questioni ambientali con slancio panteista, prima che, anzitutto, al suo compito di annuncio salvifico.

Tra gli oratori presenti al convegno, oltre agli italiani Stefano Fontana e Roberto De Mattei, si segnalano soprattutto Bertrand d’Orleans e Braganza,della famiglia imperiale del Brasile, Jonas Macuxí de Souza, dirigente dell’etnia macuxí di Roraima in Amazzonia e il metereologo dell’ Università Federale di Alagoas, professor Luiz Carlos Molion,il quale nel suo intervento dal titolo “Impatto della deforestazione sul clima”, si chiederà se davvero il bacino amazzonico produce le conseguenze ambientali planetarie denunciate con tanta enfasi dai media e da alcuni politici.

Ma non è finita! Sempre il 5 ottobre, ad ore 18, si danno appuntamento a Roma, presso la sala conferenze di Santo Spirito in Sassia, anche i membri del Comitato internazionale “Uniti con Gesù Eucaristia per le mani santissime di Maria”, che si battono per una rinascita della devozione eucaristica, cominciata con Benedetto XVI ma poi bruscamente interrotta (non essendo tra le priorità dei gesuiti-politologi Antonio Spadaro, Francesco Occhetta, Bartolomeo Sorge…). Tra gli oratori del convegno monsignor Nicola Bux, lo storico tedesco Michael Hesemann, sul tema “Miracoli eucaristici oggi”, ed Alessandro Meluzzi.

Insomma, esiste ancora un mondo cattolico che non si rassegna, e che il 5 ottobre vuole battere un colpo.

Qui la pagina ufficiale della preghiera:

https://www.facebook.com/Preghiamo-per-la-Chiesa-Lets-pray-for-the-Church-Oremos-por-la-Iglesia-105070657527129/

Print Friendly, PDF & Email
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • Salvini, Meloni e le sardine

      di Marcello Veneziani. La cultura di destra “Dovrebbe partire dalla realtà, dai temi che attengono la realtà. La tutela dei confini, la tutela di un modo di vivere naturale, la difesa della famiglia, la promozione di ciò che appartiene alla nostra civiltà e alla nostra tradizione. Sono elementi primari che non dovrebbero essere letti in chiave ideologica perché fanno parte della vita che viviamo ogni giorno e della cui assenza soffriamo ogni giorno. Io non la chiamerei più cultura di destra, che era una nobile ma minoritaria schiera di intellettuali e pensatori che non avevano velleità di diventare maggioranza nel Paese. Parlerei più di un idem sentire che va diffuso e trasformato in un idem pensare. Non basta solo sentire di essere da quella parte ma bisogna cercare di ragionare e pensare in quel modo altrimenti si rimane solo sulla base dell’istinto, delle emozioni e non si va lontano” Leggi il seguito…

    • “Idee e cultura per un centrodestra più forte”. Parla Francesco Giubilei

      Intervista di Federica Ciampa. “Ad oggi quello di cui c’è, senza dubbio, bisogno sono dei luoghi di elaborazione di idee, di contenuti e di pensieri, perché nel lungo termine, l’assenza di idee e di una piattaforma programmatica e valoriale può diventare un problema. Pertanto, si deve costruire una base culturale nelle persone ed un sentire culturale in linea con i valori che vengono proposti dai partiti politici di centro-destra” Dell’importanza della cultura nella politica – ma non solo – ne parla a L’Occidentale il giovane Francesco Giubilei, che, a soli 27 anni, è già scrittore, editore, e Presidente di associazioni culturali Leggi il seguito…

    • Super ex. Papa e Scalfari: birds of a feather flock together…

      di Marco Tosatti. Cari lettori di Stilum Curiae, più volte in passato ci siamo occupati di quegli strani compagni di interviste-non interviste che sono il pontefice regnante ed Eugenio Scalfari. Abbiamo parlato però, spesso, soprattutto del Pontefice, più che del suo interlocutore. Ecco, oggi Super Ex si dedica invece a dirci chi è Eugenio Scalfari; e così facendo mette in luce singolari (ma non tanto) affinità elettive fra i due dispotici personaggi. Buona lettura. (Birds of a feather flock together significa che uccelli dello stesso genere fanno stormo insieme…). Leggi il seguito…

    • In piazza per la Chiesa. Si prega a Milano il 7 dicembre, piazza Duomo

      di Marco Tosatti. Cari amici e nemici di Stilum Curiae, vi ricordate di sicuro l’appuntamento di preghiera per la Chiesa onorato da tantissime persone il 5 ottobre scorso, a largo Giovanni XXIII a Roma, davanti a San Pietro. Si era alla vigilia del Sinodo dell’Amazzonia, che ha causato sconcerto, polemiche e reazioni in tanti cattolici. Ora alcuni amici mi hanno mandato questo volantino, insieme con la notizia che questa iniziativa di preghiera, grazie alla buona volontà di persone credenti, verrà ripetuta, come era stato l’auspicio di molti, in diverse città italiane. La prima sarà Milano. Ecco il testo dell’annuncio: Leggi il seguito…