Il patto del Lazzarone

di Marcello Veneziani.

Poi c’è l’Italia. E ci sono gli italiani. Quelli che ascoltano sconcertati e indifesi le registrazioni da Bibbiano e vedono la famiglia sotto attacco, i bambini plagiati e costretti a denunciare i loro genitori per abusi inesistenti. Quelli che vedono in tv un marocchino che strazia con otto coltellate una barista a Bologna. Quelli che vedono altre ondate di migranti a bordo, stremati e malati, e poi si scopre che si tratta solo dell’otite di un passeggero; vivono la tragedia di essere imbarcati da giorni mentre, si sa, venivano da una vita agiata, da un’attesa confortevole in Libia, e sono stati costretti da qualcuno a imbarcarsi… E questa sarebbe l’emergenza nazionale, la priorità assoluta per il governo che verrà, mentre gli italiani vivono con disagio in un paese calante ed inefficiente, sentono la pressione e l’oppressione dell’Europa, temono l’aumento dell’Iva e le mazzate del fisco, si sentono indifesi, isolati, raggirati, per giunta in balia di magistrati irresponsabili e schierati.

Vedono che la realtà è da una parte e la rappresentazione e soprattutto la rappresentanza va da un’altra. Si può parlare restando decenti di un governo giallorosso che parte con l’80 per cento di contrari tra il popolo sovrano? Quattro italiani su cinque non vogliono un’alleanza grillina-sinistra; e noncuranti il Palazzo, i Media, il Patriziato euro-nazionale, si spende tutto per quell’alleanza. Dalla sinistra estrema ai moderati illuminati, dai vecchi marpioni del regime ai grillini antisistema, dai giornaloni ai travaglio, tutti – cani e porci, più gentil farfallette – nell’arca di Noè anti-voto e anti-salvini.

C’è pure lui che propone un nuovo patto del Lazzarone, versione mascalzona del già torbido patto del Nazareno, e tutti gli danno torto, salvo seguire fedelmente le sue istruzioni. Eccolo che si prepara, il governo di lorsignori. E quelli che fino a ieri erano considerati barbari, i grillini, vengono d’un colpo costituzionalizzati, profumati e incravattati, vengono perfino definiti gentiluomini liberali. E i grillini per campare accettano di diventare domestici, si lasciano cioè addomesticare, entrano nel sistema, alzano la zampa quando glielo dice il domatore, giocano perfino col pallone sul naso, come le foche ammaestrate. Sono ammessi nel club esclusivo dei patrizi, salvo cacciarli appena non servono più, accompagnati dal loro avvocato Zelig Conte, trasformista, equilibrista, multitasking, democristiano quanto serve, progressista quanto basta, brillantina europeista, cromatina da notabile del sud, pochette tardoborghese da taschino più un’incipriata di populismo da tinello per compiacere il gentil volgo.Vi dico già i ministri di culto del governo che hanno in mente, in parità di quote: Greta, Carola, Ursula e Saviano, Lucano e Romano (Prodi). Con la benedizione straordinaria di Bergoglio & Scalfari associati.

Ma che possiamo fare noi cittadini, oltre che dire, scrivere e votare quando ci chiameranno, mi scrivono sconfortati alcuni lettori? Niente, ragazzi, già l’idea di manifestare il dissenso in piazza diventa in questo caso tentato golpe e insurrezione armata. A cuccia, buoni. Altrimenti vi fanno le scariche al cervello. Come in Cina, come a Bibbiano.

Bene, prendiamo atto che il popolo sovrano non conta un beato fico secco, e se si orienta per i sovranisti e dimezza i grillini, il patriziato si ingegna a salvare i grillini e a massacrare chi ha sostegno popolare. Prendiamo atto che si possono fare scelte, governi, nomine in cui i cittadini non contano assolutamente nulla.

Allora, vi dico, perché non avete il coraggio di mutare la costituzione, mutare forma al regime democratico? Vi consiglio una soluzione decorosa, comunque meno assurda di quella orwelliana di dichiarare che state salvando la democrazia mentre l’affossate. Seguitemi. Per separare la volontà popolare, il consenso elettorale, dal governo e dal potere praticate una riforma astuta. Ripristinate un’antica magistratura di 25 secoli fa, i Tribuni della Plebe, e consentite agli elettori di votare per loro. Date ai Tribuni della Plebe il massimo ascolto, la massima rilevanza, ma poi a governare e a designare chi governa ci pensa sempre il patriziato, cioè voi medesimi, in persona personalmente. Voi vi tenete il potere consolare, e a loro date di premio di consolazione. Loro vegliano su chi governa, rappresentano le istanze del popolo, strepitano, insomma sono difensori del popolo e oppositori riconosciuti. Ma, a governare ci pensate voi, levandovi di torno quella plebaglia, gli italiani. Elezioni democratiche, libertà di parola e di dissenso, diritto di ascolto garantiti. Ma poi decidete voi, col Patto del Lazzarone.

MV, La Verità 21 agosto 2019

Fonte

Print Friendly, PDF & Email
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • La Corte Europea dei diritti umani… e di Soros

      di Luca Volontè. Il centro studi ECLJ smaschera il conflitto di interessi della CEDU con le fondazioni di Soros. 22 giudici nel 2019 hanno o avevano avuto legami con sette ONG legate al magnate filantropo. Il Commissario dei diritti umani difenderà la giustizia europea?  Leggi il seguito…

    • I vescovi e il Dio che sostiene, ma non può fare miracoli

      di Stefano Fontana. I vescovi invitano a pregare perché Dio sostenga i malati e i medici, pochi di loro chiedono di pregare perché il Cielo sconfigga il contagio. Sembra che non si riconosca a Dio la possibilità di operare al di fuori dell’ordine del creato, come invece in San Tommaso, ma solo rispettando le leggi di questo ordine. Ecco il frutto della teologia di Rahner, dove Dio è intramondano.  Leggi il seguito…

    • Prudenza sì, panico no

      di Riccardo Cascioli. Strade semideserte, locali chiusi, supermercati presi d'assalto, incontri pubblici e privati annullati: in Italia c'è ormai il panico da Coronavirus. Ma la realtà dei fatti non giustifica questa isteria. L'epidemia è molto circoscritta e al momento non è prevedibile una diffusione a tappeto. Essere prudenti ed evitare rischi inutili è doveroso, ma il panico diffuso è segno anche di una fragilità personale diffusa. Leggi il seguito…

    • Stati Uniti-Ungheria, l’asse in difesa della famiglia

      di Federico Cenci. Sono 7.330 i chilometri che separano Washington da Budapest. Eppure le due capitali non sono mai state così vicine. I governi di Stati Uniti e Ungheria, infatti, lavorano fianco a fianco per sostenere le comunità cristiane nel mondo, e per realizzare politiche in favore della famiglia e della vita. Lo ha sottolineato nei giorni scorsi Katalin Novak, segretario di Stato ungherese per la Famiglia e la Gioventù, tornata di recente da una visita diplomatica Oltreoceano durante la quale ha incontrato il deputato Repubblicano Jeff Fortenberry e membri del centro studi conservatore American Enterprise Institute. Tra l’altro la Novak intervenne al Congresso mondiale delle famiglie di Verona in marzo. Leggi il seguito…