Ci vogliono campo profughi dell’Europa

di Riccardo Cascioli.

La strana crisi di governo che si è aperta in Italia, a prescindere da come evolverà, una cosa l’ha comunque chiarita: c’è un potere che ha deciso che l’Italia deve diventare il campo profughi dell’Europa.

La strana crisi di governo che si è aperta in Italia, a prescindere da come evolverà, una cosa l’ha comunque chiarita: c’è un potere che ha deciso che l’Italia deve diventare il campo profughi dell’Europa. E si tratta di un potere molto forte che mette insieme i partiti di sinistra, settori della magistratura e della stampa, la Commissione Europea di Bruxelles, per non parlare di settori importanti della Chiesa. Anche nei 5Stelle, che pure avevano votato il decreto sicurezza-bis, è prevalsa la linea immigrazionista; così come ha ormai gettato la maschera anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che evidentemente punta a fare il bis.

Lo abbiamo visto platealmente in questi giorni: approfittando della crisi di governo, il Tar del Lazio blocca l’ordine di “non ingresso” del ministro dell’Interno per una nave Ong. Il ministro della Difesa a sua volta ignora l’ordinanza del ministro dell’Interno, il presidente del Consiglio addirittura scrive una lettera aperta al ministro dell’Interno accusandolo di collaborazione sleale e di disumanità; Bruxelles risponde con un “sì, vedremo, praticamente no” alla richiesta italiana di redistribuzione degli immigrati; la procura di Siracusa fa sapere che sta indagando per il reato di sequestro; il tutto mentre la stampa di regime descrive situazioni apocalittiche a bordo della nave (che poteva tranquillamente andare verso un altro porto non italiano) ed esercita una forte pressione per lo sbarco. Ovviamente tutto condito da cronache tese a dimostrare quanto è razzista il popolo italiano e chiunque perori la causa della difesa dei confini nazionali.

Non è neanche casuale che il partito immigrazionista coincida con quello del “non voto”. Si vuole a tutti i costi aprire i porti a qualsiasi genere di immigrazione illegale e per fare questo è importante evitare di andare alle urne, dove si prevede un segnale del popolo che va in tutt’altra direzione.

La manovra è ormai sempre più sfacciata: perché una Ong spagnola dovrebbe evitare di portare il suo carico umano nel proprio paese invece che aspettare davanti alle coste italiane che si sblocchi la situazione? Dovrebbe essere evidente che queste Ong non hanno affatto interesse alla salvezza di poveri naufraghi (che naufraghi poi non sono), ma usano i migranti irregolari come arma per piegare la volontà del popolo italiano. E la decisione non è certo delle singole Ong, è evidente che c’è una sorta di ordine dall’alto, o di coordinamento, la consegna è chiara: devono approdare in Italia, le spalle sono coperte e l’impunità assicurata, anche se si investono navi militari italiane. Era chiaro che il caso della Sea Watch e del suo capitano Carola Rackete doveva servire da passepartout, adesso fermare gli sbarchi diventa sempre più difficile, anche per la situazione politica che si è generata.

È scandaloso che nella Chiesa si continui a considerare come gesto umanitario quella che a tutti gli effetti è complicità nel traffico di esseri umani. L’odio contro un leader politico, che si vuole abbattere a tutti i costi, giustifica qualsiasi cosa, qualsiasi menzogna. Ed è ancora più scandaloso che, più in generale, di fronte agli immigrati che si trovano sul nostro suolo non ci sia neanche la benché minima preoccupazione di annunciare e far conoscere Cristo. Il bisogno dell’uomo è ridotto a pura materialità, la testimonianza si misura sulla capacità di risolvere i problemi.

Nessuna sorpresa se questa Chiesa verrà spazzata via velocemente.

Fonte: La nuova Bussola Quotidiana

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