Iwobi: “Una legge per aiutare gli africani a non emigrare”

di Federico Cenci.

I massicci spostamenti irregolari – spiega Iwobi – “non hanno nulla a che vedere con l’immigrazione, bensì con una sorta di schiavismo moderno”. Parole, le sue, che coincidono con quelle pronunciate tre mesi fa dai vescovi delle conferenze nazionali e interterritoriali dell’Africa occidentale. “Non lasciatevi ingannare dalle false promesse che vi porteranno alla schiavitù e ad un futuro illusorio”, il monito dei presuli ai giovani africani. Vescovi che si sono rivolti anche ai governi per incentivarli ad impegnarsi “affinché gli africani possano vivere e prosperare” in Africa. In tal senso si colloca l’iniziativa legislativa di Iwobi

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Se non si sradicano le ragioni di indigenza alla base del fenomeno migratorio, ogni tentativo di arginarlo risulta un palliativo, utile a mitigare il problema, ma non a sconfiggerlo. È da questa considerazione che prende le mosse la proposta di legge depositata in Senato, il cui primo firmatario è il senatore della Lega Toni Iwobi. L’obiettivo è implementare il sostegno ai Paesi da cui provengono i migranti, per favorirne lo sviluppo ed eliminare così gran parte delle cause che spingono le persone ad andare via.

La proposta di legge

I senatori del Carroccio firmatari della proposta riconoscono che in tal senso è fondamentale la cooperazione internazionale, cui l’Italia storicamente dedica risorse importanti. Il testo in questione vuole coinvolgere, ora, oltre allo Stato, anche i singoli cittadini, prevedendo che “presso i grandi esercizi alimentari e commerciali – ipermercati, supermercati, discount alimentari e grandi magazzini – si possano effettuare donazioni al fine di contribuire alle politiche italiane di cooperazione internazionale allo sviluppo”. Concretamente, al momento del pagamento i clienti potranno “effettuare donazioni, stabilendo volontariamente la somma da donare, il cui importo è indicato sulla ricevuta di pagamento”. Attraverso un decreto del Ministero dello Sviluppo Economico adottato di concerto con il Ministero dell’Economia e con quello degli Esteri da emanare entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge, si investe il governo della scelta delle aree geografiche “da cui si concentrano le migrazioni di carattere economico dirette verso l’Italia” a cui dedicare i fondi, nonché “le tipologie di progetti da finanziare, incidenti principalmente sul settore agricolo, su quello sanitario, sull’istruzione, sulla formazione professionale, sulle fonti di energia e sulle infrastrutture”. Il decreto dovrà inoltre definire “le modalità di pubblicazione di dati aggiornati sulle donazioni effettuate e sui progetti finanziati”.

“Questa non è immigrazione, è schiavismo”

Il tema dello sviluppo dell’Africa sta a cuore al senatore Iwobi, nigeriano d’origine. Il quale non esita ad affermare ad In Terris che i massicci spostamenti irregolari “non hanno nulla a che vedere con l’immigrazione, bensì con una sorta di schiavismo moderno”. Parole, le sue, che coincidono con quelle pronunciate tre mesi fa dai vescovi delle conferenze nazionali e interterritoriali dell’Africa occidentale. “Non lasciatevi ingannare dalle false promesse che vi porteranno alla schiavitù e ad un futuro illusorio”, il monito dei presuli ai giovani africani. Vescovi che si sono rivolti anche ai governi per incentivarli ad impegnarsi “affinché gli africani possano vivere e prosperare” in Africa. In tal senso si colloca l’iniziativa legislativa di Iwobi. “Bisogna porre fine – spiega il senatore leghista – alla depredazione dell’Africa, di risorse del sottosuolo e di risorse umane. E bisogna porre anche fine – prosegue – alle morti in mare, che sono state 14mila” in pochi anni precedenti al 2018. “Può sembrare una parola volgare ‘aiutiamoli a casa loro’ – aggiunge -, ma ha un senso ben preciso, significa ‘aiutarli per aiutarci’”: il senatore spiega, infatti, che oltre a provocare vittime, “l’immigrazione irregolare negli ultimi anni è costata circa 15miliardi di euro ai Paesi ospitanti”.

Gli accordi bilaterali

Eppure, nell’ultima legge di bilancio sono state diminuite le risorse destinate alla cooperazione. “Ci siamo trovati costretti dinanzi all’Europa a dover tagliare alcune spese – si giustifica Iwobi -, questa legge serve proprio per trovare fondi anche altrove. Coinvolgendo gli ipermercati e i cittadini – aggiunge – crediamo di svolgere inoltre un lavoro di sensibilizzazione nei confronti di un tema importante”. “E poi – precisa il senatore – in passato talvolta i fondi sono stati gestiti male a livello territoriale, non sono arrivati a destinazione, con la nuova legge chiediamo allo Stato di gestirli in modo corretto”. Come a dire: meglio meno soldi spesi bene che tanti dispersi. Per arginare il fenomeno dell’immigrazione – sottolinea Iwobi – serve però anche il protagonismo di Roma in politica estera. Il senatore è reduce da una recente missione diplomatica in Nigeria. “La settimana scorsa abbiamo ratificato in Senato quattordici accordi di cooperazione bilaterale tra l’Italia e varie nazioni e dell’Africa”. La ratifica di tre trattati di questo tipo, fatti nel 2016 tra Italia e Nigeria, è contenuta in un disegno di legge approvato la settimana scorsa in Senato (il cui relatore è stato Iwobi) ed è attesa ora alla Camera per l’approvazione definitiva.

Fonte: Interris

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