Sinodi manipolati per costruire la “nuova Chiesa”

di Stefano Fontana.

Quello che sta avvenendo per la preparazione del Sinodo sull’Amazzonia è quanto già visto per i precedenti sinodi su famiglia e giovani. La riunione segreta svoltasi nei giorni scorsi in Vaticano con la partecipazione dei soliti influenti cardinali come Kasper e Schönborn, è l’ennesima dimostrazione di una conduzione “politica” dei sinodi per arrivare a esiti già decisi all’origine. Ciò che colpisce dolorosamente la coscienza dei fedeli è da un lato l’evidente manipolazione dei processi sinodali e dall’altro la presentazione dell’assise sinodale come un evento animato e dettato dallo Spirito Santo.

La gestione dei due ultimi sinodi dei vescovi e, almeno fino a questo momento, del prossimo sull’Amazzonia sembra destinata a far morire il sinodo in quanto tale, svuotandolo di autorevolezza e riducendolo ad un insieme di mosse di politica ecclesiastica concordate in anticipo. Quando, con il sinodo sull’Amazzonia, i fedeli si accorgeranno per la terza volta consecutiva che “tutto era stato pianificato prima”, dei sinodi si disinteresseranno, nonostante la retorica degli organizzatori circa il vento dello Spirito Santo nei lavori sinodali. A quel punto i sinodi saranno diventati una astuta prassi ecclesiastica pienamente secolarizzata e saranno giunti alla loro fine: morti per asfissia.

Nei giorni scorsi, alcuni blog e agenzie hanno dato notizia di una riunione segreta e riservata svoltasi in Vaticano (clicca qui) con la partecipazione di influenti cardinali tra cui i soliti Schönborn e Kasper, il cui scopo sarebbe stato di condizionare gli esiti del prossimo sinodo sull’Amazzonia. Non ci sarebbe da stupirsi di prassi di questo genere. Come si ricorderà, un evento simile era stato organizzato anche durante il sinodo sulla famiglia. Il 25 maggio 2015 si tenne una riunione a porte chiuse all’Università Gregoriana organizzata dalle Conferenze episcopali di Germania, Belgio e Francia per condizionare il sinodo ordinario. Solo pochi, però, considerarono la cosa come scandalosa.

Il doppio sinodo sulla famiglia degli anni 2014 e 2015 può essere considerato il prototipo di una nuova forma di assemblea sinodale: pianificata fin dall’inizio e guidata passo dopo passo perché producesse alcuni frutti prestabiliti. Dapprima fu affidata al cardinale Kasper una lezione ai cardinali che dettò il percorso da seguire, recuperando alla lettera un suo libro del lontano 1979 sulla teologia del matrimonio. Kasper non fu incaricato a caso, come non a caso non fu invitato al sinodo straordinario nessun rappresentante dell’Istituto Giovanni Paolo II.

Si ebbe poi la trovata – per la prima volta nella storia dei sinodi – di vietare ai padri di rilasciare dichiarazioni, i rapporti con l’esterno venivano tenuti da Padre Federico Lombardi che li teneva – come si suol dire – a suo modo. Nella relatio post disceptationem di metà percorso del sinodo straordinario la segreteria inserì passaggi dottrinalmente dirompenti che non risultavano minimamente dalla discussione sinodale. Sulla composizione della segreteria, 13 cardinali scrissero al papa per sottolineare che era troppo di parte. Ma quella stessa segreteria fu lasciata al suo posto e redasse anche tutti gli altri documenti del sinodo. Le domande del questionario conoscitivo del sinodo ordinario erano tendenziose.

Contrariamente alla prassi fino ad allora seguita, anche gli articoli bocciati a grande maggioranza e riguardanti le relazioni omosessuali furono inseriti nella relatio synodi. Durante i lavori il cardinale Baldisseri, segretario generale del sinodo, aveva impedito la distribuzione ai Padri del libro cosiddetto “dei cinque cardinali”. Nell’instrumentum laboris del sinodo ordinario sono stati inseriti articoli dal contenuto equivoco, come il famoso articolo 137 contro il quale un nutrito gruppo di teologi moralisti guidati da Stephan Kampowski e David Crawford scrissero un appello pubblico in difesa di Humanae vitae. A sinodo ancora in corso, il Papa produsse i due Motu propri sulla revisione del processo di nullità del matrimonio. L’Esortazione Amoris laetitia sembra essere stata pensata – anche se forse non scritta – prima del sinodo e quest’ultimo sembra essere stato strumentalmente governato perché portasse lì [si può vedere su questo il mio recente libro dedicato al tema, clicca qui].

Anche il successivo sinodo sui giovani è stato pianificato in anticipo e condotto in modo da avere dei risultati sicuri. Tra i vari aspetti di questa pianificazione ricordiamo la preliminare tendenziosa raccolta di dati e, soprattutto, l’espressione “cattolici LGBT”, presente nell’instrumentum laboris, contestata da alcuni autorevoli padri sinodali, eliminata dai documenti sinodali successivi ove però – con una modalità del tutto inusuale – si affermava che anche l’instrumentum laboris, e quindi l’espressione contestata, faceva parte delle conclusioni del sinodo.

Ciò che colpisce dolorosamente la coscienza dei fedeli è da un lato l’evidente, e perfino ostentata, manipolazione dei processi sinodali e dall’altro la presentazione dell’assise sinodale come un evento animato e dettato dallo Spirito Santo.

Colpisce, poi, che le pianificate manipolazioni siano finalizzate a ottenere effetti intra-ecclesiali e soprattutto di cambiamento dottrinale. Gli obiettivi del prossimo sinodo sull’Amazzonia sono già stati definiti in anticipo: ecologia integrale intesa come ecologismo gnostico, pluralismo religioso comprese le varie forme di animismo e paganesimo, condanna delle modalità storiche dell’evangelizzazione del continente latinoamericano come occasione per passare dall’evangelizzare al farsi evangelizzare, aperture al superamento del celibato ecclesiastico da importare poi anche in Europa centrale. Ma se i sinodi vengono ridotti ad una macchina astutamente governata per produrre una nuova Chiesa, allora vengono fatti morire. E forse è meglio così.

Fonte: La nuova Bussola Quotidiana

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