Il Sinodo dell’Amazzonia bypassa Benedetto XVI

Dottrina Sociale di Stefano Fontana.

Benedetto XVI sosteneva che le religioni del mito, le religioni pagane, erano forme umane di esorcizzazione del pericolo dell’esistenza, tramite la protezione di qualche divinità contro altre divinità. La religione cristiana invece è la religione del Logos. Le religioni dei popoli indigeni citate nell’Instrumentum laboris del Sinodo dell’Amazzonia hanno tutte le caratteristiche che Ratzinger attribuiva alle religioni del mito

Chi abbia letto solo qualcosa di Joseph Ratzinger come teologo, poi come papa e ora come papa emerito, non può non osservare l’enorme divario di prospettiva rispetto ai contenuti dell’Instrumentum laboris del prossimo sinodo sull’Amazzonia, presentato alcuni giorni fa dal segretario Cardinale Baldisseri. Rispetto alle considerazioni ratzingeriane sulle “religioni del mito” e sulla “religione del Logos”, l’Instrumentum laboris è agli antipodi.

Come è noto, Ratzinger-Benedetto XVI sosteneva che le religioni del mito, vale a dire le religioni pagane, erano forme umane di esorcizzazione del pericolo dell’esistenza, tramite la protezione di qualche divinità contro altre divinità. Per quelle religioni il mondo era nelle mani di divinità e pseudo-divinità sotterranee, contraddittorie tra loro, in perenne conflitto, forze oscure e arbitrarie che atterrivano l’uomo che si trovava in balia delle loro tensioni. Per questo l’umanità cercava di ottenere la protezione dell’una sulle altre, tramite riti e sacrifici (anche di esseri umani). Era la religione della paura, dell’oscurità, dell’arcano che intimoriva. L’uomo si sentiva in balia di forze arbitrarie, in un mondo assurdo e conflittuale.

Ma la religione cristiana, diceva Ratzinger-Benedetto XVI, era invece la religione del Logos. Il cristianesimo non si collega con nessuno dei culti pagani della Palestina del tempo, ma si mette in contatto con la filosofia greca, che aveva cercato il Principio razionale di tutte le cose, e con la stessa religione ebraica che credeva nel Dio Unico, Vero e Buono. Il mondo non era un luogo assurdo e gli uomini non erano in esso sperduti, in balia di divinità arbitrarie violente. In principio era il Logos, tutto è stato fatto secondo verità, il mondo è buono e la ragione umana può collegarsi con la fede, che non è irrazionale.

Tutte le ricerche teologiche di Joseph Ratzinger vertono su questi argomenti, e anche tutto il magistero di Benedetto XVI. Per questo risulta incredibile come invece, nell’Instrumentum laborisrecentemente pubblicato ci sia una vera e propria celebrazione del paganesimo e dell’animismo dei popoli amazzonici, un elogio del primitivismo religioso, e la descrizione di quel mondo culturale come di un eden, ove sarebbero assenti violenza e dissidio e ove tutti vivrebbero nell’amicizia e nella concordia. Dove la segreteria del sinodo abbia tratto gli argomenti scientifici per sostenere questo non è noto. Certo è che, per dirlo, ha dovuto rovesciare completamente gli insegnamenti di papa Benedetto, il quale a Regensburg aveva detto che “ciò che è contro ragione non viene dal vero Dio”.

L’Amazzonia sarebbe “piena di vita e di saggezza”; le sue culture ispirano “nuovi cammini, sfide e speranze”; i suoi popoli vivrebbero in modo mirabile “l’armonia dei rapporti tra l’acqua, il territorio e la natura, la vita comunitaria e la cultura, Dio e le varie forze spirituali”; l’Amazzonia è un luogo “di significato per la fede o l’esperienza di Dio nella storia … un luogo epifanico … una  riserva di vita e di saggezza per il pianeta, una vita e una saggezza che parlano di Dio”; da essa promana “un insegnamento vitale per una comprensione integrale dei nostri rapporti con gli altri, con la natura e con Dio”; in Amazzonia “La vita è un cammino comunitario dove i compiti e le responsabilità sono divisi e condivisi in funzione del bene comune”.

Così dice l’Instrumentum laboris del sinodo, ma nella realtà le religioni dei popoli indigeni hanno tutte le caratteristiche che Ratzinger-Benedetto XVI attribuiva alle religioni del mito, costruzione di idoli umani per esorcizzare la paura e impetrare protezione da parte di forze oscure e colleriche. L’animismo pagano asserviva l’uomo alle forze della natura e agli altri uomini della tribù. Quel mondo non era conviviale e amichevole, ma violento e discriminante. La ritualità ancestrale non elevava a Dio spiritualmente, ma metteva in comunicazione con le forze della natura, considerata panteisticamente come un tutto, la grande Madre Terra. L’uomo non emergeva in dignità dagli altri elementi naturali, ma ne era soggetto. Nell’instrumentum laborisritorna il mito rousseauiano del buon selvaggio e della natura originariamente buona, prima di essere stata inquinata dalla civiltà. Ma si tratta di un’ipotesi irrealistica e puramente funzionale a fare da premessa al sistema politico del contrattualismo illuminista del governo della Volontà generale.

L’Instrumentum laboris del sinodo sull’Amazzonia propone che la Chiesa “disimpari” e poi “impari” e “reimpari” a partire dalle sollecitazioni delle culture indigene amazzoniche, che sarebbero una vera e propria “epifania” frutto dello Spirito Santo e della presenza dei semi del Verbo nelle culture pagane. Come sia possibile che il Logos (Verbo) ponga dei semi nell’irrazionalità delle religioni del mito è difficile da comprendere. Come si possa partire dall’idolatria pagana assurda e irrazionale per convertire la fede della Chiesa che da due millenni si intende come la Religio vera è ancora più incomprensibile.

Tutto questo discorso è di importanza decisiva per la Dottrina sociale della Chiesa, la quale è espressione della religione del Logos e, come tale, indica una verità a disposizione di tutti e “dal volto umano”.

Fonte: La nuova Bussola Quotidiana

Print Friendly, PDF & Email
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • Chiesa e scuola: alle radici del problema

      Dottrina Sociale di Stefano Fontana. Alla Dottrina sociale della Chiesa è sempre appartenuta la dottrina della “Regalità sociale di Cristo”. Questa è stata direttamente enunciata in molte encicliche preconciliari. In quelle postconciliari non è più stata affermata con chiarezza, quanto piuttosto presupposta indirettamente, quindi non obliata ma oscurata. In ogni caso non è mai stata formalmente negata. Leggi il seguito…

    • «Sinodo Amazzonia, un pretesto per cambiare la Chiesa»

      di Riccardo Cascioli. Il cardinale Gerhard Müller, già prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, boccia senza appello l'Instrumentum Laboris del Sinodo per l'Amazzonia: «Nasce da una visione ideologica che nulla ha a che fare con il cattolicesimo». «Trattano il nostro Credo come se fosse una nostra opinione europea, ma il Credo è la Rivelazione di Dio in Gesù Cristo, che vive nella Chiesa. Non ci sono altri credo».«Dobbiamo rifiutare in modo assoluto espressioni come “conversione ecologica”. C’è solo la conversione al Signore, e come conseguenza c’è anche il bene della natura». «I sacramenti non sono riti che ci piacciono e il sacerdozio non è una categoria sociologica». «La Rivelazione di Dio in Cristo si fa presente nei sacramenti, e la Chiesa non ha alcuna autorità per cambiare la sostanza dei sacramenti». Leggi il seguito…

    • I cattolici, il suicidio assistito e l’Ordinanza della Corte costituzionale

      di Silvio Brachetta. Assuntina Morresi, su Tempi, critica le posizioni dell’Osservatorio Van Thuân – espresse da Stefano Fontana – circa la necessità di non scendere a compromessi sull’eutanasia. Il compromesso in questione – che un gruppo di parlamentari cattolici ha richiesto alla Conferenza episcopale italiana di sostenere – prevede, tra l’altro, l’attenuazione delle pene regolate dall’articolo 580 del Codice penale, nella speranza di mantenerlo in essere. Se, infatti, l’articolo 580 non sarà abrogato, costituirà almeno un argine all’eutanasia, che potrebbe essere introdotta da future legislazioni in materia Leggi il seguito…

    • Ma oltre i migranti ci sono i restanti

      di Marcello Veneziani. Ero l’altro giorno a Otranto nella piazza dedicata “all’umanità migrante”, dove campeggia un monumento in forma di barca dedicato ai migranti. E mi sono detto: ma all’umanità restante nessuno dedica niente, piazze, monumenti, prediche, premure? Non c’è settimana che Papa Bergoglio non si preoccupi dei migranti che ritiene un’umanità speciale; a loro dà priorità e dedica l’evangelico “Prima gli ultimi”. E non c’è dem, progressista, radicale, cattosinistro, ogni santo giorno, che non consideri bestie, razzisti, subumani e disumani coloro che non ritengono assoluto e illimitato il diritto di migrare e il dovere di essere accolti. Al Papa e ai promigranti vorrei dire: i veri ultimi non sono i migranti. Sono i restanti. Leggi il seguito…

    Eventi

    Ancora nessun post.