Giù le mani dai contemplativi

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In realtà questo libro avrebbe dovuto titolarsi: giù le mani dalla vita contemplativa. Perché quella che è stata una delle maggiori ricchezze della Chiesa, da sempre, dai monaci nel deserto fino ad oggi, è sotto attacco; e proprio da parte di quelli che dovrebbero difenderla, specialmente nel mondo di oggi, rendere ancora più sicuro e prezioso il silenzio, e il nascondimento, in un mondo che invece sembra voler affogare nel rumore e nella presenza, spesso effimera, spesso priva di qualsiasi senso il proprio vuoto spirituale. E invece…e invece proprio da dove dovrebbe venire l’aiuto viene il pericolo.
Da Roma, dalla Congregazione che si occupa di vita religiosa e di consacrati, viene la spinta e l’esortazione a concedersi al mondo e allo spirito del mondo e alle opere più che alla preghiera; insomma a rinnegare in poco o in tanto

quello che è lo spirito fondante – e scandaloso per il mondo, e ahimè, sembra, anche per i vertici della Chiesa odierna – della vita contemplativa di rinuncia e preghiera. Ancora una volta il protagonista principale di questa offensiva – come nel caso dei Francescani dell’Immacolata, e di altri ordini ricchi di vocazioni – è il Segretario della Congregazione, padre Carballo, che non contento di essere stato corresponsabile del maggior dissesto finanziario dell’ordine di San Francesco gira per monasteri e clausure incitando le suore – a buona ragione ben riluttanti – a aprire i cancelli e a uscire. Magari ha avuto ordini dall’alto; ma ci mette di sicuro del suo, in questa impresa sciagurata.
Tutto questo per introdurvi alla lettura di questo libro, che si pone domande essenziali. Ha ancora valore la preghiera, nella Chiesa di oggi? È possibile insegnare alle consacrate degli Ordini contemplativi come pregare? Non devono continuare a vivere sempre di più lo spirito e il carisma dei loro santi fondatori? Domande che sembrano sorgere spontanee alla luce dei due recenti documenti ufficiali sulla vita consacrata che, attraverso il famigerato “spirito del Concilio”, vanno contro gli stessi documenti conciliari e vorrebbero attuare una vera e propria “rivoluzione”. Questo libro è una risposta contro l’impoverimento della vita della Chiesa e il tentativo di mettere la “camicia di forza” allo Spirito Santo, il quale “prega in noi, con gemiti inesprimibili” (Rm 8,26). L’autore è Francis Templar è un monaco americano che vive nel nascondimento, nella penitenza e nella preghiera in un cenobio di antica fondazione. Ha approfondito lo studio dei Padri della Chiesa e dei Concili ecumenici.
L’introduzione è scritta da Aldo Maria Valli, che non ha bisogno di presentazioni. “Caro lettore, ti devo avvertire: se tu, come immagino, sei un fedele cattolico, appartenente alla Santa Madre Chiesa, le pagine che seguono provocheranno in te un profondo turbamento. L’Autore mette il dito in una piaga dolorosa e sconvolgente.
Nel corso della bimillenaria storia del cristianesimo è successo più di una volta che la vita monastica contemplativa sia finita sotto attacco da parte di forze ostili. Ora, però, per la prima volta l’attacco arriva esplicitamente dall’interno della Chiesa stessa, addirittura dai suoi vertici. È un attacco portato, in nome di un malinteso concetto di “rinnovamento”, da due documenti ufficiali: la Costituzione apostolica Vultum Dei quaerere sulla vita contemplativa femminile (del 2016) firmata da Francesco e l’Istruzione applicativa della costituzione apostolica, la Cor orans (del 2018), emanata dalla Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica.
In che cosa consiste l’attacco? Detto in parole povere, consiste nel tentativo di snaturare la vita contemplativa avvicinandola non a Dio, ma al mondo”.
Buona lettura! Potete trovare il libro su questo link. La città sopra il monte.
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