Donne nel Medioevo

Quando si parla di storia e di donne, abbondano i luoghi comuni.

Ho provato, insieme ad un’amica, Maria Cristina Del Poggetto, a metterne in discussione alcuni, raccontando tutta un’altra storia, in La metà del cielo. Breve storia alternativa delle donne (La Vela).

Qui vorrei fare una breve galleria di immagini significative (senza alcuna pretesa di esaustività).

Partiamo dall’immagine in alto: si tratta di Christine de Pizan, scrittrice e copista di professione, che viveva del suo lavoro.

Ebbene, quando parliamo di copisti amanuensi che hanno salvano il patrimonio librario del mondo antico, e trascritto i testi sacri su cui l’Europa ha imparato a leggere e a scrivere (ma anche a stampare, visto che la produzione a stampa vera e propria inizia con la Bibbia di Gutenberg), ricordiamoci che vi erano anche molte copiste donne, monache o laiche.

Si tratta di una realtà storica dimenticata. Falsità sono invece lo ius primae noctis, che non è mai esistito, o le famigerate cinture di castità, come raccontano i testi storici ed ormai anche wikipedia:

Così come sono invenzioni ottocentesche la gran parte degli strumenti di tortura, per maschi o femmine, che si trovano in alcuni Musei di tortura creati allo scopo di guadagnare sui creduloni:

La storia, quella vera, fatta come sempre di luci e ombre, ci dice che nel Medioevo sono esistite donne coltissime, formatesi spesso nei conventi, dove esistevano anche scuole miste, per maschi e femmine:

E vi erano donne che votavano nei consigli cittadini, che insegnavano, che commerciavano, insieme al marito o sole; che erano ascoltate dai papi e dai sovrani (Ildegarda, Caterina da Siena…); che scrivevano trattati di medicina (Trotula) o di pedagogia (Dhouda), che dipingevano e scolpivano…

Donne che erano stimate, anche perchè Cristo aveva insegnato a dare alla donna un’importanza assente nel mondo antico, scegliendole per esempio come testimoni della Risurrezione:

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