Intervista a Federica Picchi

fede

Federica Picchi è candidata alle Europee del 26 maggio con Giorgia Meloni, nelle circoscrizioni di centro e nord ovest.

Di seguito alcuni passagi da un’intervista comparsa su La Verità del 19 maggio:

Si dice che la sua candidatura sia stata fortemente voluta, insieme ad altre, da Massimo Gandolfini e dal movimento pro vita e famiglia italiano…

Come nella mia esperienza di piccolo imprenditore, per raggiungere un traguardo di crescita devo perseguire quell’obiettivo da più strade, così come cittadino, la difesa di valori per me sacri come la tutela della vita – dal concepimento alla morte naturale – la tutela della famiglia come centro fondante della società, la tutela della dignità del lavoro e della libertà educativa, deve essere portata avanti da più posizioni.

Qualcosa di lei…

Credo fermamente che la cultura sia la base di crescita di una società sana ed equilibrata, per questo motivo, dopo gli studi economici in Bocconi e alla Georgetown University di Washington DC e vari anni di Banca d’affari a Londra e New York, ho deciso di fondare DOMINUS PRODUCTION, per la diffusione di modelli di virtù umana per i più giovani. Dominus è poi cresciuta, includendo una sezione editoriale per l’approfondimento delle argomentazioni trattate nei film, e un’area discografica in sviluppo. L’attività in DOMINUS mi richiede un grande impegno perché c’e’ sete di storie di umana bellezza e di modelli tra i giovani, ma l’emergenza sociale dovuta ad una politica che sempre più si distacca dai valori sacri e fondanti di ogni democrazia, mi ha spinto ad accettare la proposta di candidatura per Fratelli d’Italia.

Un’altra conversione, dopo il ritorno alla fede?

“Ho trovato la fede e incontrato la bellezza della figura – anche storica – di Cristo a seguito del tumore di mia madre. Questa è stata una conversione vera, per cui ho intrapreso un cammino che durerà tutta la mia vita. La scelta politica non è una conversione, ma è una conseguenza: quando si crede in qualcosa di più grande si devono mettere da parte sicurezze e comodità (anche conquistate con fatica!) per mettersi a servizio di nuovi obiettivi. Mi sento un po’ un soldato (il padre è un militare, ndr), che non può far finta di nulla, che non può stare a guardare la distruzione di valori per cui si spende quotidianamente e che vuole lottare, non contro qualcuno, ma per qualcosa: la nostra bimillenaria civiltà cristiana.

Una civiltà in crisi?

Sì, che sta morendo. Per questo è ora che i laici si diano da fare in prima persona. Tanti amici come me si stanno impegnando, negli ultimi anni, in politica e molti di loro, sino a poco tempo fa, non avrebbero mai pensato di farlo. Ci muove lo stesso amore per la vita, la famiglia, la comunità, il lavoro… E poi io sono una donna…

E quindi?

Anzitutto mi sovviene il messaggio di Pio XII, che appoggiò il voto alle donne, nel 1945, dichiarando: “La vostra ora è sonata, donne e giovani cattoliche; la vita pubblica ha bisogno di voi!”. Il papa sapeva che le donne avrebbero votato contro il comunismo, per la famiglia e la libertà. Noi donne siamo naturalmente “conservatrici”, perchè siamo chiamate a conservare e proteggere la vita.

Devo dire, inoltre, che sono attratta dal coraggio, dalla coerenza e dalla logica di Giorgia Meloni, e nello stesso tempo non mi sento affatto rappresentata, da Laura Boldrini o Alessandra Moretti ( quella che vuole mettere la tendina davanti al crocifisso, nei cimiteri, come se fosse qualcosa di scandaloso, di sporco!) Queste sedicenti femministe, che stanno lanciando pessimi messaggi alle giovani donne italiane, mi stimolano a dare un contributo diverso.

>Quale?

Quello propriamente femminile. Le donne non devono travestirsi da uomini. Régine Pernoud scriveva che “copiare i maschi è un buon esercizio scolastico, ma non ne sono mai venuti capolavori”. Lei, come storica, era specializzata soprattutto sulla vita di Giovanna d’Arco e di tante altre grandi figure femminili “al tempo delle cattedrali” e sottolineava quanto le donne avessero contribuito in mille modi, anche politicamente, alla nascita ed al fiorire della Cristianità. Anche in politica possiamo portare la tendenza femminile al sociale, alla difesa dei deboli, alla cura. Come piccolo imprenditore, voglio dare ottimi contributi alla difesa del made in Italy volano di sviluppo del nostro Paese. Come ex “banker”, che ha lavorato tanto nella finanza internazionale conoscendone pregi e difetti, desidero un sistema bancario radicato sul territorio a sostegno delle piccole e medie imprese e delle famiglie, non a servizio delle lobby finanziarie internazionali.

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