Adinolfi ci prova ancora, ma è credibile?

cannocchiale

Adinolfi non molla, e si candida, nel partito che fu di Angelino Alfano, a rubare qualche voto cattolico ai candidati seri, pro vita e famiglia, nel centro Italia. Sarà bene ricordare brevemente il suo curriculum, passeggiando su un suo vecchio blog, il Cannocchiale, per indagare un attimino sul suo passato ( http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it/?TAG=pd ).

Co-fondatore del Pd, lo ricordano tutti; abbiamo modo di conoscere anche la sua battaglia per tenere i radicali all’interno del partito:

Le sinistre radicali e i radicali di Marco Pannella stessi restano fuori dal Parlamento europeo e devono mettersi in testa che il loro unico orizzonte politico realistico è l’ingresso come componenti organizzate all’interno del Partito democratico (8 giugno 2009);

 

le sue aperture al mondo gay:

A me piacerebbe che i Mille portassero con orgoglio la dimensione caratteristica di essere l’unico luogo della dialettica verso il Pd, dove chi crede al primato della famiglia e chi va a sfilare al Gay Pride possono stare tranquillamente fianco a fianco e condividere un tratto di strada insieme nel pieno rispetto reciproco. Da noi non esistono integralismi: la mia ispirazione cristiana (tutta politica, che sulla fede cado più volte di molti altri) non mi impedisce di essere a favore dei Dico, come in campagna elettorale mi sono detto a favore dei Pacs. E so che vengono comprese le mie ragioni quando allo stesso tempo mi dichiaro contrario al matrimonio omosessuale e ritengo che in un paese dove oltre sedici milioni sono le coppie sposate che compongono una famiglia, quando una legge finanziaria le ignora, anzi le tartassa, si compie una operazione politica fortemente antipopolare. (20 giugno 2007);

il suo volere fare del divorzio di Berlusconi una faccenda politica e pubblica:

Ecco, io credo che questa scossa riguardi tutti, riguardi il paese o almeno tutti coloro che si sono stancati di concedere e giustificare ogni cosa all’Imperatore di Cartapesta. Il divorzio di Veronica non è una vicenda privata. E’ una questione pubblica e politica (3 maggio 2009);

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la sua ammirazione per Obama, Franceschini, Veltroni…

o per Scalfarotto e Serracchiani:

Ma il popolo riformista sa sorprendere: magari basteranno Scalfarotto e la Serracchiani, due quarantenni entusiasti e puliti per cui voterei volentieri se fossero nella mia circoscrizione (articolo di Adinolfi su Il tempo del 29 aprile 2009).

La sua campagna per Emma Bonino governatrice del Lazio:

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Il suo aiuto alla vittoria di Zingaretti, in Lazio:

Lazio, Adinolfi ancora una volta in aiuto alla sinistra (in memoriam del massone Nathan)

 

 

Concludendo: perchè dovremmo fidarci di uno che ha spaccato il Family day, che ad ogni post accusa gli altri di malafede e di opportunismo, che farà il gioco della sinistra, non raggiungendo il 3 per cento; che, se lo raggiungesse, diverrebbe il portavoce del mondo cattolico in politica?

E’ credibile un portavoce così? Sono credibili la sua vita politica e la sua vita personale, le sue piroette?

 

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