Né diritto, né acquisito

aborto1Tra le varie amenità ascoltate a commento dei lavori del Congresso Mondiale della Famiglia appena conclusosi a Verona, ve n’è una che vorrei che non fosse lasciata passare senza un commento. Agli organizzatori è stato domandato in conferenza stampa se intendessero mettere in discussione i diritti acquisiti, in primis il diritto d’aborto. Si tratta di una domanda nonsense, ma tesa a cercare di rendere la risposta una pretesa assurda e a spingere l’interlocutore ad auto-censurarsi.

Ma certo, ogni pro-life dell’Universo non si limita a mettere in discussione l’aborto, ma ha l’obiettivo di abrogare le leggi abortiste, perché sa che così facendo un numero enorme di bambini vengono strappati alla morte. Non è un caso che 4 ginecologi su 5, in Italia, così come negli USA, non praticano l’aborto.

Diritti? Acquisiti? Vediamo di esaminare entrambi gli aspetti. Ogni persona aperta alla ragione e alla scienza riconosce nell’aborto non un diritto, ma un delitto, anzi, un abominevole delitto, per usare l’espressione adottata dai padri conciliari. Una legge intrinsecamente ingiusta come quella che priva della vita e del diritto ad esistere un essere umano, non obbliga, perché non è legge, ma sua corruzione.

Dunque di quale diritto stiamo parlando? Del diritto di autodeterminazione realizzato mediante l’eterodeterminazione del bambino a morire? Del diritto sul proprio corpo, attuato mettendo le mani sul corpo altrui, quello del bambino? Il diritto alla salute? Beh, non è che il bambino abortito goda di molta salute. Allora non rimane che un solo diritto: il diritto del più forte sul più debole. La legge però non è fatta per fornire copertura all’arbitrio, ma per garantire la giustizia anche al più debole.

La legge sull’aborto non è più diritto di quanto lo fosse il diritto a sterminare gli ebrei rivendicato dai nazisti, o di possedere schiavi nelle piantagioni degli Stati del sud degli Stati Uniti invocato dai grandi latifondisti. Sì sono stati acquisiti, ma questo non significa che non siano revocabili. Parafrasando Giovanni Falcone, l’aborto “è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine”. Sì, è stato acquisito, ma le misure legislative negli Stati del Mississippi, Kentucky e Georgia e quelle simili che si profilano in altri Stati, come Florida, Missouri, Ohio, Tennessee Texas, dove le nuove leggi approvate dichiarano illegale abortire quando inizia il battito cardiaco (rendendo di fatto illegale l’aborto), mostrano che tornare indietro è possibile. È stato fatto in Polonia, in Cile, in Salvador, le numerose leggi limitative dell’aborto approvate nel corso degli anni dai repubblicani americani sotto la spinta del movimento pro-live, indicano che il delitto è revocabile.

Dobbiamo seguire questo movimento, dobbiamo dare il via ad una finestra di Overton rovesciata: ciò che oggi è impensabile, l’abrogazione della legge abortista, diventi progressivamente un’istanza prima accettabile poi sensata, poi ancora diffusa ed infine la nuova legge che vieta l’aborto. Siamo all’inizio del percorso, ma il primo passo, il più difficile, è stato compiuto. Le marce per la vita, i manifesti cubitali dei bambini concepiti, il provvidenziale Congresso di Verona e la marcia finale sono la prima tappa. I nemici della vita lo sanno, per questo sono impazziti e ricolmi di odio. Ora il prossimo passo sarà il premere affinché l’abrogazione della legge sia inserita nella piattaforma programmatica dei partiti storicamente amici. Ci vorrà tempo, ci saranno resistenze fortissime, ma ciò che hanno fatto i pro-life americani col partito repubblicano è replicabile in Italia. Moltiplichiamo gli sforzi, un giorno, a Dio piacendo, saremo ricordati dalla storia come i cavalieri che fecero l’impresa.

Print Friendly, PDF & Email
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • Gervasoni in esclusiva: “Ecco il destino del Governo, del M5S e dei moderati”

      Intervista di Federica Ciampa. “Il sovranismo è soprattutto un fenomeno di reazione culturale alla globalizzazione e a questa forma di progressismo, molto diversa da quella della vecchia sinistra: si tratta di un progressismo che difende le minoranze. Ne è un esempio la politica del PD, la quale è sostanzialmente tesa a favorire immigrati, gli LGBT e così via, alienandosi completamente rispetto alle simpatie delle classi popolari ed incarnando delle battaglie volte a cambiare la natura umana e la società: genitore 1, genitore 2, la famiglia arcobaleno. Si tratta di aspetti sociali che i vecchi comunisti non volevano assolutamente cambiare, perché anche loro credevano nella famiglia naturale, nel padre, nella madre, nei figli. In passato, quindi, la sinistra tendeva a voler almeno rappresentare la maggioranza ed il proletariato, il quale, ormai, vota stabilmente a destra” Leggi il seguito…

    • Omosessualità, la scuola dei teologi che cambia la dottrina

      di Stefano Fontana. Alla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale non si insegna la dottrina tradizionale della Chiesa sull’omosessualità. È il caso del corso di Morale speciale del prof Fumagalli dove quello omosessuale è chiamato “amore”. Emerge così che niente è peccato, tutto è "grazia". Con questi corsi si formano i preti che diventeranno parroci e, alcuni di loro, vescovi. E la nuova morale della nuova Chiesa entrerà nelle diocesi dalla porta principale. Leggi il seguito…

    • Emilia Romagna. Spallone: Cattolici, mandate a casa il Governo più anticristiano della storia recente

      di Marco Tosatti. Il 26 Gennaio 2020, in Emilia Romagna si voterà per le elezioni politiche. No, nessun lapsus: quelle per il rinnovo del Consiglio Regionale e la scelta del Governatore sono, esattamente, elezioni politiche. La valenza politica di questa consultazione sopravanza di gran lunga il carattere locale, già di per sé di grande importanza. Ciò, per la sufficiente ragione data dall’inevitabile caduta dal governo nazionale in caso di prevalenza della candidata del centrodestra, sul governatore uscente, candidato della sinistra. Di questa realtà, oltre al mondo politico nazionale, sono perfettamente consapevoli le gerarchie ecclesiastico-politiche, in servizio permanente effettivo. Esempio di questo agitarsi è l’attivismo del Cardinale del capoluogo di questa Regione, la cui agenda è fitta di impegni per presentazioni libri, dibattiti di natura politica, interviste televisive in prima serata; insomma, tutto quello che un buon politico deve fare per sostenere le proprie idee politiche e la propria parte politica attualmente al governo regionale e nazionale. Leggi il seguito…

    • Dal Pci alla Casa d’Intolleranza

      di Marcello Veneziani. Dal vecchio Pci sorse una Casa d’Intolleranza. Benché sconfitta nelle urne e minoritaria nel Paese, esercita la sua intolleranza sui vivi e sui morti, sugli eletti e sui non allineati al politically correct, usa il passato come un’arma per colpire il presente, pone veti e divieti, presenta come reati le opinioni difformi, grazie a leggi ad hoc dei suoi governi. Si serve delle truppe d’assalto dei media e delle forze corazzate dei magistrati, per mettere sotto scacco e fuori legge i suoi nemici Leggi il seguito…