Da una Francia senza Dio al rogo di Notre Dame

Secondo il laicissimo presidente francese Emmanuel Macron, con le fiamme a Notre Dame “brucia una parte di noi”. Dichiarazione giusta. Ma c’è da temere non assolutamente sincera.

Alcuni fatti. La Francia è la nazione dell’Europa occidentale che ospita il maggior numero di persone di religione islamica (e di religione ebraica). La Francia è il paese che, con la rivoluzione francese (1789), ha inaugurato il terrore anti-cristiano in Europa. Il terrore, non fu come il terrorismo suo figlio, qualcosa di criminale ma episodico, improvviso e dal basso. No. Vi fu una volontà genocida, probabilmente per la prima volta nella storia moderna, che risponde ai nomi di Robespierre, Marat, Danton e molti altri.

Chi doveva essere sterminato in nome del progresso? Preti, suore, monaci, aristocratici rappresentanti dell’odiato Ancien Régime, e perfino il popolo (specie in Vandea e Bretagna) nella misura in cui fosse ancora legato alla tradizione ed incompatibile con lo spirito della rivoluzione in atto.

In pratica, si voleva organizzare né più né meno che il genocidio del cattolicesimo. Che Voltaire, il più celebre e celebrato tra gli illuministi del Settecento, chiamava senza tanta ipocrisia “l’infâme”, cioè l’infame, da tradurre meglio come la carogna.

La politica francese, dal 1789 ad oggi, con fasi alterne e contraddittorie, ha avuto la più pesante e la più micidiale attitudine anticattolica che si conosca in uno Stato civile. Perfino gli autocrati Lenin e Stalin, nella loro impresa di ateizzazione forzata delle masse operaie e contadine, si dichiararono sempre come i prosecutori della rivoluzione di Francia.

La Francia resta così il modello, l’emblema, il simbolo della lotta alla religione, alla tradizione e al cristianesimo come priorità dello Stato moderno, laico ed emancipato. Tanto democratico nelle intenzioni, quanto totalitario nei mezzi.

La religione durante tutto l’Ottocento, malgrado qualche timido passo indietro alla restaurazione, fu bandita dalle scuole, dalle università, dai centri di ricerca, dagli ospedali, dalle caserme, dalla politica, dallo spazio pubblico, proprio in quanto pubblico. I politici di sinistra e di destra, ma in primo luogo quelli di sinistra, iniziarono a considerare la religione e la Chiesa come il nemico numero 1 dello Stato.

Quando il ministro Léon Gambetta diceva “Le cléricalisme, voilà l’ennemi” (il clericalismo, ecco il nemico), intendeva il cristianesimo come tale, a partire ovviamente dal clero, visto come la causa diretta dell’ignoranza, del fanatismo e dell’inutile religiosità delle masse.

Nel Novecento la Chiesa di Francia, dopo la separazione assoluta dallo Stato e da ogni ente pubblico ratificata nel 1905, riacquisì terreno, proprio come accadde in Italia sotto il fascismo. Così, dopo la prima guerra mondiale (1914-1918) anche a causa dei numerosi sacerdoti che combatterono in prima linea nelle trincee, si superò l’anticlericalismo più volgare e violento. Però dopo il processo e la condanna del Maresciallo Philippe Pétain (1945), iniziò dapprima con lentezza una nuova ondata di anticattolicesimo.

Dagli anni ’60, gli anni del Concilio Vaticano II e della rivoluzione studentesca del ’68, è risorta la vecchia logica dell’anticristianesimo volterriano come stile di vita da inculcare nel giovane e nel cittadino, per strapparlo, come disse il ministro della pubblica istruzione Vincent Peillon, ai “determinismi storici”.

Dopo il 2000 l’anticristianesimo, sia su base laicista (dall’alto) che su base islamica (dal basso) è tornato a farla da padrone. Sono centinaia le chiese cattoliche francesi colpite, profanate o demolite ogni anno. E questa violenza è il frutto di una politica storica che ha fatto cultura. Ma è una cultura dell’odio, del rancore e del disprezzo per una storia che inizia con il battesimo di Clodoveo e che si insegna a rinnegare.

Che Macron cerchi sempre la frase ad effetto e la parola giusta al momento giusto è comprensibile. Ma il rogo di Notre Dame, casuale o causato, è il simbolo forte di una Francia senza Dio che vorrebbe estirpare ogni traccia di fede dal proprio suolo. Dopo aver stritolato senza pietà la Chiesa di Francia, è naturale e logico che crollino e scompaiano le chiese di Francia.

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