«Omofobi? Razzisti? A Verona per parlare della bellezza della famiglia»

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di Emanuele Boffi.

«È in atto una poderosa campagna contro i partecipanti al World Congress Of Families». Intervista a Elena Donazzan dopo le parole di Repubblica, Di Maio e Cirinnà

Non sarà il titolo di un giornale (“Neofascisti, antiabortisi, omofobi al meeting della famiglia sovranista”, Repubblica, 9 marzo) né le parole del vicepremier Luigi Di Maio («A Verona una destra di sfigati») né il grossolano selfie della senatrice Monica Cirinnà («Dio patria famiglia che vita de merda») ad intimidire l’assessore veneto Elena Donazzan sulla sua partecipazione al World Congress of Families nella città scaligera. «Anzi – spiega Donazzan a tempi.it – proprio perché mi dicono di non farlo, lo faccio. E bene ha fatto Matteo Salvini a dire che anche lui verrà perché è in atto una poderosa campagna intimidatoria contro i partecipanti».
Spirito libero, battagliera, Donazzan parteciperà oggi alla conferenza stampa indetta dagli organizzatori per fare chiarezza sugli intenti della manifestazione.

Donazzan, lei perché andrà a Verona in occasione del congresso?
Per due motivi: il primo, come già detto, è perché sono un’irrequieta e non mi faccio dire da nessuno a cosa devo o non devo partecipare. Il secondo è perché sono convinta che solo la famiglia salverà il mondo. Non saranno le leggi, non saranno le finanziarie, non saranno nemmeno le politiche ambientali. Solo la famiglia ha come priorità la sopravvivenza dell’uomo e la sua serenità.

Nel governo c’è diversità di vedute sulla questione. Il ministro Lorenzo Fontana e Matteo Salvini la pensano in un modo, ma Di Maio e Vincenzo Spadafora in un altro. Di Maio, appunto, ha parlato di «sfigati».
Sì, dimostrando, una volta di più, se ancora ce ne era bisogno, che il M5s sulle questioni etiche la pensa allo stesso modo dell’estrema sinistra nichilista. In questo campo, le due posizioni sono inconciliabili.

Così inconciliabili che ci sono state polemiche persino per l’aver accordato il patrocinio di Palazzo Chigi.
Mi sembra una polemica assurda. Quante volte, e per tutti i tipi di manifestazioni, anche quelle più ideologiche, abbiamo visto dare il patrocinio? Non mi sconvolge che possa non essere accordato, ma sono colpita dal fatto che i cinquestelle non pensino che la famiglia vada difesa. Nei confronti del congresso sono state mosse accuse strampalate, che rivelano una cattiva coscienza e tanta ignoranza. I grillini parlano per partito preso, non hanno nemmeno letto il programma, rifiutano il confronto.

Ad esempio su cosa?
Si parla tanto di denatalità. È un problema europeo e marcatamente italiano. Bene, come pensano di risolverlo se non aiutando la famiglia? Questo e altri sono i temi del congresso. Di questo si parlerà a Verona. Perché insultano?

Bisognerebbe chiederlo a Monica Cirinnà.
La senatrice è stata violenta e razzista. Razzista nei miei confronti perché io sono una persona che crede in Dio, che ama la sua famiglia e la sua patria. Come si permette? Posto che io non dico parolacce e chi le usa si squalifica da solo, lei si immagina se io mi fossi scattata una foto con un cartello in cui insultavo la famiglia monogenitoriale? Sarebbe venuto giù il mondo e avremmo sentito le solite accuse. Perché a lei è concesso di essere così sguaiata? Perché una persona che si comporta così dovrebbe essere considerata una “onorevole”? È evidentemente esasperata, è estremista, non ha la serenità adatta che richiede il suo ruolo.

Fonte: Tempi

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