La Chiesa e la verità sull’omosessualità

 francois

Da Liberté politique, periodico francese di informazione online

Articolo redatto da François Billot de Lochner – 1 marzo 2019

Al momento della chiusura del summit Vaticano sugli abusi sessuali nella chiesa, è apparso chiaro che i dibattiti hanno girato principalmente attorno alla sola questione degli abusi sessuali sui minori.

Il fatto che nel discorso finale del papa non vi sia alcun accenno all’omosessualità, è per noi un drammatico errore.

La Chiesa cattolica possiede una dottrina e una tradizione bimillenaria. Da San Paolo all’ultimo Catechismo della Chiesa cattolica, gli sbandamenti della carne, siano essi eterosessuali o omosessuali, hanno sempre costituito una grave deriva. E il fatto è ben più grave, evidentemente, se ha a che fare con dei membri del clero mondiale.

Il discorso del papa è un inverosimile miscuglio di luoghi comuni sulla pornografia, il turismo sessuale, la debolezza dell’uomo, e tanto altro ancora. Era davvero necessaria questa riunione di vertici per spiegarci delle cose che tutti conoscono?

In realtà, Francesco avrebbe dovuto accontentarsi di un breve discorso di chiusura in cui mostrare come tutto ciò che derivava dai peccati della carne di parte del suo clero, si sarebbe immediatamente tradotto in un’esclusione dalla Chiesa cattolica, qualsiasi fosse il paese di appartenenza. Egli avrebbe dovuto far sapere che un giuramento scritto sarebbe stato inviato nei giorni successivi a tutti i cardinali, ai vescovi, ai preti e ai religiosi, nel quale essi avrebbero promesso la più assoluta castità, accettando di essere ridotti allo stato laicale al primo sbandamento, (con le eventuali conseguenze giudiziarie).

Un tal modo di agire sarebbe stato l’unico modo di rimettere in ordine il cammino di una Chiesa cattolica totalmente disorientata. Non è troppo tardi per farlo. Solo un’operazione “personale” permetterebbe di ritrovare una speranza terribilmente compromessa in un numero considerevole di cattolici. E lo si può ben capire. Il continuo ripetersi ovunque dei casi Mc Carrik ha superato la misura, e i cattolici di tutto il mondo non lo sopportano più.

Crediamo sia necessario mettere a fuoco in particolare il problema dell’omosessualità nei cardinali, vescovi e sacerdoti. Lo ha sottolineato giorni fa in un’intervista per il sito americano LifeSiteNews il Dr Christian Spaemann, professore e specialista in queste questioni, dicendo che è a questo problema che bisogna guardare, perché è anche alla radice delle relazioni omosessuali, e che i casi di pedofilia e di pederastia sono molto più numerosi fra gli omosessuali che fra gli eterosessuali. Infatti la fragilità e la mutabilità sono consustanziali alle relazioni omosessuali, in quanto esse non sono fondate sulla complementarietà e l’alterità, e perché esse funzionano come un “meccanismo di compensazione che controlla l’autostima e l’identità”, propiziando il vagabondaggio e l’errore.

L’omosessualità non è una novità nella Chiesa. Già la meravigliosa Santa Caterina da Siena la deplorava. Ciò che è di nuovo radicalmente in gioco è il prendere o non prendere davvero in carico il problema da una parte della Gerarchia della Chiesa, che si dibatte in un approccio totalmente erroneo ad esso. Il discorso che ci viene da questo alto consesso unisce una manifesta confusione al retaggio di un insegnamento costante, sia in favore dell’unione carnale fra l’uomo e la donna, che formano un matrimonio, sia della continenza consacrata. Possiamo allora dire che l’esortazione apostolica Amoris Laetitia, evocando, accanto ai divorziati risposati, le «situazioni irregolari», senza altre forme di precisazioni (A L 305, ha definitivamente aperto il campo delle possibilità, sia delle relazioni eterosessuali fuori del matrimonio, ma anche delle relazioni tra i chierici, e in fine anche alle relazioni omosessuali nel loro insieme?

Con un piano pastorale tanto arretrato, diventa molto difficile per gli esponenti dell’alto clero mantenere un discorso di condanna, che ci si potrebbe legittimamente attendere in risposta alle rivelazioni di turpitudini di un numero considerevole di prelati. Quasi fatalmente, la discussione sviluppata ha a che fare con la condanna consensuale degli abusi sui minori, che non entra in polemica, ed evita accuratamente e maldestramente di dire il vero motivo per cui avvengono questi abusi. Questo retro pensiero ha un nome: è l’omosessualità. Abbiamo il coraggio di riaffermare che il discorso morale della Chiesa di Cristo, in tutta la sua bellezza ed esigenza, non ha perduto nulla della sua attualità!

Nonostante tutto ciò, rinnoviamo il nostro immenso amore e ammirazione verso il grande numero di cardinali, vescovi, sacerdoti e religiosi che rimangono profondamente puri nell’anima, nello spirito, nel cuore e nel corpo, e che, nonostante tutto questo male, sopportano eroicamente la grande tempesta che invece alti dignitari della Chiesa rifiutano di chiamare col suo nome. A quella parte del popolo cattolico che pensa che la morale non è negoziabile, e che le posizioni dell’attuale vertice dell’Istituzione siano spesso inaccettabili, va il nostro ringraziamento. Essi sono, in qualche maniera, gli eroi e i santi del XXI secolo.

François Billot de Lochner

(Alla fine di questa traduzione mi permetto di dire che il principale problema per ogni vocazione – compresa quella matrimoniale, così come quella di ogni cristiano -, sia la perdita della fede in Colui che ci salva, e quindi anche della preghiera e della adorazione, che ci rafforzano contro gli assalti e le seduzioni del maligno. Maria, profetessa di questi ultimi secoli inquieti, ci richiama costantemente a questi indispensabili ausili. Oggi, come contro altare al tanto male che sembra prevalere, ma non prevarrà, come promesso dal Signore e dalla Sua e nostra Madre, che ha detto: “Il mio cuore immacolato trionferà”, desidero condividere con voi – tra le tantissime storie di santi che hanno illuminato il cammino la storia della Chiesa, la storia di una monaca morta 10 anni fa, che ho trovato proprio oggi, domenica 3 marzo, su La NuovaBQ, con titolo La monaca che spezza il buio moderno con la luce di Cristo. http://www.lanuovabq.it/it/la-monaca-che-spezza-il-buio-moderno-con-la-luce-di-cristo . Ndt)

Fonte: http://www.libertepolitique.com/Actualite/Editorial/Homosexualite-l-Eglise-doit-parler-en-verite

Traduzione di Claudio Forti

Print Friendly, PDF & Email
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • I cattolici, il suicidio assistito e l’Ordinanza della Corte costituzionale

      di Silvio Brachetta. Assuntina Morresi, su Tempi, critica le posizioni dell’Osservatorio Van Thuân – espresse da Stefano Fontana – circa la necessità di non scendere a compromessi sull’eutanasia. Il compromesso in questione – che un gruppo di parlamentari cattolici ha richiesto alla Conferenza episcopale italiana di sostenere – prevede, tra l’altro, l’attenuazione delle pene regolate dall’articolo 580 del Codice penale, nella speranza di mantenerlo in essere. Se, infatti, l’articolo 580 non sarà abrogato, costituirà almeno un argine all’eutanasia, che potrebbe essere introdotta da future legislazioni in materia Leggi il seguito…

    • Ma oltre i migranti ci sono i restanti

      di Marcello Veneziani. Ero l’altro giorno a Otranto nella piazza dedicata “all’umanità migrante”, dove campeggia un monumento in forma di barca dedicato ai migranti. E mi sono detto: ma all’umanità restante nessuno dedica niente, piazze, monumenti, prediche, premure? Non c’è settimana che Papa Bergoglio non si preoccupi dei migranti che ritiene un’umanità speciale; a loro dà priorità e dedica l’evangelico “Prima gli ultimi”. E non c’è dem, progressista, radicale, cattosinistro, ogni santo giorno, che non consideri bestie, razzisti, subumani e disumani coloro che non ritengono assoluto e illimitato il diritto di migrare e il dovere di essere accolti. Al Papa e ai promigranti vorrei dire: i veri ultimi non sono i migranti. Sono i restanti. Leggi il seguito…

    • La Sea Watch3, Antigone e la Dottrina sociale della Chiesa

      Dottrina Sociale di Stefano Fontana. La Dottrina sociale della Chiesa non è mai stata tenera verso lo Stato, anche nella sua forma di “Stato di diritto” (Rule of Law) nel quale governa la legge. Ciò però non vuol dire che entrare in acque territoriali di uno Stato sovrano come l’Italia, non obbedire alle intimazioni della Guardia costiera e, anzi, speronare una imbarcazione della stessa Guardia siano atti da apprezzare. Leggi il seguito…

    • Ambiguità su Vincent, è l’ecumenismo dell’eutanasia

      di Tommaso Scandroglio. Dopo la morte del 42enne disabile francese, è stata resa nota una Dichiarazione congiunta di sei responsabili religiosi (due cattolici) della città di Reims. I firmatari sono il rabbino Amar, l’imam Bendaoud, i pastori protestanti Langlois e Geoffroy, l’arcivescovo de Moulins-Beaufort e il suo ausiliare Feillet. Dal documento pare proprio che i sei ritengano che aver dato acqua e cibo a Lambert fosse accanimento terapeutico. Segno della dinamica involutiva, anche in casa cattolica, rispetto ai principi non negoziabili, che sta portando all’accettazione supina dell’eutanasia. Leggi il seguito…

    Eventi

    Ancora nessun post.