Il Papa spinge Verona: famiglia naturale insostituibile

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di Nico Spuntoni.

«Nella delicata situazione del mondo odierno, la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna assume un’importanza e una missione essenziali». Le parole del Papa ieri a Loreto corrispondono perfettamente allo spirito del Congresso mondiale delle Famiglie che si svolgerà a Verona nel fine settimana e che è oggetto di violentissime polemiche e accuse di oscurantismo, a cui si è accodata anche una parte del mondo cattolico.

«Nella delicata situazione del mondo odierno, la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna assume un’importanza e una missione essenziali». Lo ha detto papa Francesco nella sua breve visita di ieri mattina a Loreto, dove ha anche firmato la Lettera post-sinodale ai giovani, «Christus vivit» (il testo sarà reso pubblico il prossimo 2 aprile).

Ma a colpire maggiormente sono state sicuramente le parole che, davanti alla folla riunita davanti alla Basilica che contiene la Santa Casa, il Papa ha dedicato al valore della famiglia, giustificate dal fatto che «la Casa di Maria è anche la casa della famiglia». «È necessario – ha detto ancora il Papa – riscoprire il disegno tracciato da Dio per la famiglia, per ribadirne la grandezza e l’insostituibilità a servizio della vita e della società. Nella casa di Nazaret, Maria ha vissuto la molteplicità delle relazioni familiari come figlia, fidanzata, sposa e madre. Per questo ogni famiglia, nelle sue diverse componenti, trova qui accoglienza, ispirazione a vivere la propria identità».

Anche se non c’è stato alcun riferimento diretto, le parole del Papa irrompono nel dibattito e sulle polemiche riguardo alla famiglia generate dal Congresso mondiale delle Famiglie (Wcf, secondo l’acronimo inglese) che si svolgerà a Verona il prossimo fine settimana. Stiamo assistendo a polemiche roventi sia dal mondo politico sia dall’associazionismo femminista e Lgbt in un crescendo di insulti e menzogne a cui si è accodato anche una parte del mondo cattolico.

Sul fronte politico si va dai distinguo del premier Giuseppe Conte, che ha ritirato il patrocinio della presidenza del Consiglio, agli insulti del vicepremier Luigi Di Maio, che ha addirittura utilizzato l’epiteto di “sfigati”. Il neosegretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, invece, ha annunciato il suo impegno per impedire quella che ha definito una «regressione culturale e civile», di cui sarebbe portatore il messaggio che è alla base del Congresso di Verona.

Ma se si riprendono le parole di papa Francesco non si può non notare la totale corrispondenza con l’obiettivo dichiarato degli organizzatori dell’evento veronese, che è quello di lavorare per «affermare, celebrare e difendere la famiglia naturale come sola unità stabile e fondamentale della società». Nulla di così oscurantista, dunque, come invece vorrebbe lasciar intendere la macchina della propaganda laicista.

Del resto, come dimostra la quantità di odio scatenato sui social e nelle dichiarazioni di personalità pubbliche e commentatori vari, a dare più fastidio non è la scelta dei relatori o il colore politico delle autorità ospiti, ma la visione del matrimonio e della famiglia promossa dal Congresso e che corrisponde a quella insegnata dalla Chiesa. Ora, le parole del Papa pronunciate a Loreto, in un momento di pressioni mediatiche atte a legittimare la messa in discussione della famiglia naturale, arrivano forti ed inequivocabili, specialmente alla luce del contesto in cui sono state pronunciate.

D’altra parte, la Santa Sede si è già espressa sul Wcf con il Segretario di Stato,il cardinale Pietro Parolin che, non nascondendo «qualche differenza nelle modalità», nonostante la bufera mediatica scatenata sulla vicenda, aveva deluso chi magari auspicava una sconfessione «dall’alto» per l’evento di Verona: «Siamo d’accordo sul fondo, sulla sostanza», aveva detto il porporato.

Il discorso fatto ieri dal Papa a Loreto, fa anche tornare alla mente quello pronunciato da Giovanni XXIII sullo stesso tema e nello stesso luogo il 4 ottobre del 1962: «La famiglia – disse Roncalli ai pellegrini presenti – è il primo esercizio di vita cristiana, la prima scuola di fortezza e di sacrificio, di dirittura morale e di abnegazione. Essa è il vivaio di vocazioni sacerdotali e religiose, e anche di intraprese apostoliche per il laicato cristiano; la parrocchia prende dignità nuova e fisionomia inconfondibile, e si arricchisce di nuova linfa vitale di anime rigenerate, e viventi nella grazia del Signore».

Nel Santuario mariano, inoltre, papa Francesco è tornato a mettere in guardia da quelle che definisce le «molteplici colonizzazioni ideologiche che oggi ci attaccano». Il pontefice ha invitato a non cadere nella «cultura dello scarto» di cui sono le principali vittime le famiglie ed i malati. Un concetto, quello della cultura dello scarto, che Bergoglio ha più volte utilizzato anche in passato e di cui considera espressione pratiche come il suicidio assistito, l’aborto e l’eutanasia.

Fonte: La nuova Bussola Quotidiana

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