“Ecco perchè non servivano le Unioni civili”

Monica Cirinnà 1

di Maura Delle Case.

“Non c’era bisogno della legge sulle Unioni civili per garantire diritti alle coppie di conviventi perché quei diritti erano già stati riconosciuti dalla giurisprudenza”. Carlo Amedeo Giovanardi di Idea e oppositore strenuo della legge 76/2016 rea a suo dire “d’aver socchiuso la porta ad adozioni e utero in affitto per le coppie omosessuali”, liquida così la sentenza del tribunale di Pordenone sull’assegno riconosciuto, all’atto di scioglimento dell’unione civile, alla parte debole di una coppia di donne.

“Il giudice valorizza la convivenza di fatto, che era antecedente al 2016 (anno di approvazione della legge Cirinnà) e si è venuta ad innestare poi nell’unione civile. Non ci vedo nulla di straordinario: quello che viene riconosciuto è un rapporto di convivenza che, esordito nel 2013, ha determinato conseguenze economiche sulla parte debole della coppia”. Unione civile o meno. Questa la tesi dell’ex senatore, che liquida la legge citando Shakespeare. “Molto rumore per nulla”. “Non ci vedo alcunché di scandaloso se due persone, di qualsiasi sesso o orientamento, decidano di vivere assieme a abbiano con questi patti di convivenza la possibilità di risolvere tutta una serie di questioni” afferma ancora Giovanardi per il quale l’ambiguità della legge Cirinnà sta altrove: “Nel tentativo di dire che le unioni civili sono come il matrimonio perché così si sposta la battaglia su un altro terreno che è quello del diritto dei bambini ad avere un padre e una madre”.

“Due uomini vogliono vivere insieme? E chi glielo contesta – rilancia il già ministro per i Rapporto con il parlamento -. Il problema si realizza però quando i diritti si vogliono estendere alla sfera della genitorialità. Pensiamo alle adozioni: per ogni bambino adottabile c’è una fila immensa di coppie regolarmente sposate, ma perché mai un bambino che ha già la sfortuna di aver perso i genitori o di esser stato tolto a una famiglia disastrata non deve poter avere un padre e una madre bensì trovarsi ad essere cresciuto da due uomini o due donne? Non parliamo poi della pratica dell’utero in affitto – conclude Giovanardi -. Per la donna che si vende è peggio della schiavitù, per chi va all’estero e si compra un figlio è un delitto. Gli uomini che rientrano in Italia con un bambino avuto da un utero in affitto sono per la nostra legge due delinquenti. Questo è il punto della questione, il resto sono cose che si possono risolvere”.

Fonte: l’Occidentale

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