Congresso delle famiglie a Verona. Il test della libertà democratica nel Paese. Dove è la Chiesa?

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di Marco Tosatti.

Il Congresso Mondiale delle Famiglie in programma a Verona è un test importante, e tutto fa pensare che sia la Chiesa che il regime politico mediatico che si definisce progressista lo abbiano già fallito. Ma è un test importante per il Paese, perché è la cartina di tornasole della democrazia, che a parole la sinistra e i suoi giornali – i maggiori – dicono di apprezzare e difendere. In realtà l’unica democrazia che nei fatti difendono è la loro; e a chiunque si differenzi dal pensiero unico di cui sono servi felici impongono la mordacchia. Il Congresso è una cartina di tornasole della libertà di pensiero in questo Paese;

e i tentativi di delegittimarlo sono partiti subito, con menzogne, calunnie  e fakenews avidamente sparse dai grandi giornali contigui al PD, che nel Congresso ha trovato finalmente un “nemico” su cui coagulare un residuo di appartenenza e di fervore.

Si è mandata avanti naturalmente l’avanguardista Monica Cirinnà, che non si è lesinata figuracce. Dell’ultima diamo conto con questo tweet:

Se la prendeva con la collega Costanza Miriano, che, giustamente, le ha risposto:

“Cara Senatrice, si informi: io non sono ospite del Congresso. E lei è molto scorretta, se approfitta della sua platea per dire falsità su di me, e senza che a me sia data la possibilità di smentirla con pari visibilità.
Inoltre mi risulta che siamo in un paese libero: se lei può offendere la patria (ma non è reato di vilipendio?) con il suo cartello “Dio patria famiglia, che vita de m….”, mi spiega invece quali cose offensive avrei mai detto io, e contro chi? Perché mai io non dovrei parlare da qualche parte? Dettagli e citazioni, per favore (la sfido perché non credo che troverà mai in nessuno dei miei scritti una parola offensiva contro qualcuno, tanto meno una parolaccia).
Un’ultima domanda: ma per essere gay friendly gli errori di ortografia sono obbligatori, o solo incoraggiati?”.

Non credo che l’ex Gattara di Rutelli abbia letto il libro della Miriano (né il secondo della serie, “Sposati e muori per lei” in cui si parla dei maschi). Ma devo dire che sentire parlare di donne sottomesse da chi appoggia la Gestazione Per Altri, cioè l’Utero in affitto, una forma di sottomissione totale e totalmente in spregio dei diritti di chi nasce, mi fa pensare che siamo di fronte a dei casi di dissociazione logica vertiginosi. O a una disonestà intellettuale altrettanto vertiginosa, che si cerca inutilmente di coprire con l’aggressività verbale e la volgarità.

Ma, giustamente, i neo-squadristi in salsa progressista fanno il loro mestiere, dando del fascista a destra e a sinistra, come non dico un bue, ma una renna farebbe nei confronti di un asino dandogli del cornuto. Non stupisce, ma rattrista invece il silenzio della Chiesa. L’anno scorso al Congresso Mondiale delle Famiglie (stesso evento, stessi organizzatori) a Chisinau, Moldavia, c’era il Segretario di Stato, il card. Pietro Parolin. Che pronunciò parole interessanti, che potete leggere qui sotto.

“Speranza e luce

Riflettendo sulla visione cristiana del matrimonio e della famiglia, il cardinale Parolin ha detto che la famiglia deve essere “proclamata nella sua integrità, specialmente in tempi come il nostro, quando siamo consapevoli di quanto profondamente fragili siano così tante relazioni umane”. “Le famiglie, la cui natura è data da Dio e la cui vocazione è l’amore, sono oggi – forse più che mai – chiamate ad essere un faro di speranza, un raggio di luce nel nostro mondo”, ha detto.

Minaccia alla famiglia

Il cardinale ha spiegato che la cultura individualista, utilitarista e consumistica di oggi pone gravi sfide alla famiglia. L’individualismo estremo indebolisce i legami familiari e finisce per considerare ogni membro della famiglia come un’unità isolata.

Questa cultura individualistica gode di un enorme prestigio nel mondo dei media, della finanza e della politica, ma alla fine relega le istituzioni intermedie come la famiglia a un’opzione non essenziale. I corpi ecclesiali e le religioni organizzate sono relegati alla “sfera privata” e relazioni come la famiglia o quelle all’interno della Chiesa non sono essenziali per il processo di generazione di profitti.

Famiglia: base per la società

In questa situazione, ha detto il Cardinale Parolin, la Chiesa è chiamata a riaffermare la sua fiducia nel piano di Dio per la famiglia e l’istituzione naturale del matrimonio. Come immagine di Dio, ha spiegato, la famiglia è l’elemento costitutivo di ogni società, in cui la crescita e lo sviluppo reciproci vengono promossi tra le differenze.

L’esperienza vissuta della bellezza della famiglia è l’argomento più forte che abbiamo, perché tende ad accogliere piuttosto che escludere, mostrare compassione piuttosto che condannare, attrarre piuttosto che imporre.

Il cardinale Parolin ha sottolineato che la famiglia contribuisce, e contribuirà sempre, all’armonia e allo sviluppo di ogni società: la struttura di una società dipende dalla struttura della famiglia e dalle relazioni che vi sono coltivate.

“Possa ognuno di noi fare la nostra parte per realizzare il piano di Dio per il matrimonio e la famiglia”, ha esortato il Cardinale Parolin”.

Ecco, questo era il servizio di Vatican News nella nostra traduzione. Che cosa gli impedisce di parlare così a Verona? Sarebbe interessante saperlo.

In realtà, lo possiamo immaginare. A Verona ci saranno Salvini e Meloni, e Fontana…ma non credo che nessuno avrebbe impedito – anzi sarebbero stati ben felici gli organizzatori – se sul palco ci fossero stati Zingaretti e Di Maio, dando così un volto ampio e condiviso a un tema nazionale. E la Chiesa italiana, sempre più succube del suo legame (azzardiamo: velenoso) con la sinistra pudicamente si stringe la talare intorno alle gambe per non essere sospettata di partigianeria politica. La famiglia sono mica i migranti, con il business dell’accoglienza…Che tristezza. Un sacerdote però a Verona ci sarà: un vero sacerdote, don Fortunato Di Noto.

Ecco che cosa scrive.

“Caccia alle streghe, omofobi, medievali, estremisti, retrogradi” e chi ne ha più ne metta. Epiteti, al margine della calunnia e della diffamazione,  che da più parti in questi ultimi tempi si tanno facendo molto insistenti, sprezzanti, al limite dell’odio che è l’anticamera della violenza. Questo deve farci molta paura, o almeno inquieta.

Questo perché tante persone sono state convocate a riflettere (pur nella diversità di prospettiva e non solo, ma anche di contenuto) sulla famiglia, sulle donne, i deboli, la disabilità, i diritti dei bambini. Per raccontare quanto la famiglia sia bella, un momento di festa, oltre e dentro le problematiche che richiedono un confronto pacato, intelligente, nella verità.

Sarò uno dei relatori al XIII Congresso Mondiale delle Famiglie che si terrà a Verona, dal 29 al 31 marzo; sono stato invitato a raccontare di Meter e l’impegno, da 30 anni, contro ogni forma di abuso sui minori, contro la pedofilia e la pedopornografia: una tragedia immane, globale, trasversale, criminale. Una società dove ci sono i pedofili e dove i bambini non hanno mai conosciuto l’innocenza, il gioco, ma solo malvagità umana di adulti senza scrupoli, malvagi e perversi. Piccoli schiavi sessuali della perversione criminale di molti. Perché la pedofilia, la pedopornografia e l’abuso sui minori sono atti criminali. Oltre la ideologia sottostante a giustificare e normalizzare tale “lecita e naturale tendenza”.

Già, dimenticavo che anche questo è faccenda medievale e di caccia alle streghe. Invito chiunque a venire nelle nostri sedi Meter e ad avere il coraggio di aiutarci, dopo averli trovati, tutti i siti pedofili e pedopornografici individuati e formalmente inoltrati alle Polizie di tutto il mondo. Già, perché denunciare questi abomini è oscurantismo.

La voce del buon senso In 30 anni ho partecipato a più di 4.000 Congressi, Convegni e Conferenze: organizzate da destra o sinistra, da cattolici e di altre confessioni religiose, rossi e/o bianchi. Neri e viola. Gialli e arancioni. Ho sempre pensato che la vita, la sua difesa fin dal concepimento, deve essere amata e difesa a spada tratta. Ho sempre ritenuto che i piccoli, i deboli e i vulnerabili devono essere difesi, fino a dare la vita per loro. Ho sempre parlato chiaro, senza possibili fraintendimenti o velate ideologie che accompagnano l’azione di tutela dei bambini. Fedele al Vangelo, alla Chiesa e al suo insegnamento, non dimenticando che sono un cittadino (italiano) educato alla legalità, al rispetto delle persone, delle regole nella vita sociale, ai valori della democrazia, e all’esercizio  dei diritti di cittadinanza.

Tra i tanti i relatori (di alto profilo non solo umano, ma anche istituzionale e professionale), c’è anche il sottoscritto, invitato a parlare in difesa dei bambini, contro gli abusi, la pedofilia e la pedopornografia: una piaga mondiale che coinvolge tutti, tanti. Chiesa e società, per non dimenticare anche atei e credenti e religiosi. Che dovrebbe unirci, anziché dividerci, ma neanche questo sembra che stia accadendo. Neanche i bambini e la loro tutela ci uniscono.

La pedofilia e la pedopornografia, gli abusi sessuali sui minori sono un crimine? O non è un crimine, dato che si è sviluppata una lobby, molto trasversale e stratificata, che tende – con molta pervasività e potenza mediatica – a far passare l’accettazione della pedofilia come l’ultimo tabù sessuale da abbattere. Non posso documentare, in questo mio appunto, quanto le lobbies pedofile, sostengono e promuovono. È tutto sotto gli occhi di tutti.

Perché di questo dovrò parlare al Congresso: del crimine contro la piccola umanità: i bambini. Vessati, schiavizzati, schiacciati dal peso dello sfruttamento (anche digitalizzato) sessuale. Neonati, preadolescenti e adolescenti che sono venduti per pochi spiccioli e abusati da persone inumane e disumane. Criminali che lucrano sulla pelle dei bambini.

La pedofilia e la pedopornografia, gli abusi sui piccoli (che si aggiungono a tanti altri mali che facciamo fatica a raccontare, per i perbenisti e i narcotizzati insensibili a questi drammi) non credo siano cose da medievali, da retrogradi, e da cacciatori di streghe, meglio di diavoli infernali moderni e antichi. Noi combattiamo contro i nuovi Erodi, e ce ne sono tanti che fanno feste e lauti banchetti e che vogliono la testa di Giovanni il Battista e di Gesù bambino, nei bambini e nei senza voce.

Tanti tramano contro la vita nascente, contro la famiglia.

L’abuso è abuso, è un reato ed è un peccato (per chi è credente), da qualunque e da chiunque lo commette: eterosessuali, omosessuali, transessuali, dai 70 e più gender e orientamenti sessuali. Spero siamo d’accordo e che non cadiamo nella lotta ideologica di chi sostiene altro e oltre.

Non ho intenzione di collocarli o definirli o etichettarli; in chi si sta ergendo contro questo Congresso, forse c’è della malafede e una lettura parziale e strumentale dell’evento che ritengo una importante occasione per dire e ribadire che la pedofilia e l’abuso sui minori è un abominio. E solo una famiglia, bella, viva, gioiosa, responsabile può essere l’antidoto a questi abomini che avvengono nell’ambito familiare, anche ecclesiale, e in altri luoghi educativi e aggregativi ma che hanno assunto livelli di sfruttamento criminale. Non possiamo permetterci di avere “tanti bambini orfani con genitori vivi”.

Ho imparato molto a rispettare le persone e le idee altrui. Ma ci sono delle distanze e credo anche delle differenze di come vediamo l’uomo, la famiglia, e le scelte “libere e consapevoli” anche dei propri orientamenti sessuali. Ci sono valori non negoziabili? Credo di sì. Testimoni e combattenti di buone battaglie. Dimenticavo: è un nuovo medioevo difendere i bambini. Già proprio dimenticavo.

Don Fortunato Di Noto”.

Meno male che esistono sacerdoti così, ancora. Certo, non li fanno vescovi; per diventare vescovo, diceva scherzando un amico teologo, in Italia ci vuole la Castratio In Sacris. Ma il fatto che sacerdoti così esistano, e parlino, e agiscano è una grazia.

Fonte

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