Le cause dell’attuale corruzione sessuale

Ciò che oggi colpisce ed amareggia i cattolici e tutte le persone a modo, anche se non credenti, è la diffusione delle più svariate forme di corruzione sessuale non tanto nei laici, chè ciò è sempre accaduto, ma nel clero, nei religiosi, nei vescovi e persino nei Cardinali o con implicazione diretta o con favoreggiamento o col  lasciare impuniti i colpevoli o tollerando pubblicazioni, che tentano di giustificare la corruzione, fatta passare per espressione di libertà o di «diversità».

La nostra mente và al famoso libello Liber Gomorrhianus(il titolo è assai significativo), nel quale S.Pier Damiani presentò al Papa S.Leone IX  la situazione di un clero corrotto dal vizio della lussuria e della simonia. Il Santo Pontefice seppe intervenire con energia e la piaga fu guarita. Oggi la situazione sembra peggiore per la vastità e la complessità del fenomeno e per il fatto che esso intacca anche la gerarchia. Ma non dobbiamo dubitare che Cristo interverrà a salvare la sua Chiesa. Noi facciamo la nostra parte con alcune considerazioni, che penso possano esserci utili.

L’opera educativa nel campo della sessualità, come in tutti i campi della formazione alla virtù e al dominio ragionevole delle passioni, deve sapere ben contemperare e dosare una duplice azione, apparentemente fatta di due tendenze contrastanti, ma in realtà reciprocamente complementari: da una parte, un’opera di istruzione ragionata e di promozione intelligente, che presenta il modello naturale e soprannaturale da realizzare o l’ideale o il fine da raggiungere in tutta la loro positività, bellezza ed attrattiva, come opera ordinata e voluta da Dio, in modo da entusiasmare l’educando e da spronarlo ad accettare volentieri i necessari sacrifici e rinunce in ordine alla consecuzione del fine.

E dall’altra parte, occorre un’equilibrata ed amorevole opera correttiva, in mezzo tra la durezza e il permissivismo, tra rigorismo e lassismo, che si giustifica in ordine al modello da realizzare, e che comporta la saggia stimolazione nell’educando di uno sforzo ascetico, proporzionato alle sue forze, umile e responsabile, ma libero da infondati sensi di colpa, insieme con la pratica metodica, convinta, serena e perseverante di una severa disciplina, alleggerita, sostenuta e confortata dal soccorso della grazia divina, avente lo scopo di eliminare gradualmente le tendenze cattive, i freni, gli intralci e gli ostacoli alla realizzazione del modello.

Un’educazione sessuale ingiustificatamente e violentemente repressiva e spregiatrice del piacere sessuale, causata da una errata concezione della castità o della verginità ed originata da una concezione negativa del sesso, ha causato, per un moto pendolare, una reazione contraria estremista, che è giunta all’idolatria o assolutizzazione del piacere sessuale, non importa quale uso si faccia del sesso, purchè si provi piacere. Espressione estrema di questa reazione è l’attuale diffusione della pedofilia e della sodomia.

Il Concilio Vaticano II, nel campo dell’educazione sessuale alla castità, supera l’antropologia di tendenza dualistico-platonica fino ad allora prevalente nella Chiesa, per assumere con maggior decisione l’antropologia aristotelico-tomista, più biblica, dalla quale discende un’etica sessuale, che vede positivamente l’esser uomo e donna e,  senza ignorare la direzione ascetica, necessaria dopo il peccato originale, dà alla coppia uomo-donna un orientamento escatologico fino ad allora ignorato dall’etica sessuale, che sarà sviluppato dalla «teologia del corpo» di S.Giovanni Paolo II.

Il grave problema, che però purtroppo è sorto nel postconcilio, è stato quello di un fraintendimento dell’ottimismo conciliare, come se il Concilio avesse abbandonato il tradizionale indirizzo ascetico, che invece è stato solo mitigato,quasicchè l’umanità di oggi abbia superato le conseguenze del peccato originale, il che naturalmente è del tutto falso ed anzi eretico. Da questa leggerezza è sorto un costume sessuale, il quale, abolendo o diminuendo le precauzioni e le difese, ha finito con l’aumentare il cedimento al peccato.

Un altro grave inconveniente sorto nel postconcilio è stato il diffondersi di una duplice tendenza antropologica parimenti, seppur in modo diverso, fautrice di lassismo morale sotto colore di interpretare la concezione biblica dell’unità della persona. Da un lato, si è diffusa una forma di personalismo spiritualista, basato su di una falsa esaltazione della coscienza e della libertà, associata ad una relativizzazione della legge naturale.

Dall’altro, si è persa di vista, per esempio con Rahner, la distinzione reale di anima e corpo, addebitandola al «dualismo greco»,  per cui con Freud lo spirito si é materializzato, mentre il corpo si è ridotto ad essere un’opzione dello spirito. Per dirla con Rahner, il corpo è visto come «acqua ghiacciata», mentre l’anima, «ghiaccio liquefatto».

Nell’uno e nell’altro caso, non più lo spirito che emerge o trascende il senso e le emozioni, ma sono la sensibilità e le emozioni che offuscano ed ingannano lo sguardo dell’intelletto, mentre la volontà, priva della luce del vero bene, cede miseramente alla violenza ed all’astuzia delle passioni.

Linee e criteri pratici da seguire per una corretta educazione sessuale e per la soluzione della crisi

1.Contro un certo dualismo antropologico dobbiamo dire che l’uomo maschio e femmina non è un puro spirito asessuato, gettato dopo il peccato originale in un corpo maschio o femmina, dal quale, per raggiungere la libertà spirituale e vivere nella sua purezza originaria nella visione beata dell’essenza divina, deve liberarsi possibilmente col voto di castità (Origene, catarismo, giansenismo), ma è un animale ragionevole, quindi sessuato nel corpo e nello spirito[1]. Per questo la coppia umana è destinata alla resurrezione.

  1. Bisogna presentare il modello escatologico formulato dalla teologia del corpo di S.Giovanni Paolo II[2].
  2. Bisogna unire il progetto procreativo del c.1 valido solo nella vita presente col progetto unitivo del c.2, che resta alla resurrezione, senza la funzione procreativa. Quindi l’ideale della famiglia vale solo per la vita presente. Nella resurrezione fra uomo e donna vi sarà solo amicizia, ma non matrimonio[3].
  3. Bisogna dimostrare la reciprocità uomo-donna, tale per cui un uso del sesso contrario a tale reciprocità è contro natura.
  4. La libertà sessuale non consiste nella facoltà del singolo di decidere evolutivamente, ossia di momento in momento, dell’essenza della sessualità umana (Rahner), ma nella pratica cosciente e volontaria della legge morale della natura umana uomo-donna concepita, voluta e creata da Dio a sua immagine e somiglianza (S.Paolo).
  5. La castità consacrata non ha come fine ultimo la liberazione dello spirito dal sesso, platonicamente considerato come prigione dello spirito, ma la normalizzazione del sesso e la sua liberazione, per opera dello spirito, dalle sue cattive tendenze, sì che il fine non è il rifiuto del sesso, ma la riconciliazione del sesso con lo spirito, che avrà il suo pieno compimento nella resurrezione escatologica della comunione uomo-donna, restaurazione della comunione genesiaca, esclusa la procreazione (c.2).
  6. La spiritualità non è una derivazione o una sublimazione mascherata e neurotica della libidine (libido) sessuale, intesa come forza o energia vitale propulsiva istintuale originaria inconscia fondamentale ed atea dell’azione umana, come crede Freud, ma l’energia più alta ed egemone dell’anima umana, avente per compito quello di moderare e regolare l’esercizio delle energie o potenze inferiori, compresa l’attività sessuale.
  7. Freud confonde la colpa morale rimproverata dalla coscienza come stato della volontà ribelle a Dio col «senso di colpa», stato emotivo e sensazione soggettiva di apparente colpevolezza senza fondamento oggettivo. In tal modo egli pretende ricondurre il soggetto alla pace non mediante una buona confessione sacramentale, alla quale egli non crede, ma cercando di tacitare la coscienza del colpevole col fargli credere che è innocente e che si tratta semplicemente di eliminare come «senso di colpa» un disturbo psichico. Ma succede che il soggetto, violentando la coscienza, ha per unico risultato quello di indurirsi nel peccato.
  8. Secondo il piano divino genesiaco, il piacere sessuale, proprio dell’unione fisica uomo-donna, riconducibile ai piaceri del corpo, è creato da Dio per armonizzare con quello spirituale, proprio delle facoltà superiori dell’anima in subordine a quello spituale, in quanto le finalità fisiche vegetativo-sensitive della vita umana sono ordinate al conseguimento delle finalità spirituali.

 

[1]P. Giovanni Cavalcoli, O.P., L’influsso della sessualita’ sui piani psicologico e spirituale della persona, tesi di licenza n. 172 presso lo Studio Teologico S. Tommaso d’Aquino, Bologna, 1977, pp. 5-63, (documento PDF – 9.56 MB)http://www.arpato.org/testi/studi/Cavalcoli_tesi_1976-77.pdf

[2]Cf LA RESURREZIONE DELLA SESSUALITA’ SECONDO S.TOMMASO, in Atti dell’VII Congresso Tomistico Internazionale a cura della Pontificia Accademia di San Tommaso, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, 1982, pp. 207-219; LATEOLOGIA DEL CORPO NEL PENSIERO DI GIOVANNI PAOLO II, SacraDoctrina, 6, 1983, pp.604-626; LA RESURREZIONE DEL CORPO, Sacra Doctrina, 1, 1985,pp.81-103.

[3]Cf il mio libro La coppia consacrata, Edizioni Viverein, Monopoli (BA), 2008.

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