Un pellegrinaggio non cercato. Arte e Fede in Fabio Nones

Entrato nella Parrocchiale di Santa Margherita per la Santa Messa domenicale, davanti a me, sulla parete  Nord, Nordovest del Presbiterio, assai alta, si dispiega un grande dipinto: il Trittico.

 

In Agosto, trascorrevo le vacanze a Caorle (VE), dove tanti anni fa, da giovane villeggiante di diciotto anni, avevo seguito il triduo dell’Assunta, predicato dal Patriarca di Venezia Cardinal Albino Luciani, poco prima che fosse eletto al soglio di Pietro. Dopo l’incanto di quel ripetuto incontro, reso speciale da un Santo, che, per i suoi modi straordinari di bontà, mi aveva fatto involontariamente prevedere la sua elezione, ora, un nuovo speciale incontro.

 

 

Su tre strisce verticali, si delineano tre sequenze di immagini. Tre Angeli annunciano dall’alto tre notizie in cartigli: In principio Dio creò il Cielo e la terra; Ecco, faccio nuove tutte le cose; Nella potenza dello Spirito. La Creazione, la Salvezza, che è Nuova Creazione, e la Chiesa.

Fabio Nones, Ricostruzione del Trittico, 2018, Parrocchiale S. Margherita, Caorle (VE)

Dall’alto in basso, a sinistra, le scene evocano la creazione operata da Dio mediante il Verbo: Dio crea il mondo con gli animaliDio crea Adamo ed Eva, tratta dalla costola; Dio, tra Eva e Adamo, li riveste di pelli, dopo il peccato originale. Dio è sempre rappresentato con il volto del Figlio, poiché chi vede me, vede colui che mi ha mandato (Gv 12, 45), come già nella Cappella degli Scrovegni, a Padova, Giotto raffigura.

         

                                    Giotto, Il Padre, Scrovegni, 1305,        Giotto, il Figlio, Scrovegni, 1305, Padova

Nones, poi, anziché raffigurare la classica cacciata dal Paradiso,  ha sottolineato la misericordia salvifica del Padre, che si accosta ad Adamo ed Eva, all’uomo decaduto.

 

Nella verticale centrale, in alto, Cristo risorge portando con sé il Ladrone pentito. Sotto, il grande Crocifisso fuso in bronzo, di Angelo Zoggia, tra Maria e Giovanni, illustrati sul pannello che gli fa da sfondo. L’ombra, che la croce scura proietta, sembra essere la realtà che sperimenta ciascuno nella sua vita. Benché la Croce sia simbolo luminoso di salvezza, quando se ne sente il peso, nella preghiera sembrano restare solo le lacrime, come negli occhi di Maria e Giovanni.

Sotto, Cristo libera i giusti.

 

Significativa, dunque, la centralità del Crocifisso, che risulta centro non solo della salvezza dell’uomo nella storia, ma centro dell’opera di Dio dalla creazione alle opere di misericordia della terza verticale, qui, poco più sotto, riportata.

angelo-zoggia-crocifisso-caorle-1989-jpg

Nella verticale di destra, in alto, la Pentecoste, con Maria al centro dell’arco degli Apostoli, disposti in semicerchio. Sotto, la Chiesa celebra i sacramenti e, in basso, alcune Opere di misericordia corporali e una donna che si tira i capelli, simbolo dei malati di mente.

A sinistra del Trittico, abbiamo l’Annunciazione e, a destra, dopo il Battistero, due Angeli fanno corona al Tabernacolo, adorando.

Si noti in entrambi i riquadri la simbologia della Destra di Dio, che, grazie allo Spirito, dona l’Incarnazione e ne rivela la realtà sacramentale nell’Eucaristia.

Impressionante la somiglianza dei volti dell’Arcangelo e di Maria, la tenerezza degli sguardi. Se Lei è piena di grazia non può che riflettere i lineamenti e lo sguardo di Dio, celato nell’Angelo.

La sera, torno per scattare, assai maldestramente, una fotografia, che mi consente, però, di fissare il ricordo dell’aula alla tenue luce delle candele e di un faretto centrale, capace di evocare l’atmosfera delle chiese medioevali, che erano sì, costruite in pietra, ma, spesso, interamente affrescate. La luce risplende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno accolta.

Visione notturna

 

Il giorno dopo, non avendo capito bene il nome dell’iconografo, di ispirazione bizantina, mi rivolgo all’anziano Don Gino Zuccon, parroco molto zelante, come si vede dal bel sito che ha costruito per illustrare il significato di questi dipinti e la sua scelta artistico-teologica (qui), nonché promotore di questa bellezza liturgica. Don Gino mi assicura per l’indomani un colloquio con lo stesso artista, in quei  giorni suo ospite con la famiglia onde ultimare un’altra opera.

Fabio Nones

 

Incontrerò, invece, la moglie Annamaria. Un colloquio di oltre un’ora, di grande intensità. Tra le tante cose, Annamaria mi conferma il sospetto che nutrivo. Non si tratta di affreschi veri e propri, ma di tele, che, all’apparenza, sembrano dipinte in acrilico, mentre in realtà sono una composizione di pigmento e cera all’acqua, realizzata nel laboratorio di Trento e poi fissate sulla parete. Lo stesso per il nuovissimo dipinto posto sulla parete della cappella adiacente la Chiesa, dedicata al Sacro Cuore, qui sotto riprodotto.

Cappella del Sacro Cuore, luglio 2018, Caorle

Fabio Nones accanto a Don Gino Zuccon. A sinitra e a destra i figli Ankur e Ismaele,

 collaboratori nella realizzazione

 

Nones, dopo aver studiato teologia, si è dedicato all’arte iconica con grandi risultati ed ha aperto a Trento il laboratorio di iconografia Santi Martiri. Non fa granché per documentare il proprio lavoro e mi rendo conto che sarà un’impresa recuperare adeguato materiale fotografico.

Fabio Nones e Annamaria

 

Annamaria mi dice anche che per prima cosa a Caorle suo marito aveva già dipinto in altri loci. Nella chiesina di Ottava Presa, sulla strada provinciale, uscendo da Caorle in direzione autostrada, nella Parrocchia di San Gaetano Thiene e al giovane Monastero di Marango. Così,  mercoledì 22 Agosto 2018, di buon ora, andai a cercare i tre luoghi, faticando a trovarli, non risultandomi chiare le indicazioni.

 

Per prima cosa, rintraccio la chiesetta sul provinciale, in Ottava Presa, dedicata alla Madonna di Lourdes, come mi

Madonna di Lourdes, Ottava Presa frazione di Caorle (VE)

precisò lo stesso Fabio Nones in una telefonata di qualche giorno dopo. L’aspetto esterno è classico e, all’interno, tutto tempere su tela: dall’abside, alle pareti, alla controfacciata. L’effetto in Santa Margherita è grandioso e a un tempo carico di attenta tenerezza, suscitando sentimenti di devozione; quello della chiesetta di Ottava Presa, circondando il devoto dai quattro lati, con la prevalenza del colore blu, fa sentire avvolti dal Cielo nei misteri di Cristo. Là i misteri sono di fronte, qua sei dentro la tenerezza dei misteri.

Fabio Nones, tempere in Madonna di Lourdes, Ottava presa, frazione di Caorle (VE)

 

Nell’abside: Madonna Theophora.

 

A sinistra, sul registro alto, Natività, Battesimo, Trasfigurazione, Crocifissione. Sulla parete di destra, alla stessa altezza: Discesa agli Inferi, Ascensione, Missione degli Apostoli e Pentecoste.

Fabio Nones, Parete di sinistra, veduta parziale, Madonna di Lourdes, Ottava Presa di Caorle (VE)

Di nuovo a sinistra, sul registro inferiore, Nascita di Maria, Sposalizio con San Giuseppe, Annunciazione al pozzo-visita ad Elisabetta, Sogno di Giuseppe e Partenza per Betlemme. Sul lato destro, Visita dei Magi e Presentazione al Tempio-Ritrovamento di Gesù al Tempio e Nozze di Cana-Dormizione di Maria, chiude il ciclo il testo del Magnificat.

Fabio Nones, Parete di destra, veduta parziale, Madonna di Lourdes, Ottava Presa di Caorle (VE)

 

Le figure a mezzo busto alla base dell’arco presbiterale sono, a sinistra, San Giovanni Battista e, a destra, San Marco, patrono di Venezia. Sulla controfacciata, il Giudizio universale. Cristo in Maestà, nella mistica mandorla, e, ai due lati, i corpi dei risorti, infatti, qui non sono raffigurati anche i dannati, ma solo i salvati. In basso, cinque opere di misericordia.

Fabio Nones, Risurrezione Universale, Madonna di Lourdes, Ottava presa di Caorle (VE).

 

Mi reco a S. Gaetano Thiene, Parrocchia di Ottava Presa, in mezzo alla campagna. È chiusa, circondata da vigneti e case sparse, quasi lambita da due canali. La canonica, che può sembrare un edificio monastico, è chiusa anch’essa. Al campanello non risponde nessuno.

 

Parrocchia San Gaetano Thiene, Marango, Caorle (VE) officiata dai Monaci di Marango

Tornato sul provinciale, chiedo ulteriori indicazioni in un negozio. Molto gentili. Da esse mi sembra che mi mandino nuovamente al Monastero di Marango, di recente fondazione. Ripartito, mi trovo ancora a San Gaetano. Intravvedo un uomo in abiti da lavoro agricolo. Mi avvicino, cercando di non spaventarlo. È sorpreso perché lì, tranne che per la messa domenicale, non va mai nessuno. È un Monaco della comunità. Apertami la chiesa, mi dà con gentilezza alcune informazioni, esortandomi a visitare gli affreschi esterni del monastero, non molto lontano.

In San Gaetano, nell’abside v’è il Tetramorfo, ovvero, il Cristo nella Maestà, circondato dai simboli dei Santi Evangelisti. Sulla parete di sinistra, il Battesimo di Gesù con il fonte battesimale e, a destra, la Trinità Santissima, secondo il modello di Rublev, ma modificata. Due angeli, infatti, si guardano, mentre il terzo si volge all’esterno del circolo beato, verso il fedele.

Progetto Arte Poli di Verona, Fonte Battesimale, Parrocchia San Gaetano Thiene, Marango, Caorle (VE)

 

Vado, dunque, alla cerca di Marango, anche qui con alcune difficoltà, non abituato al paesaggio agreste. Dopo il ponte e una stradina, ecco l’ampio giardino, che funge da parcheggio.

Mi faccio avanti, vedendo sulle pareti esterne figure di Profeti, di Santi, particolarmente Mosé e S. Antonio Abate, e questo con la scritta ben appropriata, davanti al portale della Chiesa: Chi conosce le Scritture conosce Dio.

All’interno, le poche opere, bellissime, sono di un’altra iconografa. Raccolgo il foglietto con i riferimenti anche internet del Monastero della Resurrezione, e, mentre esco, ecco che mi si fa avanti un sacerdote, un poco anziano e sorridente, Don Giorgio Scatto.

Ci stringiamo la mano, gli spiego i motivi della mia presenza e lui, subito, mi invita alla breve preghiera, che consiste nella lettura della Parola di Dio. Infatti, Chi conosce le Scritture, conosce Dio. Ero commosso da tanta accoglienza. Leggemmo San Matteo 16, 21-23 …

21 Da allora Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno. 22 Ma Pietro lo trasse in disparte e cominciò a protestare dicendo: «Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai». 23 Ma Egli, voltandosi, disse a Pietro: «Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

La lettura fu così calma da fare stillare,  parola per parola, il Verbo nel cuore. Un’orazione ancora, e tutto era concluso. Il Padre mi invitò per un caffè e anche a partecipare il 2 Ottobre alla Festa della Bibbia. Ma dovetti declinare l’invito, ero proprio di fretta. Assicurai che avrei fatto conoscere ad altri queste bellezze.

Mi ero sentito accolto con la stessa attenzione che si dà ad un ospite di riguardo, io, sconosciuto a loro, ero stato accolto come il pellegrino sotto le cui spoglie si cela il Signore, come gli Angeli alla quercia di Mamre.

Torno alla macchina e scendono da una vettura un signore e tre donne. Lui mi chiede: -Sa dove sia Don Giorgio?

-Sì, gli ho appena parlato, deve essere vicino al chiostro. Una Signora mi dice che è la prima volta che viene; si avverte il suo entusiasmo. Una terza, vedendomi, mi parla gioiosa: -Quando si vede sorridere così una persona, certamente è perché ha parlato con Don Giorgio. – Anche con gli altri monaci, aggiungo!

Ora, benchè a mesi di distanza, il ricordo è vivo e per sempre, come i dipinti di Nones e le icone dei volti del Monastero.

Hodie, oggi, mentre si è appena concluso il tempo di Natale, la nostalgia mi riporta sui lidi di Caorle, o non lontano da Mestre, dove Fabio Nones sta ultimando un’altra cappellina nella chiesa di santa Maria di Lourdes con temi eucaristici. Chissà se questa estate potrò recarmi là e respirare quest’aria di bellezza e spiritualità.

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