Uno spettro si aggira per la Chiesa: la gnosi

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di Stefano Fontana.

Quando nella storia della Chiesa cambiamo i paradigmi filosofici e teologici, bisogna sempre chiedersi se dietro non ci siano anche cause spirituali e religiose, se non ci siano delle eresie, l’adorazione di falsi dei o false adorazioni di Dio, oltre che falsi concetti… Vuol dire che da tempo non solo è cambiato un paradigma di pensiero, un modo di vedere le cose per cui oggi si accetta quanto ieri si condannava e si insegna quanto ieri si vietava, ma vuol dire che dalle fessure è entrato uno spirito nuovo di tipo religioso

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Parafrasando le prime parole del Manifesto di Marx, possiamo chiederci se uno spettro si aggiri nella Chiesa: la gnosi. La vecchia eresia, mai veramente vinta, colpisce ancora? Contro di essa hanno combattuto Ippolito, Giustino, Ireneo, Clemente, Agostino. Contro la gnosi catara hanno lottato Innocenzo III, San Domenico, Simone de Montfort. San Tommaso ha combattuto la gnosi con le sue Summae, e San Bonaventura ha lottato contro Gioachimiti e Spirituali dentro l’ordine francescano. A Trento i Padri conciliari hanno contrastato la gnosi presente nella Riforma. Pio X si è cimentato con la gnosi modernista. Domanda: chi lotta oggi contro la gnosi?

L’eresia gnostica è camaleontica, si camuffa, è sfaccettata, liquida e difficile da inquadrare. Aggira gli ostacoli e così si ripresenta nella storia, uscendo dai percorsi carsici. Si traveste da cristianesimo e vuole trasformare la Chiesa dell’interno. Basta poco a sostituire la parola Logos con la parola Gnosi, ma San Giovanni dice che in principio era il Logos e non la Gnosi. Questa vuole una salvezza senza conversione, si oppone all’ordine del creato, disprezza la legge, odia matrimonio e procreazione e celebra la sessualità sterile, separa il corpo dallo spirito e ritiene poter essere puri anche nella lussuria, trasforma il Messaggio in una formula esoterica che, conosciuta, è in grado di salvarci, vuole riplasmare la realtà, cerca il nuovo contro la tradizione, contrappone spirito e lettera, annuncia un futuro millenaristico, pensa ad una evoluzione dei dogmi.

Marcione, nel secondo secolo dopo Cristo, fondò una Chiesa gnostica. Egli pensava che al Dio del Vecchio Testamento, creatore, legislatore, giudice, si fosse contrapposto il Dio del Nuovo Testamento, mansueto, pietoso e misericordioso. La legge antica del Decalogo sarebbe stata sostituita ed annullata dalla legge nuova delle Beatitudini, sicché sarebbe stato possibile essere di Cristo non rispettando le Tavole della Legge. Un cristianesimo non normativo ma guidato dalla spontaneità leggera dello Spirito, una Chiesa carismatica non appesantita dalla legge e dal diritto. Una Chiesa spirituale senza la pesantezza della dottrina in quanto espressione non del Logos ma della Gnosi. Una Chiesa in perenne rivoluzione dentro se stessa perché non soggetta alla camicia di forza della autorità ma alla amorevolezza della carità e della misericordia. Una Chiesa ove nessuno condanni più nulla, per non assomigliare al falso dio del Vecchio Testamento. Una Chiesa aperta al futuro in quanto tale, non attenta a conservare il proprio passato. Aperta a tutti e non gelosa dei propri confini.

Quando nella storia della Chiesa cambiamo i paradigmi filosofici e teologici, bisogna sempre chiedersi se dietro non ci siano anche cause spirituali e religiose, se non ci siano delle eresie, l’adorazione di falsi dei o false adorazioni di Dio, oltre che falsi concetti. Se si dice che la dottrina evolve, che le barriere dottrinali tra le religioni vanno abbattute, che bisogna correre verso una unica religione perché in fondo adoriamo tutti lo stesso Dio, se si celebra la religione dell’umanità con al centro l’uomo e non Dio, se si rovescia il rapporto tra la dottrina e la prassi, tra la norma e la situazione, tra la legge e la coscienza, tra la contemplazione e l’azione, se ci si appella alla Madre Terra anziché al Creatore, se si accetta la sessualità volutamente sterile come fosse un valore, se si coltiva una visione pagana della natura anche se di un paganesimo evoluto e sofisticato, se si crede che la salvezza possa aggirare il deposito della fede custodito e trasmesso fedelmente dalla Chiesa … allora vuol dire che da tempo non solo è cambiato un paradigma di pensiero, un modo di vedere le cose per cui oggi si accetta quanto ieri si condannava e si insegna quanto ieri si vietava, ma vuol dire che dalle fessure è entrato uno spirito nuovo di tipo religioso.

Lungo il tempo la gnosi si è concretizzata anche in movimenti sociali, culturali, politici. Tutti i messianismi politici hanno uno sfondo gnostico. Tutti i movimenti rivoluzionari pure. La gnosi illuminista ha dissacrato la religione, quella romantica ha distrutto la legge morale sull’altare del sentimento, quella comunista ha distrutto la verità sostituita dalla prassi politica, quella del Sessantotto ha colpito l’autorità. Tutte hanno distrutto l’ordine e prodotto un futuro sulle macerie dell’ordine, ossia un disordine. Anche la Chiesa può vivere il disordine, se si affida al sincretismo, se inverte il rapporto tra pastorale e dottrina, se consulta la situazione sociale di oggi prima del Vangelo di sempre, se cede al sentimento e rinuncia alla ragione, se nega la giustizia con la misericordia, se nega, per dirla con il cardinale Caffarra, che la logica della Provvidenza divina conduca ogni uomo al suo fine, rispettando la condizione naturale della creatura medesima.

Stefano Fontana sarà ospite del 7° Festival Nazionale di Fede e Cultura (PROGRAMMA E ISCRIZIONI) che si terrà a Verona il 25 novembre prossimo al Centro “Fortunata Gresner”. 

Fonte: La nuova Bussola Quotidiana

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