Le equazioni delle inique azioni

spread

di Francesco Carraro.

Lo spread è un misuratore di valori monetari (perciò a-morale) trasformato nel primo dei valori morali. Quando scende gli opinionisti e i commentatori di punta tirano un sospiro di sollievo. Quando sale, scatta il panico in sala macchine. Spread su = BTP giù; Spread giù = BTP su; queste equazioni basiche, e in teoria del tutto neutre (cioè a-valutative sul piano morale), si sono trasformate in equazioni etiche. Quindi, per riassumere la primitiva logica di chi dovrebbe orientarci: spread su = male; spread giù = bene. Tale logica binaria è in grado di travolgere qualsiasi altra considerazione e chiunque osi anche solo avanzare l’ombra del dubbio o, peggio, quella del sospetto.

Se lo fai, sei un irresponsabile perché ciò che conta è: spread su = male; spread giù = bene. Ma questo non ci deve esimere dal continuare, ostinati, a coltivare il dubbio e pure il sospetto. Intanto, dobbiamo ricordarci che il rispetto della soglia convenzionalmente accettabile di un misuratore non è, di per sé, indice di un comportamento assennato ed equo.

Per esempio, il grado di violenza esercitata sulle vittime di un ricatto misura il loro adeguamento alle minacce scellerate: ti adegui poco, ti spacco una vetrina; ti adegui pochissimo, ti brucio la macchina; non ti adegui per niente, ti demolisco la casa. Lo ‘spread’ delle ritorsioni malavitose è un misuratore. Trasformarlo in un Valore ha un effetto apparentemente positivo (fintanto che lo rispetti, cioè righi dritto macchiandoti magari di gravi reati, la tua impresa e la tua vita evitano certi ‘sfortunati’ guasti accidentali, incendi occasionali, scoppi imprevedibili). Nello stesso tempo, la paura di quello spread trasforma il destinatario in un pedissequo esecutore dell’illecito potere-volere altrui e consolida l’egemonia del delinquente. Ora – per smascherare lo spread – possiamo usare la strategia dell’iperbole. Dobbiamo chiederci: cosa farebbe calare moltissimo lo spread? Di seguito, elenco alcune riforme in grado di ridurlo quasi a zero (se trovate un economista che mi smentisce sul punto, vi offro un caffè): innalzamento dell’età pensionabile a ottant’anni per uomini e donne, riduzione drastica dei livelli essenziali di assistenza della sanità pubblica, abbattimento del costo del Servizio Sanitario Nazionale del venti per cento, possibilità di licenziamento senza preavviso, con buonuscita non superiore alle quattro mensilità, sistema pensionistico contributivo con efficacia retroattiva per tutti.

Come vedete, più ci allontaniamo dai valori cardine della nostra Costituzione, più lo spread si abbassa; più cerchiamo di conformarci ad essi (come dimostrano le reazioni all’ultima legge di bilancio) più lo spread si alza. Primi passi propedeutici a una rieducazione civica: 1) lo spread non è un valore morale, ma un misuratore di valori a-morali; 2) il suo cattivo andamento denota la sfiducia dei Mercati verso l’Italia; 3) il suo buon andamento indica l’imbarbarimento dell’Italia come comunità civile; 4) l’averlo reso una sorta di articolo 1 immodificabile della Costituzione ‘materiale’, non scritta, certifica la nostra flessibile tolleranza per un modello socio-economico sostanzialmente criminale.

Fonte: Scenari Economici

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