Le radici di Civica Trentina

fugatti

Di seguito l’intervento, come candidato di Civica Trentina, alla riunione di coalizione nella sala della cooperazione, il 6 ottobre. a sostengo di Maurizo Fugatti presidente.

E’ un onore ed una responsabilità essere qui a rappresentare Civica Trentina, un partito costruito negli anni, con tenacia, passione e competenza dall’amico Rodolfo Borga e da quanti lo hanno voluto seguire e accompagnare.

Siamo anzitutto trentini, magari solo d’adozione, lo siamo anche se siamo nati altrove!, perchè questa Terra ci sta a cuore. La nostra patria infatti è la terra che calpestiamo, quella in cui lavoriamo, quella in cui vivono e vivranno i nostri cari; sono i paesi piccoli e grandi disseminati su di un territorio esteso e variegato, fatto di valli, laghi, montagne e città.

Cento anni fa Alcide De Gasperi vantava con orgoglio la sua italianità, contro chi lo accusava di essere austriacante, ma nello stesso tempo stigmatizzava il centralismo e l’opprimente burocrazia dello Stato italiano.

Lui che è stato il padre della nostra autonomia e un fondatore dell’Europa unita, cosa direbbe oggi di una Provincia di Trento che da anni utilizza il suo potere per burocratizzare, complicare, centralizzare ogni cosa?

Cosa di un’ Unione Europea in profonda crisi non a causa dei cosiddetti sovranismi, ma della spoliazione delle sovranità nazionali a vantaggio di un centralismo, ancora una volta!, burocratico e tecnocratico?

Civica Trentina affonda le sue radici in un modo di vedere la politica che è molto lontano da quanto abbiamo visto in questi ultimi anni, e lo è perchè mette al centro principi e valori della nostra Tradizione, le radici popolari e religiose della nostra terra. Per questo non si è piegata, nella scorsa legislatura ai nuovi dogmi del politicamente corretto.

civica

Non si è inginocchiata, per esempio, di fronte all’ideologia che vorrebbe rottamare la famiglia naturale, composta da padre, madre e figli, in nome delle nuove formule alchimistiche (genitore 1 e genitore 2) o dei nuovi presunti diritti (come dimenticare che il centrosinistra ha bocciato una proposta di mozione di Civica Trentina che intendeva censurare la pratica dell’utero in affitto, difendendo così di fatto una moderna forma di schiavitù?). Nè ha ceduto al tentativo di togliere ai genitori il loro primato educativo attraverso l’imposizione di una legge liberticida: su 1440 emendamenti, 1248 sono stati di Rodolfo Borga, ed è grazie ad un ostruzionismo motivato, razionale, rispettoso e deciso che il disegno iniziale, così come voluto da PD e Arcigay non ha visto la luce; mentre al contrario Civica Trentina ha fatto approvare in Consiglio un odg che impone il coinvolgimento delle famiglie, nell’attuazione da parte delle istituzioni scolastiche di iniziative collegate all’affettività e alla sessualità.

Certamente Civica Trentina, come dimostra l’ampia adesione di sindaci, vuole occuparsi di buona amministrazione, con competenza e pragmatismo.

Ma una buona amministrazione non nasce soltanto da competenze tecniche, pure necessarie; è anche figlia di una visione del mondo, di un ancoraggio a valori e principi superiori.

Perchè una politica senza valori, ha lo sguardo corto; perchè uomini non radicati nei principi trasformano la responsabilità in privilegio; antepongono alla politica, che deve essere servizio al bene comune, la pura gestione del potere fine a se stesso, divenendo così per essere tanti piccoli Machiavelli per i quali “il (loro) fine giustifica i mezzi”.

Dove mancano solidi riferimenti ideali – cui Civica ha voluto richiamarsi anche invitando a Trento intelligenze di spessore come Marcello Foa, Ettore Gotti Tedeschi, Diego Fusaro e altri- dove mancano riferimenti ideali e culturali, dicevo, accade ciò che si è visto, talora in modo macroscopico, in questi anni: si verificano gli sprechi di denaro pubblico, per creare clientelismi, favoritismi, il formarsi di un grumo di potere, di un cerchio magico di prediletti e di protetti, che gestiscono la cosa pubblica come bene privato, sordi alle vere esigenze dei più. Civica Trentina si impegna per l’alternanza, che, dopo tanti anni della sempre medesima e sempre più cristallizzata gestione, è già di per sè un bene, ma crede che il rinnovamento non sia fine a se stesso, ma sia tale solo se è per il meglio. “Non vogliamo cambiare tutto, ha detto il nostro fondatore Rodolfo Borga, vogliamo mantenere ciò che vi è di buono, e migliorare tutto ciò che è migliorabile”. Che non è affatto poco!

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