Pro life e pro family si alleano in Senato

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di Tempi.

Il 18 settembre a Palazzo Madama oltre 150 senatori hanno aderito all’intergruppo parlamentare per la Famiglia, nato per presidiare e promuovere le istanze più profonde dell’antropologia umana, dalla vita alla libertà educativa, «temi che vanno trattati avendo chiaro il riferimento valoriale della tradizione del popolo italiano e che vanno al di là dell’appartenenza partitica del legislatore».

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Massimo Gandolfini lo ha ripetuto tante volte, «non vogliamo fare un nuovo partito. Vogliamo assumerci la sfida – difficile, difficilissima, enorme – di “contagiare” la politica dei partiti con la nostra “politica dei princìpi”». Per il leader del Family dayquesto ha sempre significato radunare uomini e donne nelle istituzioni per promuovere e sostenere politiche concrete, culturali ed economiche, «a vantaggio della vita, dal concepimento alla morte naturale, in contrasto con il gelo demografico e le derive omicidiarie legalizzate, della famiglia, papà mamma e figli, del diritto alla libertà educativa dei genitori».
E così è stato: il 18 settembre a Palazzo Madama oltre 150 senatori hanno aderito all’intergruppo parlamentare per la Famiglia, nato per presidiare e promuovere le istanze più profonde dell’antropologia umana, dalla vita alla libertà educativa, «temi che vanno trattati avendo chiaro il riferimento valoriale della tradizione del popolo italiano e che vanno al di là dell’appartenenza partitica del legislatore».

VALORI NON NEGOZIABILI. A pochi mesi dalla fine della passata legislatura e della sua folle corsa verso quello che il popolo del Family day ha rappresentato come la “rottamazione” della società civile – approvazione del divorzio breve e divorzio express, legge sulle unioni civili approvata con l’imposizione di due voti di fiducia, testamento biologico passato prima della chiusura dei lavori parlamentari – nasce dunque un nuovo soggetto trasversale tra maggioranza e opposizione, che insieme alle anime del tradizionale centrodestra, Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Udc, Idea e Noi con l’Italia, ha trovato il sostegno anche di alcuni esponenti del Movimento cinque stelle come Tiziana Drago.
Sul tavolo, utero in affitto, adozioni omogenitoriali, legalizzazione delle droghe “leggere”, contrasto al suicidio assistito, valorizzazione del principio di obiezione di coscienza, educazione gender nelle scuole, temi da affrontare alla luce di quei valori «non negoziabili» a difesa dei quali sono scesi in piazza milioni di persone.

PROSSIMA TAPPA, MILANO. Alla presentazione dell’Intergruppo avvenuta in sala Nassirya sono intervenuti Simone Pillon e Alessandro Pagano (Lega), che hanno assicurato pieno rispetto del patto di governo che prevede una moratoria sui temi sensibili ma non esclude un lavoro sul piano culturale su enti locali e giustizia, Maurizio Gasparri, Antonio Palmieri e Luciano Malan (Fi), Gaetano Quagliariello (Idea), Paola Binetti (Udc) e Augusta Montaruli (Fdi). A tutti Massimo Gandolfini ha chiesto di agire concretamente a sostegno della natalità e della famiglia. Un’analoga iniziativa, annuncia il comitato Difendiamo i nostri figli, verrà portata avanti con gli amministratori locali in un incontro a Milano a ottobre.

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