La tenerezza della Piccola Mamma

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Una delle più belle espressioni dell’amore è la tenerezza. Infatti, nel salmo 144 c’è un versetto che dice: «Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature». Chissà quante volte la “Piccola Mamma”, al secolo Enrichetta Bianchi Carollo, si sarà lasciata illuminare e confortare da queste parole! Proprio perché il prossimo 13 novembre saranno trascorsi 32 anni dalla sua nascita al cielo, noi desideriamo ricordare come quella tenerezza divina, da lei in abbondanza ricevuta ella sapesse a sua volta riversarla sulle anime assetate di verità e amore!

 

Da che cosa hanno tratto, queste anime elette e i santi più o meno conosciuti, la consapevolezza di questa Bontà, di questa Tenerezza che avvolge tutte le creature? Direi dal loro limpido sguardo alla bellezza e perfezione del creato. Infatti, la tenerezza non è solo una componente dell’amore umano, ma la vediamo, spesso in modo talora commovente anche nella cura istintiva che gli animali hanno per i loro cuccioli. Per questo S. Paolo, nel 1° capitolo della lettera ai Romani, così si esprime: «Dio si può conoscere (…) Infatti le sue perfezioni invisibili, ossia la sua eterna potenza e divinità, vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute».

Ma se la “Piccola Mamma” gioiva contemplando il creato, perché in esso vedeva l’opera di Dio, sapeva anche che molti uomini erano lontani da questa Realtà Salvante, e per questo in grave pericolo per le loro anime. San Paolo ci presenta questa triste situazione nei versetti successivi: «Essi, (gli uomini) dunque non hanno alcun motivo di scusa perché, pur avendo conosciuto Dio, non lo hanno glorificato né ringraziato come Dio, ma si sono perduti nei loro vani ragionamenti e la loro mente ottusa si è ottenebrata. Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti».

Dal suo letto di dolore, ella non era estranea alle grandi trasformazioni sociali causate dalla Rivoluzione del 1968 che, nei suoi aspetti negativi, cominciava a penetrare anche nella Chiesa, come aveva osservato con dolore lo stesso Paolo VI. Per questo univa le sue sofferenze a quelle di Gesù, per la salvezza delle anime, ben sapendo che l’anelito inconscio di ogni uomo – anche di coloro che lo cercano su vie sbagliate, cedendo agli inganni del maligno -, è quello di poter vedere il Volto di Colui che ci ha creati e redenti!

Ma se la tenerezza, come abbiamo visto, è un dono di grazia che l’essere umano sperimenta, non solo nell’amore che nasce tra un uomo e una donna al fine di formare una nuova famiglia, ma è anche quello che sboccia nel lasciarsi conquistare da Dio in una scelta religiosa, da chi possiamo trarre la forza perché queste scelte vocazionali rimangano fedeli e stabili? La “Piccola Mamma”, con la sua vita e i suoi scritti ci indica la via per mantenere vivo in noi l’amore e la tenerezza di Dio, qualsiasi sia il nostro stato di vita, perché questo amore sia fecondo e possa espandersi nella società e nella Chiesa.

Ecco allora alcuni pensieri della Piccola Mamma, che ci svelano la sua profonda unione con Gesù sulla via della Croce, che però diventa porta di salvezza e risurrezione per tutti coloro che lo accolgono e Lo amano!

«Più Gesù si nasconde e più sento di amarlo tanto, tanto. Ed Egli, pur nel silenzio della mia ingratitudine, mi dà questo fuoco d’amore, perché tutto il bene viene da Lui. Un altro effetto fa in me la grazia, che come fuoco va bruciando ogni cosa in me: mi spinge a umiliarmi, a sempre umiliarmi e a distaccarmi da tutto. L’amore al disprezzo me lo dà così forte, che mi pare quasi di non poter resistere alle numerose sollecitudini della grazia». 1937

«Sono talmente immersa nella volontà di Dio che nulla può togliermi da essa: né gioie, né dolori. Tutto, tutto posso con la confidenza ed amore a Gesù». (1937)

«Fa’, o Gesù, che vi siano tanti Sacerdoti santi. Scegli tante piccole anime che possano sacrificarsi e ottenere tali grazie». (febbraio 1942)

«Secondo ispirazione avuta: “Scrivi questo: – Per le vittime del mio amore non c’è purgatorio”». (21 marzo 1942)

«Chi ama veramente Gesù, parla poco e sopporta tutto; non dice mai il suo parere se non (gli) è domandato; mai sostiene il suo sentimento, ma subito cede. Quando ha commesso qualche mancanza, si accusa subito senza aspettare che lo si interroghi. Infine, custodisce gli occhi e pensa che l’occhio mortificato vedrà le bellezze del cielo». (14 aprile 1942)

«Alle anime che si abbandonano completamente al Signore, nulla può mancare, anche trovandosi in ogni dolore, perché Gesù tanto buono tiene ogni vece, ci fa da Padre e ci dà Maria santissima addolorata come Mamma. Cosa ci può mancare con questi appoggi ed aiuti? Viva Gesù». (14.4.1942)

«Gesù mio, voglio rimanere ai piedi della Croce, raccogliere il sangue tuo preziosissimo, e offrirlo per le anime». (22.12.1945).

«Gesù, Gesù, quanto sei buono e quali delicatezze usi con le anime, come le prepari molto bene, prima di mandare loro le prove… sei proprio Gesù! Ed ora che mi fai capire davvero che mi vuoi santa, per glorificarti in questa indegna creatura, aiutami, Gesù, per carità!»

«L’amore, l’amore deve essere il mio forte, il mio tutto».

Ora sono più tua, Mamma. Pietà della tua piccola. Porto il santo scapolare tuo, o Maria. Riconoscimi come tua serva e figlia devota ed assistimi nelle mie prove, nei miei dolori… Santa Madre Teresa, santa Teresina, proteggetemi ed assistitemi! (24 dicembre 1945)

«Gesù: – Cara figlia, hai bisogno di molto coraggio per staccarti da tutto!» (17.4.1948)

Gesù: «Tu devi occuparti della mia gioia. Io mi occupo dei tuoi interessi». (20.4.1948)

«Oh, scrivi questo, a caratteri d’oro, figlia: “Gesù vuole amore, amore, amore. Amatevi, figli miei, amatevi. La più piccola cosa fatta ad un’anima, è come fatta a me”, dice Gesù». (13 giugno 1948, ore 5.30, dopo la S. Comunione)

«Amarti, Gesù ed essere disprezzato per te»: è questo il potente invito che Gesù dà all’anima mia. – O mio amato Gesù, questo è il grido dell’anima di San Giovanni della Croce… Ebbene, Gesù, si, si, anche questo, tutto, tutto. Aiutami con la tua grazia. (23 luglio 1948)

«Quanta pena mi fa il santo Padre (in seguito), a questa visione dei dolori che ha interni nel Vaticano e poi per tutto il rimanente delle sofferenze (che provengono) dai figli delle tenebre, (come) potei capire ancora nel luglio 1943, di notte. Ma la Madonna, la cara Mamma, lo veglia e lo protegge!» (1948)

«La divina Misericordia trionferà per mezzo della Mamma (celeste), la dolce Mamma, ma la prova passerà. L’opera di Dio si renderà manifesta a tutti e nessuno potrà dubitare. La Chiesa trionferà; dopo la prova regnerà grande pace nelle anime e nella Chiesa. Gesù domanda amore, riparazione e immolazione». (estate 1948)

«Il martirio del cuore è più efficace dell’effusione del sangue». (24.11.1948)

«Gesù mio, ti amo tanto. Dammi la grazia di amarti e di farti amare da una moltitudine di anime che ti ameranno in eterno» (1961).

Come abbiamo potuto constatare dalla lettura di questi ispirati pensieri della Piccola Mamma, la tenerezza di Gesù e di Maria non è qualcosa di sdolcinato e carezzevole – visto che Gesù ci ha “riscattati a caro prezzo” -, ma una mano forte che ti guida; un sale che brucia e dà sapore; una forte luce che squarcia le nostre tenebre e una dura Croce, che però ci porta la gioia qui ed ora, e a quella infinita ed eterna in paradiso.

C. F.

Note biografiche: La “Piccola Mamma”, al secolo Enrichetta Bianchi Carollo, è nata a Ravazzone di Mori il 20 ottobre 1898 e battezzata nella chiesa di Mori (TN), ed è morta a Mattarello (Trento) il 13 novembre 1986. La Piccola Opera del Divino Amore, da lei fondata a Mattarello, e la meravigliosa cappella, sono meta di continui pellegrinaggi di devoti che vengono anche da molto lontano. In essa si incontrano vari gruppi di preghiera e di adorazione eucaristica. I pensieri selezionati sono tratti da “Anime, anime, anime”, una tra le varie pubblicazioni stampate in ricordo di questa piccola, ma grande testimone dell’Amore di Dio.

Ricordiamo che Domenica 18 novembre alle 14.30 l’arcivescovo di Trento, monsignor Lauro Tisi, celebrerà la S. Messa nella chiesa parrocchiale di Mattarello in ricordo del 38° anniversario del pio transito della Piccola Mamma.

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