In Spagna lo Stato non solo non scommette sulla natalità, ma apre la porta ai migranti.

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Da ACTUALL, quotidiano spagnolo di informazione online – 31 luglio 2018

Il problema grave non è che Sanchez non abbia una politica sull’immigrazione, che concili l’aiuto umanitario con la sicurezza, ciò che è più grave è che non abbia un progetto sulla Spagna. Per questo permette le nuove invasioni della Penisola Iberica.

Di Alfonso Basallo

L’invasione della Spagna, attraverso la frontiera di Ceuta – chiamiamo le cose col proprio nome -, è uno degli episodi più rappresentativi della errata legislatura di Pedro Sanchez.

In primo luogo, per la gravità dei fatti: 600 immigrati attraversano in un solo colpo il confine, (quando nei primi sette mesi dell’anno l’avevano attraversato solo in 717). 22 Guardie civili sono state ferite da armi improvvisate – armi, in ogni caso –: spray, calce viva, lanciafiamme artigianali; mentre il Governo socialista pare addormentato.

In secondo luogo, per la responsabilità che Pedro Sanchez si è preso con la sua decisione di accogliere i migranti dell’Aquarius. Tutte le mafie della immigrazione hanno preso nota del fatto che il PSOE invita tutti i senza documenti, (clandestini), a entrare in Spagna, (nella casa spagnola), fino alla cucina, e ad impossessarsi della casa, e che rimarrà impunito chiunque aggredisce la Guardia Civile con calce viva.

In terzo luogo, visto che siamo di fronte a un giro di vite su Ceuta da parte del corrotto Re del Marocco Mohamed VI – ed è già un classico dell’estate, a Melilla -, di fronte alla debolezza e all’impotenza delle autorità spagnole -, è giusto sottolineare che la responsabilità non è esclusivamente di Sanchez, ma anche dei governi che lo hanno preceduto, sia di destra che di sinistra, che hanno fatto poco o nulla per evitare la doppia pressione demografica e migratoria dal Marocco, trasformando la frontiera sud dell’Europa in un colabrodo.

Pedro Sanches, con il suo buonismo da cartolina dell’UNICEF, ha fatto si che le mafie, così come Rabat, abbiano preso il suo posto. Secondo Ignacio Cembrero, specialista di Magreb, il Marocco ha chiesto che il Governo spagnolo gli fornisca veicoli, elicotteri, materiale antisommossa e radar, per un valore di 60 milioni di euro, al fine di contenere la migrazione irregolare. E il conto non finirà: o paghi o i controlli di frontiera saranno più blandi, e ti inondo di migranti. (Chiunque abbia visitato questi paesi sa che i prezzi non sono mai sicuri e si contratta su tutto. Ndt). E questo è solo il principio, perché i barconi stanno trasformando lo Stretto di Gibilterra in un ponte, e ormai a Cadice non ne possono più a causa di questa ondata di immigrati.

Nel 2018 sono arrivati sul territorio spagnolo 20.000 immigrati illegali. Quasi il 90% in più dell’anno precedente. E, come dice Pablo Casado: “Non è possibile dare a tutti un permesso di soggiorno”.

Il problema grave non è che Sanchez non abbia una politica sull’immigrazione, che concili l’aiuto umanitario con la sicurezza. Ciò che è più grave è che non abbia un progetto sulla Spagna.

Se Sanchez non crede nella Spagna – e l’ha dimostrato quando ha detto che la Spagna è una “nazione di nazioni” -, come potrà difendere la sua unità e l’integrità delle sue frontiere? Se non crede nella Spagna non è strano che se la cavi con una demagogia a basso costo, concedendo aiuti ai migranti, mentre lascia senza lavoro e nelle difficoltà economiche più di 3 milioni di spagnoli.

Piove sul bagnato. Sono decenni che permettiamo piccole invasioni, aprendo le porte e privilegiando lo straniero ancor prima che lo spagnolo, permettendo che “il cuculo si impossessi del nido”, come diceva in un suo articolo Cesar Vidal in un suo famoso polemico editoriale, nel quale descriveva il grande fortuna, il grande affare di essere musulmano in Spagna: aiuti negli affitti, sovvenzioni per l’acquisto di libri e pensioni senza valutazioni, mentre lo spagnolo autoctono è ingiustamente discriminato.

E i vari governi, non solo non hanno scommesso sulla difesa della famiglia e sull’aumento della natalità, ma aprono la porta ai nuovi Muza e Tarik.

Il Zapatero bis che ci governa si vanta e si gloria. Dalla Alleanza di Civilizzazioni siamo passati all’Aquarius e all’invasione da Ceuta. Un posto che, come Melilla, è sul filo del rasoio, come ci avvertiva l’Istituto Elcano: “Melilla sarà molto presto, se non lo è già, una città principalmente berbera e araba. E Ceuta lo seguirà più tardi”. Indovinata quale sarà il capitolo seguente. (Sarà forse la nuova conquista musulmana di “El Andalus”? Ndt).

Post Scriptum. Prima della passività del Governo Sanchez, Casado y Rivera hanno già annunciato che si sposteranno a Ceuta per accertarsi della situazione e mostrare il loro appoggio alle Forze e ai Corpi di Sicurezza dello Stato. Ottima cosa! Ma arrivano con giorni di ritardo. Javier Ortega Smith è stato il primo a farlo. A ognuno il suo.

(Mi giunge notizia dall’Associazione Avvocati Cristiani di Spagna, che ora è in pericolo anche la tradizionale trasmissione della Santa Messa domenicale da Radio Nacional de España. Altro segno del degrado morale e del disprezzo per la tradizione dell’ex cattolicissima Spagna, che i dirigenti dell’Emittente di Stato stanno dimostrando. Ha ragione lo storico dell’altro servizio, quando dice che una delle caratteristiche peculiari delle nostre classi intellettuali e culturali, è la stupidità. Ndt)

Fonte: https://www.actuall.com/criterio/democracia/gobierno-no-solo-no-apuesta-la-natalidad-sino-abre-la-puerta-muza-tarik/?utm_campaign=El%20Brief%20de%20Actuall&utm_source=hs_email&utm_medium=email&utm_content=64824638&_hsenc=p2ANqtz-_OoD3VpEToFXarPzOHkT5BhxysX40N_v72ztiFenzdfSzpS4LL5y43q3Z4JIx1jQsufTufGrrVSzB2fTN4L-FR8JbctA&_hsmi=64824638

Traduzione di Claudio Forti

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