Il terremoto nel PDF: sta succedendo qualcosa?

noioloro

Chi è attento avrà notato che nel PDF sta succedendo un terremoto. Partiamo da un segnale evidente: il linciaggio del ministro per la famiglia Lorenzo Fontana.

Quale la reazione del PDF? In un suo post, Mario Adinolfi ha espresso una solidarietà di circostanza, ben poco convinta, poi di fatto capovolta in una critica, arrivando a suggerire che  Fontana potrebbe anche assomigliare all’ex ministro Enrico Costa. Un paragone del tutto inappropriato ed evidentemente antipatizzante, essendo Costa uno degli uomini di NCD che ha collaborato al successo del ddl Cirinnà.  Adinolfi, si sa, è fatto così: l’unico vero difensore della famiglia, intrepido e coerente, nonostante i trascorsi politici piuttosto imbarazzanti, è sempre e soltanto lui (l’unico al mondo che, con un 3% solo sognato, avrebbe abrogato d’improvviso leggi che hanno 40 anni, e che godono di un ampio consenso popolare e parlamentare, come la 194!).

Diversissima la reazione di Gianfranco Amato (totalmente schierato con Fontana) e quella del del PDF di Verona, guidato da Filippo Grigolini: appoggio incondizionato e sentito al ministro, senza se se senza ma!

Verona, va ricordato, è la città in cui il PDF è numericamente più forte; è anche la città in cui il PDF è legato non tanto ad Adinolfi, quanto a Gianfranco Amato, che qui ha svolto innumerevoli conferenze. A Verona, per di più, nacquero, con l’appoggio essenziale di alcuni membri della nostra associazione, e l’appoggio convinto del senatore Carlo Amedeo Giovanardi,  i Giuristi per la vita nel 2012.

Non è finita: Verona è la città che avrebbe potuto avere il I assessore alla famiglia d’Italia.

Chi? Filippo Grigolini, del PDF, su proposta di… Lorenzo Fontana, allora candidato vice sindaco della città scaligera.

Ma Grigolini declinò l’invito, in nome della linea ribadita di continuo da Adinolfi: sono tutti uguali, la sinistra che combatte la famiglia, e il centro destra che offre l’assessorato alla famiglia ad un membro del PDF!

lorenzo-fontana-gender-omofobia-ministro-famiglia-8Fontana, Amato, Grigolini e Dal Bon, quando si poteva stare insieme

In quell’occasione fu chiaro a molti di noi che il PDF aveva preso una strada senza uscita e senza futuro. Poteva avere un assessore in una giunta amica, e rimase senza neppure un consigliere comunale. Una strategia davvero geniale.

Come mai? La linea imposta da Adinolfi, sembrò a molti, era ben diversa da quella sposata in passato da Gianfranco Amato: proveniente da sinistra il primo, sempre vicino al centro destra e alla Lega in particolare, il secondo.

Ed ecco le politiche del 4 marzo: il PDF, decidendo di andare da solo, incassa un magro risultato. Come era ovvio, e come avevamo “profetizzato” più volte. Nonostante i trionfalismi di Mario Adinolfi, che aveva promesso a tutti strabilianti  risultati!

E dopo il 4 marzo?

La giravolta. Il PDf in Friuli non solo si allea, ma addirittura candida dei suoi rappresentati nella lista di Giorgia Meloni, tanto criticata, in precedenza, da Adinolfi. E poi a seguire: lo 0,4 per cento in Molise, andando da soli, e poi le nuove alleanze: con il centro destra a Brescia, con la Lega in altre città…

catturaLega e PDf insieme, a Mantova

Queste alleanze con il centro destra rinnegano la narrazione adinolfiana fatta per mesi, e sembrano più in linea con la visione e la storia politica di Gianfranco Amato.

La differenza di toni del comunicato di Grigolini, rispetto al post di Adinolfi, è un modo, consapevole o meno, per smarcarsi gradualmente dal sempre più ingombrante tutoraggio dell’ex renziano? Le alleanze perseguite dai PDF locali, sono un rifiuto consapevole e deciso della linea “sono tutti uguali”?

Noi ce lo auguriamo. Perchè visto che il PDf esiste, e che molta gente con generosità si impegna in esso, non può rimanere solo un freno al mondo pro life italiano, generando rivalità ora con l’ottimo Gandolfini, ora con l’ottimo Fontana… ma, forse, può ripartire.

Se e solo se, questa ci sembra, cambia decisamente rotta; se possibile anche nome; solo se rinnova almeno in parte la dirigenza e ritorna alla vecchia “dottrina Amato” (alleati di chi ci sta), mettendo da parte le velleità di un uomo, Mario Adinolfi, molto intelligente, ma certamente poco portato per la politica: chi ha scelto Gentiloni, Veltroni, Renzi, Monti… e poi ha mandato a sfasciarsi il PDF in una avventura senza uscita, dovrebbe forse farsi elegantemente da parte. Per impedire la morte definitiva di quel movimento di persone che in un progetto politico pro life ha creduto, con generosità.

 

fontana

Il post senza se e senza ma su Fontana… l’incontro ricordato fu organizzato da Marcia per la Vita e Libertà & Persona

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