Cosa pensa Lorenzo Fontana, ministro Famiglia e disabilità

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Riporto qui una mia intervista a Lorenzo Fontana, pubblica su La Verità pochi giorni prima delle elezioni del 4 marzo.

Lorenzo Fontana, classe 1980, candidato il 4 marzo, è vicesegretario della Lega, europarlamentare, vicesindaco di Verona, ed autore di un recentissimo libro – scritto a quattro mani con Ettore Gotti Tedeschi – dal titolo: “La culla vuota della civiltà. All’origine della crisi” (edizioni Gondolin).

Quali le tesi sostenute nel testo?

“Più che una tesi è un’evidenza che, ahinoi, tanti analisti disconoscono: la crisi è stata causata dal calo delle nascite che ha generato un terribile effetto domino di calo della domanda compensato da una rincorsa sfrenata a moltiplicare i consumi individuali, abbassando i costi di produzione, e dalle conseguenti delocalizzazioni produttive. L’incremento dopato dei consumi si traduce in consumismo sfrenato, in erosione dei risparmi, che sono la ‘materia prima’ del credito bancario, quindi del sostegno alle imprese. Parallelamente il calo delle nascite ha prodotto inevitabilmente un aumento incessante dell’età media, quindi dei necessari costi fissi: sanità e pensioni in primis”.

Numeri?

“Le statistiche parlano chiaro: al ritmo attuale, nel 2050 ci saranno più over 60 che ragazzi sotto i 16 anni, cosa mai avvenuta prima nella storia: gli anziani saranno ben 21,8 milioni, ovvero il 34,3% della popolazione. Tornare a investire sulla famiglia, quindi, non è una questione legata a come la si pensa, ma è una necessità per tornare a crescere, un’urgenza anche economica. Per questo nel libro illustriamo un piano di rilancio che guardi alla famiglia e riprendiamo la proposta del Papa emerito Benedetto XVI di fare proprio della famiglia il “patrimonio dell’umanità” “.

Quando comincia la sua passione per la politica?

“La politica è la passione di una vita. Avevo 16 anni (era il febbraio del 1997) quando ho fatto la mia prima tessera della Lega. Pochi anni dopo ero vicesegretario federale dei giovani, poi consigliere comunale e, oggi, europarlamentare, vicesindaco di Verona e vice di Matteo Salvini. Un percorso partito dal basso, dai territori. Della Lega ho da sempre condiviso, con coerenza, le battaglie. Mi riferisco, in particolare, alle battaglie federaliste, al tema delle autonomie, alla tutela delle identità, alla lotta contro i poteri forti oggi rappresentati dalle elite europee che decidono sulla testa dei cittadini, preferendo la speculazione finanziaria e gli interessi delle grandi multinazionali alla tutela del tessuto produttivo rappresentato dalle nostre piccole e medie imprese. La Lega nasce e cresce come sindacato dei territori”.

Lei sta a Bruxelles, con Salvini. Cosa rappresenta, per un leghista, Bruxelles?

“Bruxelles è oggi il simbolo di un’Europa che ha tradito il sogno originario dei padri fondatori. L’Europa ha mancato l’occasione storica di fondarsi sui comuni valori cristiani ed è diventata un apparato burocratico al servizio dei grandi gruppi di interesse. Dai trattati commerciali alle istanze globaliste, dalla gabbia dei vincoli di bilancio al relativismo imperante: l’Ue vuole annullare le differenze per omologare le comunità. Noi siamo per le identità, per la tutela delle differenze, per un’Europa diversa, che guardi ai popoli, che rispetti i territori, che tuteli i valori comuni emersi in secoli di storia”.

In una conferenza, a Verona, ha parlato di Bruxelles come di una città ormai musulmana, con una presenza cristiana molto coraggiosa, benché invisa alla stessa gerarchia ecclesiastica…

“E’ un problema del Paese e dell’Europa. E non sono io a dirlo, ma sono i numeri. Ricordo lo studio Pew Research di marzo 2017, secondo il quale tra cinquant’anni circa assisteremo al “sorpasso” dei musulmani a danno dei cristiani. E poiché – come ricorda Open Doors – oggi l’Islam è la prima causa di persecuzione dei cristiani nel mondo, non c’è da aspettarsi nulla di buono. La strategia di diffusione islamica passa attraverso l’alta natalità dei propri fedeli. E’ anche per questo che l’Europa deve tornare a fare figli. La famiglia è un valore e una necessità”.

Lega-Berlusconi: un rapporto spesso teso e difficile. E oggi?

“Condividiamo un programma su punti specifici, compreso l’impegno per rifondare un’Europa che, così com’è, non va, come è chiaro ed evidente a tutti. Forza Italia – aderendo a una forza europea di maggioranza come il Ppe – potrebbe impegnarsi per cambiare dal di dentro questa UE. Detto ciò, gli elettori sanno che ogni voto in più alla Lega aiuterà a far valere la forza del nostro leader Matteo Salvini e del nostro programma”.

Se il centro destra non vince, alleanza con i grillini?

“Non ci interessano le alchimie politiche o i calcoli col bilancino, ci interessano i contenuti. E noi stiamo con chi è disposto a portare avanti, insieme a noi, il nostro progetto identitario, per ridare centralità alle comunità, per la tutela delle piccole e medie imprese contro multinazionali che fanno dumping salariale, eludono il fisco e generano una corsa al ribasso dei salari e dei diritti dei lavoratori. Siamo per la salvaguardia delle nostre tradizioni, per la gestione dell’immigrazione, che deve essere regolamentata e adeguatamente selezionata, per la certezza del diritto, per la sicurezza, per un fisco più equo e vicino alle famiglie, in particolar modo alle famiglie numerose. Nell’epoca del relativismo imperante si è avverata la profezia di Chesterton: “Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate”. E oggi la prima e vera rivoluzione è quella del buon senso”.

Quali ministeri vorreste?

“Salvini ha già annunciato che in caso di vittoria del centrodestra ci sarà un leghista al ministero delle Politiche Agricole. Una scelta che ha un valore sostanziale: ripartire dai territori, dalle produzioni primarie, dall’economia reale, dalla tutela di ciò che è nostro, fino ad oggi svenduto per compiacere gli interessi delle grandi multinazionali. E’ ovvio che qualsiasi sia la rappresentanza di governo che la Lega, in caso di vittoria, avrà, abbiamo al nostro interno figure, competenze e idee per fare la differenza e per cambiare il corso della storia politica di questo Paese”.
Nella Lega sono presenti diversi candidati vicini al Family day, come gli avvocati Simone Pillon e Giancarlo Cerrelli. Anche lei e l’altro vice di Salvini, Giancarlo Giorgetti, siete cattolici. Come vi ponete di fronte ai temi etici: matrimonio gay, utero in affitto, droga libera…?

“Noi siamo per la tutela di mamme, papà, per il sostegno alla famiglia e alla natalità. Siamo per il rilancio demografico del nostro Paese che, come spiegato, significa anche rilancio economico. Il sostegno alla famiglia è il sostegno alla cellula della società che, unica, può generare figli per il bene del Paese e produrre ricchezza. Altre forme di unioni non possono avere, per loro stessa natura, questa peculiarità. Quanto all’utero in affitto, crediamo che i bambini non siano merce di scambio, né le mamme possano essere ridotte a ‘incubatrici’. La cannabis è droga, anche se definita ‘leggera’, e pensiamo che sia dovere di uno Stato porre un argine a ciò che genera dipendenze dannose. Vale anche, ad esempio, per il gioco d’azzardo”.

 

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