Abbigliamento della Chiesa e influenze sulla moda secolare. Il “Met Gala”al Metropolitan Museum di New York

LA MOSTRA DI PARAMENTI SACRI E RELIQUIE DEL VATICANO

Il Met Gala è l’evento che inaugura la mostra di moda più importante dell’anno: quella del Costume Institute al Metropolitan Museum di New York. Quest’anno la mostra è dedicata all’abbigliamento del Vaticano e della Chiesa, e alle influenze reciproche con la moda secolare, dal titolo Heavenly Bodies: Fashion and the Catholic Imagination, ovvero Corpi divini: moda e immaginario cattolico così su Il Post . Da un articolo di Paola Beletti/Aleteia  09 Maggio 2018.

Un articolo veramente acuto, quello di Paola Beletti di Aleteia. Il suo buon gusto ha preferito riconoscere le responsabilità della dittatura mondana, trascurando quelle della dittatura dell’acquiescenza romana. E forse ha fatto bene.

Quando perfino il Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, e di altri organismi in stretto contatto con ciò che è cultura nella Chiesa, -persona cui non difettano né preparazione teologica, né sapere-, giunge a sostenere e collaborare con una simile iniziativa, evidentemente il problema è un altro.

Si potrà dire che un conto è la mostra dell’abbigliamento ecclesiastico, che ha reso onore alla liturgia per secoli, e un conto la sfilata di moda concomitante. Concomitante, certo, ma non solo. Pretesto per usare ed abusare ciò che è pertinente alla liturgia, come, in particolare, le reliquie. Persino le scarpe di San Giovanni Paolo II non sono state risparmiate.

Se l’intento principale fosse stato porre a confronto le mode ecclesiastiche e mondane delle precedenti epoche, non si sarebbe trovato opportuno trasformare le linee, le stoffe e i preziosi dei paramenti in audaci abiti, in genere femminili,  mimando quelli dei Pastori della Chiesa, fino a far risplendere la Papessa Ryanna.

E’ stato ritenuto interessante che la croce “svelasse”, velatamente, la cantante Madonna; che l‘attore Chadwick Aaron Boseman, carico di aurei anelli, sfigurasse, a confronto, con la Lopez, o altre sfolgoranti modellecosì imbacuccato e con solo quattro croci; che Mons. Ravasi fosse ritratto esortando la selezionata assemblea con elevati discorsi, mentre un Sir, di moda anglo scozzese, in pantaloncini e calzettoni neri, ascoltava, -in traduzione simultanea con cuffie-  le parole del presule.

Si dice che l’immaginario abbia a che fare con i sogni, ma anche con gli incubi. Non sapendo se si tratti di sognare o di patire un incubo, speriamo che il risveglio sopraggiunga presto, per non subire oltre il fascino di una Jennifer Lopez, che, con moderno cipiglio e superiorità, offre uno squarcio di luce nell’immaginario degli oscurantisti cattolici.

 

 

 

Print Friendly
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • Omofobia, la pretesa di pregare per una imposizione

      veglia-omofobia di Stefano Fontana. L’adesione di vescovi alle veglie contro l’omofobia ha qualcosa di incredibile. Sia dal punto di vista dottrinale che pastorale. Il concetto di omofobia è ideologico e come si può fare una veglia contro qualcosa di ideologico? Se guardiamo poi alla realtà intorno a noi, ci chiediamo dove sia tutta questa omofobia contro la quale alcuni vescovi si sentono chiamati a presiedere veglie di preghiera. Oggi, al contrario, ad essere discriminata è l’eterosessualità. Leggi il seguito… 

    • Omo-benedizioni, la condanna di Schneider

      athanasius-schneider di Marco Tosatti. “Impartire una benedizione a una coppia omosessuale significa benedire il peccato non solo degli atti sessuali fuori del matrimonio, ma quello di atti sessuali fra persone dello stesso sesso, cioè benedire il peccato della sodomia, che è considerato da quasi tutta la storia umana e dall’intera tradizione cristiana come un peccato che grida al cielo". Così il vescovo Athanasius Schneider Leggi il seguito… 

    • Sfatiamo i falsi miti sull’Italia delle banche (VIDEO)

      malvezzi di Byoblu. È vero che le nostre banche e la nostra economia sono talmente malridotte che è necessario intervenire per salvarle, stravolgerle, commissariarle? E se non è vero, perché allora vogliono farcelo credere? In 29 diapositive piene di dati e grafici, Valerio Malvezzi, cofondatore di WinTheBank e professore a contratto dell'Università di Pavia, ribalta il tavolo e capovolge la propaganda mainstream. Leggi il seguito… 

    • La “guerra” per immagini che mette a nudo il totalitarismo

      manifesto-prolife di Andrea Zambrano. Il deciso cambio di strategia dei movimenti pro family e pro life in fatto di campagne comunicative sta provocando una reazione liberticida da parte delle istituzioni. Che si tratti di uffici comunali che ritirano le immagini, come nel caso del manifesto di CitizenGo che ricorda che l’aborto è la prima causa di femminicidio o di Procure della Repubblica sollecitate come nel caso della gigantografia di ProVita che fa memoria a tutti i passanti di essere stati un embrione, poco importa. Leggi il seguito…