Quella voglia degli italiani di cambiare davvero il Paese. E di non essere ancora una volta traditi

salvini_dimaio

di Marcello Foa.

Il messaggio è forte e chiaro: gli italiani non sono disposti a farsi ingannare dalle lusinghe e soprattutto dalla propaganda dall’establishment. Hanno voglia di una vera svolta e sono sempre più attenti alla coerenza dei leader. Non è un caso che il gradimento di Di Maio sia sceso di 6 punti, mentre quello di Salvini continui a salire, fino a superare, per la prima volta, quello del capo del Movimento 5 Stelle. Gli elettori non gradiscono la disinvoltura con cui quest’ultimo si propone sia alla Lega sia al Pd e non amano chi antepone evidenti, incontrollabili ambizioni personali al perseguimento di un disegno più ampio e nell’interesse del Paese

*****************

Qualcosa sta cambiando in Italia e in bene. Mentre fino ad alcuni mesi fa ogni volta che avevo l’opportunità di partecipare a incontri pubblici, percepivo soprattutto rabbia e in certi casi addirittura rassegnazione, ora sento voglia di reagire, di combattere, di sperare. Non che i problemi di fondo siano stati risolti: la lievissima crescita economica ha semplicemente mitigato i problemi, arrestandone la caduta. La disoccupazione resta su livelli inaccettabili, l’imposizione fiscale è proibitiva e recessiva, le preoccupazioni per le pensioni e la tenuta del sistema sociale immutate. L’altro giorno un amico commercialista mi ha detto: nemmeno al Nord si creano più vere aziende. Forse esagerava ma l’Italia di oggi non è certo amica degli imprenditori.

Eppure quelli che non si arrendono sono sempre più numerosi. E sempre più persone vogliono capire il mondo in cui viviamo. Ne ho avuto un riscontro straordinario durante le presentazioni del mio saggio “Gli stregoni della Notizia. Atto secondo” (Guerini editore). A Milano sono arrivate 300 persone, ieri a Roma, con Vladimiro Giacché e Alberto Bagnai, almeno 350 a un incontro organizzato dagli splendidi ragazzi de l’Intellettuale Dissidente  e da Asimmetrie (qui il resoconto di Maria Scopece su Formiche.net). Un successo di pubblico di queste proporzioni ovviamente fa bene all’ego di chi scrive e sentitamente ringrazio.

Ma non è questo il punto. Nello sguardo delle persone che incontro vedo brillare la fiducia e la voglia di impegnarsi in prima persona. Molto probabilmente è la conseguenza del risultato delle elezioni politiche, in cui per la prima volta i partiti alternativi a quelli tradizional –  Il Movimento 5 Stelle, la Lega di Salvini e Fratelli d’Italia – hanno superato abbondantemente, sommati, il 50% dei consensi. Il messaggio è forte e chiaro: gli italiani non sono disposti a farsi ingannare dalle lusinghe e soprattutto dalla propaganda dall’establishment. Hanno voglia di una vera svolta e sono sempre più attenti alla coerenza dei leader.

Non è un caso che il gradimento di Di Maio sia sceso di 6 punti, mentre quello di Salvini continui a salire, fino a superare, per la prima volta, quello del capo del Movimento 5 Stelle. Gli elettori non gradiscono la disinvoltura con cui quest’ultimo si propone sia alla Lega sia al Pd e non amano chi antepone evidenti, incontrollabili ambizioni personali al perseguimento di un disegno più ampio e nell’interesse del Paese.

Non vogliono essere traditi un’altra volta e in questa fase storica sono attenti soprattutto alla coerenza. Salvini, chiaramente, lo ha capito. Chissà se Luigi Di Maio saprà ascoltare ancora la voce degli italiani, quella voce che giunge limpida e vibrante a chi ha l’umiltà di udirla nelle piazze e negli uditori.

PS I risultati delle elezioni in Molise, giunti nel frattempo, confermano la mia analisi: gli elettori vogliono chiarezza e puniscono chi abbandona la Via. Come, appunto, è capitato a Di Maio, che si è visto sfuggire una vittoria sicura (il governatorato), e che arretra nettamente nel voto di lista.  

Fonte

Print Friendly
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • Come può nascere una nuova crisi

      deutsche-bank di Luca Lippi. La Deutsche Bank è una banca decotta, salvata più volte con i soldi degli istituti europei. E' la stessa che nel 2011 aveva cominciato a vendere i titoli di stato Italiani. Nonostante tutto è riuscita, col favore dell’ingerenza del governo tedesco, a imporre a tutte le altre banche - comprese quelle italiane, che hanno molti investimenti in titoli di stato del proprio Paese - di deprezzarli in bilancio e di ripianare le perdite potenziali non appena questi titoli perdono di valore in Borsa anche se non li vendono. Devono coprire le perdite e mettere le mani nella tasca come se avessero perso realmente soldi (di fatto raddoppiando la perdita), mentre la Deutsche Bank non deve fare nulla. Questa è una asimmetria piuttosto evidente per essere ignorata Leggi il seguito… 

    • L’Unione debole nutre i violenti

      assalto-a-sede-ue2 di Gian Micalessin. Spiegare un fatto senza precedenti come il tentato assalto di ieri alle sedi Ue di Bruxelles con la violenza dell'estrema destra è improprio e riduttivo. Quell'esplosione di violenza, accompagnata dalla presenza di oltre 5mila manifestanti, è la dimostrazione di come il malessere verso l'Unione Europea cresca di giorno in giorno. E come questo malessere raggiunga il suo apice quando ci sono in ballo questioni come la sovranità nazionale e i migranti Leggi il seguito… 

    • La famiglia soffre di mononucleosi

      famiglia di Marcello Veneziani. La famiglia mononucleare. Ma che vuol dire? Spiegano seri sociologi, economisti, statistici e antropologi che sta per famiglia con un solo elemento. Ma siete scemi? La famiglia-tipo era di almeno quattro elementi, poi fu coppia, ora uno solo. È come dire: i quattro moschettieri erano tre ma ne ricordo solo due: d’Artagnan… Oppure c’è la famiglia tiraemolla per tutti i gusti: allargata, allungata, trasversale, incrociata, infrociata, a pallini, ecc. Leggi il seguito… 

    • Strasburgo, una riflessione: il terrorismo non è buddista, confuciano o cristiano

      islam di Agostino Nobile. L’ultimo attentato terroristico avvenuto in un mercatino di Natale di Strasburgo, pur sconvolgente, per i governi europei sembra l’ennesimo incidente di percorso. Per i media e i politici progressisti tutti i terroristi hanno un passato costellato di piccoli crimini. Mai una volta li hanno definiti come autentici fedeli della dottrina islamica. Leggi il seguito… 

    Eventi

    Ancora nessun post.