I bambini ricordano l’angelo «custode» Giovanna Pellegrini

giovanna

Ci sono “persone silenziose, abituate ad ascoltare”, come cantava Luca Carboni, e te ne accorgi soprattutto quando non ci sono più. Giovanna Pellegrini era una di queste.

Lo si è visto bene al suo funerale: una chiesa, quella che lei frequentava abitualmente, gremitissima, zeppa di gente commossa, attenta, desiderosa di non perdere un secondo di quell’ultimo saluto.

A Giovanna volevano bene in tanti, ma soprattutto le erano grate quelle madri che avevano ricevuto da lei, durante la gravidanza e nei primi anni di vita dei loro pargoli, un aiuto concreto, benevolo, partecipe.

Giovanna le ascoltava, le incontrava, le sosteneva con la sua pazienza, la sua dedizione, e con il cibo, i vestiti e tutti i servizi forniti dal Centro Aiuto alla Vita di Trento, di cui era, da tanti anni, una volontaria.

Giovanna Pellegrini era una moglie, una mamma, una nonna, una cuoca, una volontaria e una vivace canterina.

Anche chi non la ha conosciuta di persona, forse ha avuto modo di “incontrarla”, indirettamente: Giovanna era colei che organizzava meticolosamente, ogni anno, in occasione della Giornata per la vita di febbraio, la vendita per beneficenza delle primule fuori da tutte le chiese della città e dei dintorni.

A meno di un anno dalla sua morte, avvenuta nel luglio dello scorso anno, a solo 61 anni, dopo una lunga malattia, Giovanna sarà ricordata domenica 22 aprile (ore 16:30, presso il Teatro SanbàPolis), da un concerto organizzato dall’Associazione Culturale Vogliam Cantare, in collaborazione con il Movimento per la Vita..

Il titolo dell’iniziativa, I bambini per Giovanna, vuole certamente ricordare i numerosi bambini salvati dall’amore di Giovanna, alludendo nel contempo ai protagonisti dell’evento: il Coro Vogliam cantare di Trento, i Piccoli Cantori del Cima d’Oro di Ledro e il Coro Rappresentativo della scuola Bonporti di Trento.

Se la voce dei bambini ricorda un po’ la voce degli angeli, nulla di più adatto a ricordare chi ha servito per decenni la vita nascente con la premura di un “angelo custode”.

Fonte: http://www.lavocedeltrentino.it/2018/04/15/i-bambini-ricordano-langelo-custode-giovanna-pellegrini/

Print Friendly, PDF & Email
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • Patria, il Comando che sfida l’ubriacatura globalista

      di Stefano Fontana. Perché la politica crede che lo Stato-nazione sia superato da una globalizzazione inarrestabile e così facendo condanna se stessa? A questo problema è dedicato l’XI Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel Mondo dell’Osservatorio Cardinale Van Thuân. La nazione si configura come “patria” proprio perché ha le radici nei “padri” e Giovanni Paolo diceva che il dovere verso la patria deriva dal quarto comandamento: Onora il padre e la madre. Ecco perché è necessario un recupero di fronte all’attuale ubriacatura di forzato globalismo. Leggi il seguito…

    • Il tramonto di Giuseppi

      di Frodo. Un inno alla presentabilità che non è bastato: Giuseppe Conte, tra qualche settimana, potrebbe dover fare i conti con un giudizio simile a questo. Il chiacchiericcio retroscenista che limita per sentenza politologica la durata di un governo, di solito, tende ad allungare la vita dello stesso esecutivo. È una regola non scritta del giornalismo: quando si vuole fare un piacere ad un politico, bisogna darlo per politicamente morto. Chiedere, per maggiori informazioni, a Silvio Berlusconi. Ecco perché dare Conte per spacciato non conviene ad un centrodestra che bene farebbe, invece, a pensare a riorganizzarsi come una vera coalizione. Il respiro giallorosso però rimane corto. Come abbiamo già avuto modo di far notare, i nodi stanno inesorabilmente venendo al pettine. Leggi il seguito…

    • Una tolleranza totalitaria. Antologia da BXVI

      Dottrina sociale di Stefano Fontana. In un recente articolo ho sostenuto che l’intervento di Mattarella e Conte in occasione della Giornata mondiale del 17 maggio scorso contro l’omofobia e la transfobia [a cui è stata aggiunta anche la bifobia (!)] usa il principio di tolleranza per istituire un regime intollerante, cioè autoritario, cioè totalitario. In questo articolo dicevo, tra l’altro: “La tolleranza assoluta è intollerante perché deve vietare di pensare che non tutto si debba tollerare”.  E aggiungevo: “Uno Stato che non conosce il limite fa paura. Uno Stato che sa dire tanti no, ma non quelli giusti, fa paura”. Leggi il seguito…

    • Nella confusione coronavirus, un confuso genitore cattolico

      di Amedeo Rossetti. Tavolo di Lavoro sul dopo-coronavirus Quando Siena nel 1400 fu colpita dalla peste, anche molti medici ed infermieri si ammalarono e morirono. San Bernardino aveva 20 anni ed insieme ai compagni della Confraternita dei Disciplinati nella quale era entrato, Bernardino si offrì come volontario, adoperandosi nell’assistenza agli appestati per quattro mesi, fino all’inizio dell’inverno, quando la pestilenza cominciò e regredire; passò successivamente quattro mesi tra la vita e la morte, essendo rimasto pure lui contagiato, ma poi guarì. Leggi il seguito…