Un convegno per capire: Chiesa, dove vai?

magister

È confermato. Il prossimo 7 aprile, sabato della settimana di Pasqua, si terrà a Roma un convegno molto speciale. Il cui proposito sarà di indicare alla Chiesa cattolica la strada su cui proseguire, dopo l’incerto cammino dei primi cinque anni del pontificato di papa Francesco.

Il bilancio di questo quinquennio, infatti, è piuttosto critico, a giudicare dal titolo del convegno:

“Chiesa cattolica, dove vai?”.

E lo è ancor di più se si guarda al sottotitolo: “Solo un cieco può negare che nella Chiesa ci sia grande confusione”. Esso è ripreso da una frase del cardinale Carlo Caffarra (1938-2017), indimenticato sottoscrittore, assieme ad altri cardinali, di quei “dubia” sottoposti nel 2016 a papa Francesco col proposito di fare chiarezza sui punti più controversi del suo magistero, ma lasciati da lui senza risposta:

In una Chiesa vista allo sbando, la questione chiave che il convegno affronterà sarà appunto quella di ridefinire i ruoli di guida del “popolo di Dio”, i caratteri e i limiti dell’autorità del papa e dei vescovi, le forme di consultazione dei fedeli in materia di dottrina.

Sono questioni già trattate a fondo, a suo tempo, da un grande cardinale spesso citato sia dai progressisti che dai conservatori a sostegno delle rispettive tesi, il beato John Henry Newman.

E saranno altri cardinali e vescovi ad affrontare di nuovo tali questioni, nel convegno del 7 aprile. I loro nomi non sono stati anticipati, ma si prevede che vi siano tra essi i firmatari dei “dubia”, e altri che ne condividono l’orientamento.

In ogni caso sono già stati confermati gli interventi – con dei videomessaggi “ad hoc” – di due cardinali molto rappresentativi: il cinese Giuseppe Zen Zekiun, vescovo emerito di Hong Kong, e il nigeriano Francis Arinze, già arcivescovo di Onitsha e poi prefetto della congregazione per il culto divino, la stessa oggi presieduta dal cardinale Robert Sarah.

Sarà inoltre proiettata una videointervista postuma con il cardinale Caffarra, sulla controversa enciclica di Paolo VI “Humanae vitae”.

Ma interverranno anche degli studiosi laici. Il professor Valerio Gigliotti, docente di storia del diritto medievale e moderno all’università di Torino, metterà a fuoco l’esercizio della “plenitudo potestatis” del papa nella storia della Chiesa. Mentre il professor Renzo Puccetti, medico e docente di bioetica presso il Pontificio istituto teologico Giovanni Paolo II, analizzerà l’evoluzione della bioetica insegnata in questo istituto, dalla sua prima fase con preside Caffarra, all’attuale fase, sotto l’egida di monsignor Vincenzo Paglia.

Il momento finale e culminante del convegno sarà in ogni caso la lettura di una “declaratio”, una concisa professione di fede sui punti della dottrina e della morale oggi più controversi.

A differenza dei “dubia”, la dichiarazione non porterà nessuna firma specifica, ma i partecipanti al convegno la proporranno all’intera Chiesa e al mondo, come voce di “membri battezzati e cresimati del popolo di Dio”.

Di certo, tale “declaratio” sarà agli antipodi di quella “Kölner Erklärung” – la dichiarazione di Colonia del 1989 firmata da teologi tedeschi oggi nelle grazie di Francesco – che riguardo ai principi poi riaffermati da Giovanni Paolo II nell’enciclica “Veritatis splendor” del 1993 “attaccò in modo virulento l’autorità magisteriale di quel papa specialmente su questioni di teologia morale”, come ha scritto Benedetto XVI nella lettera a monsignor Dario Edoardo Viganò che la scorsa settimana ha fatto tanto rumore.

Il convegno, a ingresso libero, si terrà nel pomeriggio di sabato 7 aprile, a partire dalle ore 15, nel centro congressi “The Church Village”, in via di Torre Rossa 94, un paio di miglia a ovest della basilica di San Pietro.

Da: Settimo cielo, di Sandro Magister

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