Profezie

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“Quella di oggi potrebbe essere una giornata da storica. Se, come sembra, Sergio Mattarella sarà eletto presidente della Repubblica italiana al quarto scrutinio una scuola politica, una identità culturale ben precisa, otterrà “l’accoppiata” tra Palazzo Chigi e Quirinale. La scuola politica è quella del popolarismo italiano fondato nel 1919 da un prete, don Luigi Sturzo. L’identità culturale è senz’altro la matrice cristiana. Mattarella è un cattolico e lo è anche il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Attenzione, non si tratta di due cattolici all’acqua di rose, di quelli che dichiarano vaghi riferimenti alla fede e poi affondano in comportamenti pubblici e privati più che discutibili. Stiamo parlando di due cattolici praticanti, da Santa Messa tutte le domeniche, da una moglie sola, non stitici di figli. E stiamo parlando di due popolari, di due figure rilevanti del fu Partito popolare italiano fondato da don Sturzo.

Questa duplice matrice è un unicum, mai nella storia Italiana si era verificata una condizione del genere sull’asse tra Palazzo Chigi e il Quirinale

Si può tranquillamente dire, però, che l’accoppiata Renzi-Mattarella è di altra pasta. Sì, continueranno da parte del presidente del Consiglio i vaghi accenni a una necessità di varare leggi che vadano nella direzione del matrimonio omosessuale “con un altro nome”. Dovrà pure tenere buono gli Ivan Scalfarotto, le Paola Concia, gli Aurelio Mancuso vari. Ma di certo se oggi dovesse arrivare l’elezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica il varo concreto di una normativa contro la Costituzione e contro la famiglia naturale appare francamente poco probabile.

Abbiamo aperto il primo numero de La Croce il 13 gennaio scorso con il titolo “Serve un presidente cristiano”. Era un auspicio, ma anche un monito. Mai come in questo momento il paese ha bisogno di unità e l’unità si raggiunge tornando alle radici. Volenti o nolenti le radici italiane affondando nel cristianesimo e oggi saluteremo con gioia, se avverrà, l’elezione del presidente cattolico che abbiamo così esplicitamente augurato al nostro paese…

Quel che è certo è che in questo 31 gennaio 2015 l’Italia volta pagina e lo fa con due figli di don Sturzo e due cattolici veri nei ruoli di maggior peso…”

Mario Adinolfi, La croce, 31/1/2015

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