Lorenzo Fioramonti, l’economista dei grillini amico dell’élite

di Giampaolo Rossi.

Fioramonti, economista liberal e probabile futuro ministro nel caso di un governo a Cinque Stelle, ha lavorato per la Fondazione Rockfeller e scrive su Open Democracy il sito Web emanazione della Open Society di George Soros e finanziato da Istituzioni come la Fondazione Ford e il National Endowment for Democracy (la Fondazione del Congresso Usa per promuovere “i cambiamenti politici” nel mondo). Nel 2014 è stato insignito della Cattedra Unesco-Unu in “Integrazione regionale, Migrazione e libera circolazione delle persone”. I suoi libri hanno la prefazione di Enrico Giovannini, economista dell’establishment, già ministro del governo Letta

**************

“Il problema non è uscire dall’euro ma uscirne il più velocemente possibile”.

Chi l’ha detto? Matteo Salvini? No. Giorgia Meloni? Neppure. Marine Le Pen? Neanche. Margaret Thatcher? Ma per carità, lei nell’euro non c’è nemmeno voluta entrare.

La frase incriminata la pronunciò Beppe Grillo nel 2014 quando il Movimento 5 Stelle rappresentava la rottura col sistema di potere tecnocratico dell’élite globalista; quando l’uscita dall’euro e la critica radicale al sistema Ue erano i capisaldi dei grillini e dei loro leader: da Di Maio a Di Battista. In quel tempo il Movimento di Grillo preparava il referendum per l’uscita dalla moneta unica e pianificava visioni di aperta critica all’Europa e alle politiche di austerity.

Oggi è tutto cambiato: il Movimento 5 Stelle ha totalmente ri-orientato il suo programma: prima affermando, con il suo candidato Premier Di Maio, che “non è più il momento di uscire dall’euro”; poi inserendo alcuni tasselli nel programma elettorale come quello dell’abbattimento del debito/Pil del 40% in 10 anni. Ma come è possibile che il M5S avrebbe oggi un programma economico che sembra quello di Emma Bonino e dei tecnocrati europei?

La risposta potrebbe essere trovata nella figura del nuovo guru economico scelto da Di Maio e dai grillini: Lorenzo Fioramonti economista il cui profilo è stato scandagliato sul sito del Movimento Roosevelt.

Fioramonti, economista liberal e probabile futuro ministro nel caso di un governo a Cinque Stelle, insegna nell’Università di Pretoria, ha lavorato per la Fondazione Rockfeller e scrive su Open Democracy il sito Web emanazione della Open Society di George Soros e finanziato da Istituzioni come la Fondazione Ford e il National Endowment for Democracy (la Fondazione del Congresso Usa per promuovere “i cambiamenti politici” nel mondo). Nel 2014 è stato insignito della Cattedra Unesco-Unu in “Integrazione regionale, Migrazione e libera circolazione delle persone”. I suoi libri hanno la prefazione di Enrico Giovannini, economista dell’establishment, già ministro del governo Letta, membro del Club di Roma e del European Political Strategy Centre della Commissione europea, con cui lo stesso Fioramonti collabora.

Insomma, un economista i cui studi sul Pil vengono considerati innovativi ma molto lontano dalle posizioni eretiche della prima fase del Movimento. Un economista legato ai centri del potere economico e dell’establishment tecnocratico. Questo spiegherebbe la normalizzazione del M5S in linea con la scelta di candidare Luigi Di Maio volto tranquillizzante dei grillini e politico sufficientemente impreparato da poter essere plasmato ad immagine dei nuovi padroni del Movimento. E forse, questo cambiamento radicale da forza politica rivoluzionaria a forza moderata ben voluta dall’élite, che spiega il recente e improvviso distacco di Beppe Grillo dal percorso del gruppo Casaleggio e del partito.

Fonte: il Giornale

Print Friendly
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • Europeismo come ideologia, parola al vescovo

      europa-bandiera di Giampaolo Crepaldi. In vista del voto per il Parlamento dell’Unione Europea di domenica prossima 26 maggio proponiamo alla riflessione alcuni passaggi della Lectio magistralis tenuta dall’Arcivescovo Giampaolo Crepaldi a Milano il 6 aprile scorso in occasione della Giornata della Dottrina sociale della Chiesa. Non è un testo elettorale, naturalmente, però può dare delle utili indicazioni ispirate alla Dottrina sociale della Chiesa. Per il testo integrale clicca qui. Leggi il seguito… 

    • Radici e identità, il “cattosovranismo” è possibile

      ratzinger-e-wojtyla di Nico Spuntoni. Sovranismo e cristianesimo sono davvero incompatibili come non pochi settori del mondo cattolico nostrano continuano a sostenere? Da San Giovanni Paolo II che invitava le Nazioni a proteggere la propria sovranità come fosse “la pupilla dei loro occhi” a Benedetto XVI e la rinascita dell'Europa dalle macerie spirituali, passando per l'immigrazione controllata di Biffi, c'è un filo rosso che disegna un'idea ben precisa. E passa dal cattolicesimo.  Leggi il seguito… 

    • Libertà di religione. Nel documento della CTI una visione secolarizzata della religione

      cti-liberta-religiosa di Silvio Brachetta. Lo Stato, secondo il documento della CTI, deve solo prendere atto che vi è un diritto alla libertà religiosa, di qualunque religione si tratti. Le religioni – qualunque religione – sono tenute alla ricerca del dialogo e della pace, nel rifiuto della violenza. L’attenzione è tutta orientata verso le sovrastrutture, espressione di un’idea orizzontale e secolarizzata della religione Leggi il seguito… 

    • “Giovani non emigrate”. L’appello dei vescovi africani che la Cei non sente

      vescovi-africani di Anna Bono. Ancora una volta i vescovi africani si rivolgono ai loro giovani, perchè non lascino i loro paesi, le loro donne, i loro bambini, i loro anziani: “Voi rappresentate il presente e il futuro dell’Africa, che deve lottare con tutte le sue risorse per la dignità e la felicità dei suoi figli e figlie... non lasciatevi ingannare dalle false promesse che vi porteranno alla schiavitù e a un futuro illusorio". Le false promesse vengono dall'Occidente che non ha più figli, e li ruba agli altri Leggi il seguito… 

    Eventi

    Ancora nessun post.