“Il Signore fece breve la Sua parola su questa terra”

 

Con San Francesco davanti a Dio

San Francesco, breve nelle sue parole, perché così lo era stato il Suo Signor Gesù Cristo, e brevi le parole dei suoi frati, senza orpelli.

Sempre pronto alla preghiera, davanti al Crocifisso, come all’ adorazione eucaristica, alla presenza reale di Cristo sulla terra. Accanto al malato con fraternal carità e devoto e obbediente ai sacerdoti poverelli di questo mondo (cioè peccatori) come al più giovane dei suoi novizi.

Dolorante nelle piaghe, ma in unione trasformante con Gesù crocifisso poiché dell’Altissimo niente vediamo e conosciamo e amiamo se non il Suo Figlio Gesù, vero Dio e vero uomo.

Lieto in ogni persecuzione e gioioso di incontrare il Signore nel suo transito, nudo sulla nuda terra.

Al suo corpo, frate asino, seppe chiedere perdono per avergli fatto patire molte penitenze,  ma per amore della croce di Cristo.

Nella Chiesa prepositurale di Santa Maria Assunta e San Giacomo Apostolo Maggiore, a Romano di Lombardia (BG), la mia Comunità Parrocchiale ha accolto con gioia, proprio nella prima settimana della Santa Quaresima, due religiosi de I Fratelli di San Francesco, fraternità francescana di recente fondazione, nata dal secolare albero dei Frati Minori Cappuccini. Grazie a questi due religiosi sacerdoti, e ai sacerdoti della Parrocchia, abbiamo vissuto i classici quanto immortali Esercizi Spirituali per il popolo, nelle celebrazioni, nelle adorazioni eucaristiche, nella rinnovata pratica della celebrazione del sacramento della riconciliazione (confessione), sempre accompagnati con francescana semplicità dai due fratelli, che, ogni giorno, “camminando” due a due, secondo l’insegnamento di San Francesco, ci hanno partecipato un poco della loro  esperienza di ritiro, preghiera, fraternità, lavoro, infondendo amore alla Chiesa, ai suoi Sacerdoti, al Santo Padre, alle fragranti parole del Vangelo, non morte, ma vive come Lui è vivo.

Sono stati una guida alla interiore conversione, al colloquio confidente con Dio, nella preghiera, che è, secondo una antica definizione dell’Ordine, parlare a Dio con il cuore, rendendo grazie a Lui in ogni cosa.

Ma chi sono  I “Fratelli di San Francesco”?

 

Silenzio, cura, attenzione alle piccole cose e alle persone, raccoglimento …

Fraternità di Isola della Scala, località Gabbia (VR)

 

Il lungo periodo di sviluppo germinale dell’Istituto Fratelli di San Francesco è iniziato, nei primi anni settanta, all’interno della Provincia Lombarda dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini; attraverso la sperimentazione di uno stile di vita comunitaria improntato al modello della fraternità evangelica francescana, esso ha evidenziato progressivamente dei tratti di specificazione carismatica, che hanno reso necessario definire un nuovo status giuridico per tale esperienza, ormai concretizzata distintamente come una nuova realtà religiosa: il discernimento operato dalla allora denominata Sacra Congregazione per i Religiosi e gli Istituti Secolari (SCRIS), ha reso possibile dare ad essa un nome ed una identità. Dal punto di vista giuridico, l’Istituto dei “Fratelli di San Francesco” è una Comunità religiosa eretta come Pia Unione con Decreto in data 21 giugno 1983, in Diocesi di Verona, dal Vescovo pro tempore Mons. Giuseppe Amari. Le Costituzioni, approvate nella loro prima stesura dallo stesso Ordinario l’8 settembre 1984, dopo due quinquenni “ad experimentum” hanno avuto la definitiva approvazione da parte del successore Mons. Attilio Nicora, il 25 dicembre 1994. In seguito alla petizione presentata – su istanza del primo Ministro Generale della Pia Unione, Fra Alvaro Maria da Casalpusterlengo (Angelo Merli, nato a Casalpusterlengo il 2 luglio 1925) – dal Vescovo di Verona Padre Flavio Roberto Carraro, la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica (CIVCSVA) ha dato il consenso per erigere la Pia Unione Fratelli di San Francesco in Istituto di Diritto Diocesano, con sede principale in Diocesi di Verona, presso la Casa Madre di Nogarole Rocca. Gli Statuti, dopo avere recepito le osservazioni al testo segnalate dalla Congregazione in vista di tale passaggio istituzionale, sono state nuovamente approvate in modo definitivo dallo stesso Mons. Flavio Roberto Carraro. L’Istituto conta attualmente poco più di quaranta membri, distribuiti in sei comunità locali

(Dal sito qui)

 

L’Istituto conta sei fraternità, che vivono in altrettanti conventi, situati nelle Diocesi di Verona, Mantova, Bologna, Cesena Sarsina, e un eremo, che, secondo le indicazioni di San Francesco nella Regola per gli eremi, è abitato solo dai frati in periodi di particolare ritiro, che si succedono durante l’anno.

 Antica stampa dell’Ordine Cappuccino

L’Ordine dei Frati Minori, conosciuto come Francescano, nei secoli diede oltre venti riforme, germinando sempre nuovi frutti di santità. Così, anche dopo il Concilio Ecumenico Vaticano II, è accaduto che nuovi generosi figli abbiano dato inizio a nuove forme di vita, sia, generando vere e proprie riforme interne, -pensiamo ai Francescani dell’Immacolata, ai Frati Minori Rinnovati, ad altre fraternità sparse nel mondo-, nonché a questo, denominato Fratelli di San Francesco, o ad altri Istituti, come i Piccoli Figli della Madre di Dio, nato in Portogallo, vicino a Fatima, ad opera di un altro frate Cappuccino, sempre lombardo e negli stessi anni.

Ma è proprio necessario che nascano riforme? Si tratta di divisioni o di desiderio di rinnovamento ? Credo che, se, come in questi casi, assistiamo a un rinnovamento nella continuità, non possa che venirne un gran bene alla Chiesa. Essa, come negli antichi Ordini, anche in questi nuovi Istituti, sia maschili che femminili, con prudenza e coraggio, ravvede nuove vie del Vangelo.

Per conoscere bisogna cercare, bussare, chiedere. Un’opportunità per conoscere i Fratelli di San Francesco, oltre ricevere il dono di incontrarli per le strade, potrà essere ascoltarli dalle loro registrazioni su catechesi, spiritualità francescana e tanto altro, e visitare, almeno, il loro sito http://www.fratellidisanfrancesco.it/.

Print Friendly
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • L’ombra dei pedofili e le strane carriere dei porporati gay tra le mura vaticane

      bergoglio_mccarrick di Riccardo Cascioli. Non basterà a papa Francesco la ormai certa riduzione allo stato laicale dell'ex cardinale statunitense Theodore McCarrick per calmare le acque e gestire a suo modo il vertice sugli abusi sessuali del clero convocato in Vaticano dal 21 al 24 febbraio prossimo, con la presenza dei presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo. Leggi il seguito… 

    • Tutti eredi di Sturzo. Ma c’è poco di cui rallegrarsi

      luigi_sturzo di Stefano Fontana. La statura morale e intellettuale di don Luigi Sturzo è indiscutibile, ma gli esiti di quel suo "appello ai liberi e forti" di cento anni fa sono tutt'altro che positivi: è iniziato allora il cammino di un progressivo distacco del criterio della fede dalla politica. Vedere oggi i tanti - anche di opposte visioni - che vogliono far rivivere quell'esperienza con nuovi appelli "ai liberi e forti" non può non lasciare perplessi. Leggi il seguito… 

    • ll ’68, sfida per i cattolici oggi. La lezione di Del Noce

      del-noce di Luca Del Pozzo. Tra le tante letture critiche di quel ‘68 che ha rappresentato, come ebbe a dire Benedetto XVI, una vera e propria “cesura storica”, un posto a parte merita quella di Augusto Del Noce. Tanto il marxismo quanto la società tecnocratica quanto il ’68 ponevano quella per Del Noce era “la” questione innanzi alla quale i cattolici erano (e sono) chiamati a dire la loro: la questione antropologica. Leggi il seguito… 

    • “Ecco chi raccoglie l’eredità di don Luigi Sturzo…”

      luigi_sturzo di Federico Cenci. È passato un secolo da quando un giovane sacerdote siciliano, don Luigi Sturzo, pronunciò il celebre appello destinato a cavare una massiccia sacca elettorale dalle paludi del "non expedit". Dopo decenni in cui i cattolici italiani, su indicazione di Pio IX, avevano rifiutato lo Stato unitario e la partecipazione alle elezioni, il Partito Popolare Italiano offrì loro una forza in cui riconoscersi.  Della possibilità di tener viva l'eredità popolare e democristiana se ne discute oggi alla Camera, nel corso della conferenza “1919-2019. Popolari oggi, da Sturzo al nuovo millennio”. La relazione introduttiva è affidata a Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2. In Terris lo ha intervistato per conoscere uno dei diversi punti di vista sul tema Leggi il seguito… 

    Eventi

    Ancora nessun post.