PERCHÉ NON ADERISCO AL PARTITO DI ADINOLFI E CHIEDO RECIPROCO RISPETTO

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Il mondo cattolico è da tempo lacerato tra coloro che ritengono di poter difendere i principi non negoziabili, per quanto possibile, nel centro destra (uno su tutti, Massimo Gandolfini, che per anzianità di battaglie, ruoli nel mondo pro life, relazioni con il mondo neocatecumenale… è stato il principale promotore del Family day) , e quanti al contrario vogliono un partito sicuro, affidabile al cento per cento, il PDF di Mario Adinolfi e Gianfranco Amato.

Trattasi, come è evidente, di questione opinabile e non dogmatica, benchè a leggere molti scritti dei fans del PDF sembri il contrario.

I detrattori del partito di scopo ricordano che:

  1. con l’1 per cento non si fa nulla, se non spendendolo bene, come hanno sempre fatto i radicali, all’interno di una vasta alleanza, che però il PDF rifiuta a priori
  2. in politica l’idea di poter comandare da soli, senza fare i conti con il resto del mondo, è piuttosto peregrina e non molto funzionale, essendo necessario avere il 50% più uno dei deputati per fare le leggi (come dire che un manipolo di deputati PDF, quand’anche fosse possibile, con una maggioranza di sinistra, non potrebbe fare assolutamente nulla)
  3. in passato la presenza dei cattolici nel centro-destra è stata decisiva: le leggi contro vita e famiglia sono state approvate infatti o ai tempi del partito cattolico, la Dc, o all’epoca della supremazia del Pd, non ai tempi del PDL (che al contrario ha vietato l’utero in affitto, l’eterologa…)
  4. gli stessi fondatori del PDF, che oggi predicano l’impossibilità per un  cattolico di votare centro-destra, causa la presenza in esso anche di personalità discutibili, hanno fatto parte in passato di altri partiti, in tutto discutibili quanto ai principi  (vedi Adinolfi, co-fondatore del PD, poi, sia pure per breve tempo, nel partito di Monti), oppure, al contrario, sono stati dentro o vicini a partiti affini (Grigolini ed Amato sono stati o dentro la Lega o quasi sul punto di entrarci).

A seguire un intervento di Simone Pillon, del DNF:

 

di Simone Pillon (dalla sua pagina facebook)

Mi fanno notare che Adinolfi mi ha mandato i suoi auguri su facebook dandomi dell'”avvocato bilioso” e paragonandomi a quelli di gayburp oltre ad adombrarmi come appartenente alle mafie cattoliche vendute…
Non è la prima volta che Mario usando il suo profilo o quello della moglie mi dedica le sue attenzioni particolari.
Una volta mi ha definito “politicamente cretino”. Poi mi ha dato del “traditore”. Poi ancora “puerile” e altri insulti che non ricordo ma che sono facilmente rintracciabili sulle sue dirette. Il tutto perché non ho condiviso e non condivido la sua linea politica.
Non ho mai replicato a insulti con insulti e non lo farò neppure oggi.
Credo solo sia giusto puntualizzare alcuni aspetti perché sono stanco di divisioni gratuite e di inutili contrapposizioni.
Perciò mi rivolgo direttamente a te caro Mario.
Comincio col rassicurarti in ordine al mio sistema biliare che nonostante l’età (sono del 71 come te..) funziona ancora benaccio. Spero altrettanto del tuo.
Mi permetto poi di farti notare che il gioco d’azzardo, contrariamente a quanto scrivi, non è un hobby, ma un vizio, che son sicuro tu abbia da tempo lasciato e dal quale non tragga più alcun sostentamento.
Nel merito delle scelte politiche, come sai, credo sia controproducente costruire una realtà univoca e autoreferenziale come il Pdf perché la famiglia è un valore trasversale che va usato per fecondare tutte le realtà politiche e non per chiudersi nel recinto dei puri che più puri non si può.
Certo, è difficile trovare spazi ma lavorando con pazienza ed umiltà si può fare. Gli esempi non sono mancati e le scorse elezioni amministrative ne sono state plastica dimostrazione: la strategia che con gli amici del Comitato abbiamo costruito ha portato ad eleggere numerosi sindaci e consiglieri e assessori scelti tra i nostri attivisti locali o comunque provenienti dalla nostra sensibilità valoriale.
Siccome nessuno è fesso, abbiamo chiesto e ottenuto impegni scritti e persone sicure.
I risultati sono stati eccezionali.
Pensa a Verona (4 consiglieri e il sindaco) o a Piacenza o a Genova o Sesto San Giovanni o molte altre realtà più piccole come Deruta o Todi, dove ho attivamente fatto pressioni perché al ballottaggio il centrodestra si riunisse alla Lega vincendo poi per poche decine di voti.
Abbiamo contribuito a costruire una rete di oltre 60 amministratori locali eletti dopo aver firmato i nostri manifesti valoriali.
Abbiamo anche cominciato a collaborare strettamente con le amministrazioni già elette, aprendo canali di grande sinergia.
Stiamo cambiando l’italia dal basso e i comuni sono diventati banco di prova delle nostre iniziative, come ad esempio Sesto che è uscito dalla rete Ready o il sindaco di Genova che ha riportato il crocifisso in aula consiliare o Todi che sta cacciando i libricini gender dalla biblioteca per ragazzi o Perugia che ha tolto il patrocinio al gaypride.
Pensa anche ad amministrazioni regionali come Lombardia e Liguria che con coraggio e convinzione portano avanti politiche familiari e antigender costruite con noi, come ad esempio lo sportello regionale profamily.
In tutte queste realtà il Pdf, nonostante il lodevolissimo impegno dei suoi generosi attivisti, non ha eletto neppure un consigliere né ha costruito relazioni con amministrazioni già esistenti.
Non perché le persone fossero sbagliate ma perché forse la strategia era inefficace.
Il tutto per non parlare del nostro impegno sui tavoli governativi che ha permesso di riservare posti per le nostre associazioni nei tavoli ministeriali contribuendo ad esempio all’approvazione di linee guida sulla scuola molto ma molto diverse da quelle che si prospettavano.
Grazie al nostro deciso impegno nel referendum costituzionale (secondo te era atto di cretineria politica, ricordi?) abbiamo spostato milioni di voti (lo dice la Ghislieri) e contribuito in modo determinante al fallimento della riforma del nostro impianto costituzionale dettata dalle lobbies oltre ad anticipare la rovinosa caduta di quel Renzi che tu hai definito in mia presenza tuo amico.
Luci e ombre? Possibili strumentalizzazioni? È possibile. Del resto la politica è l’arte del possibile.
Ma i frutti buoni son largamente più abbondanti di quelli meno buoni, oltretutto ottenuti con risorse minime e rubando tempo a famiglia e lavoro.
Ora ci aspettano le elezioni politiche.
Io vi auguro di superare ampiamente lo sbarramento del 3% ma la vedo dura.
Penso, pensiamo, che sia più proficuo tuttavia impiegare le immense energie del popolo del Family Day per costruire un’agenda forte credibile e trasversale come già sperimentato con successo sul territorio, non chiudendoci nel recinto ma fecondando tutti coloro che saranno sensibili alle nostre istanze.
Per questo abbiamo chiesto e ottenuto precisi impegni programmatici e spazi per sostenere persone a noi vicine. A giorni presenteremo pubblicamente il nostro progetto.
Tu pensi sia meglio fare altro? Bene. Va avanti. Ma accetta che altri non la pensino come te e propongano strade diverse.
In fondo stiamo solo parlando di politica e non di fede.
Certo, la politica può aiutare ma la salvezza non verrà da un partito politico, neppure dal tuo.
Io non so se e come mi sarà dato di coinvolgermi in questa partita.
So però che sarò felice di collaborare con chiunque, lealmente e possibilmente senza insulti, sia davvero disposto a combattere questa entusiasmante battaglia ai confini dell’umanità.
A difesa delle nostre famiglie.
A difesa dei nostri figli.
Quanto a noi due, credo sinceramente che la gente ne abbia abbastanza di inutili battibecchi personali.
Perciò ti propongo un incontro pubblico dove e quando vuoi in cui sarò felice di riconciliarmi con te e di spiegarti con calma dove secondo me stai sbagliando.
Circa gli insulti, me li voglio lasciare definitivamente alle spalle.
Preferisco ricordare quando mi scrivevi “Simone, a me non me ne viene niente, anzi. Ma tu sbagli a non fare politica. Persino, se preferisci, lontano da noi in altri raggruppamenti. Ma la politica è la tua vocazione. Era giusto che te lo dicessi. Se lasci passare questo tempo in attesa di processi che non si realizzeranno mai o che comunque non determinerai, fai un errore di cui domani ti pentirai. Questo è il tempo tuo” e io ti ringraziavo riconoscendoti discernimento?.
Ecco.
Fa conto che ti abbia dato retta.
Auguri Mario, auguri di cuore.

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