Trump un anno dopo, in tredici Stati Usa è piena occupazione

donald-trump

di Roberto Santoro.

L’America di Trump, un anno dopo. Dicevano che sarebbe stato un disastro, ma il numero degli occupati in tredici Stati americani al momento supera tutti i record tracciati nelle serie storiche da quarant’anni a questa parte, più o meno da quando il governo federale ha iniziato a fare queste rilevazioni in modo sistematico. Sono Stati degli Usa “blu”, governati da democratici, e “rossi”, in mano ai repubblicani.

Il tasso di disoccupazione medio a livello nazionale è del 4,1 per cento, il più basso dal 2000. Ma circa tredici, secondo alcuni quindici, Stati hanno tassi significativamente più bassi della media nazionale, e in almeno quattro casi attorno al 2,5/2,7 per cento.

Sui giornali Usa si vedono foto di operai al lavoro nell’Indiana, mentre Goldman Sachs fa sapere che se il 2017 è stato un anno sorprendente, il 2018 riserverà delle sorprese ancora più esaltanti, con una crescita media a livello globale stimata intorno al 4 per cento. Gli Usa di Trump nell’ultimo trimestre hanno marciato nella giusta direzione, superando le stime di un già roseo 3 per cento.

Ora, dicono gli analisti, tutto si giocherà intorno alla riforma del fisco, la grande promessa trumpista di abbassare le tasse a un’America che sembra essere ripartita alla grande. Se anche stavolta il Congresso, e quei repubblicani che da un anno si leccano le ferite e hanno fatto inciampare Trump sulla riforma della sanità, si metteranno di nuovo di traverso, avranno una grande e negativa responsabilità.

Sarebbe a dire la eventuale sterzata protezionista annunciata tante volte dal Don, un ripensamento generale dei trattati commerciali e di libero scambio, come il NAFTA. Una mossa fatta nella convinzione che la Nuova America, tornata solida e forte, dove si investe e si trova lavoro, può fare da sola, scenario che preoccupa non poco i difensori dell’economia globalizzata.

Fonte: l’Occidentale

Print Friendly
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • La Germania è davvero più morale dell’Italia?

      saggio-cesaratto di Marcello Foa. Il saggio “Chi non rispetta le regole? Italia e Germania, le doppie morali dell’euro” (Imprimatur), non piacerà agli economisti e agli osservatori che, da oltre un decennio, sono vittime di un complesso di inferiorità nei confronti dei partner europei e soprattutto dei tedeschi; complesso che, nei casi più acuti, sfocia in un inguaribile e per me incomprensibile autorazzismo Leggi il seguito… 

    • Rimosso il funzionario che registrò la figlia di due padri

      figlia-2-padri da Interris. Ad aprile aveva registrato una bambina, nata in Canada con l'utero in affitto, come figlia di due padri. Oggi, quel funzionario del Comune di Roma dovrà preparare gli scatoloni perché è stato rimosso dal suo incarico di capo dell'ufficio Atti esteri. Sen. Pillon: "L'aria sta cambiando" Leggi il seguito… 

    • Tele-Razza

      telerazza di Marcello Veneziani. Va in onda TeleRazza, il telegiornale monografico a reti unificate che ogni giorno invade le case degli italiani. Razzismo è la parola chiave più ricorrente, anzi ossessiva, che apre e chiude i servizi sugli sbarchi, sui migranti, sulle reazioni a Salvini, che sono sempre dieci volte più ampie delle dichiarazioni proSalvini. Uno a dieci è la regola della rappresaglia sancita dai nazisti. Leggi il seguito… 

    • Vescovi e immigrazione, quanta incompetenza

      sbarchi2 di Riccardo Cascioli. Luoghi comuni, equivoci, ipocrisia. Un altro comunicato della presidenza CEI sulla questione dei migranti ripropone il solito appello ad accoglienza e solidarietà che ignora totalmente i fatti. Leggi il seguito…