LE QUATTRO DISSOLUZIONI

 

Conferenza di Massimo Viglione, tenuta ad Ancona il 7 ottobre 2017 (anniversario della strepitosa e miracolosa vittoria dei cristiani sulla flotta turca nella battaglia navale di Lepanto), e trasmessa da TELE MARIA. Reperibile per intero al link: https://www.youtube.com/watch?v=9HIp2x8hql4 .

(Ho scoperto questa interessantissima videoconferenza dopo aver ascoltato l’altrettanto interessante conferenza di don Nicola Bux e del vaticanista del Tg1, Aldo Maria Valli, il cui tema era “Dove sta andando oggi la Chiesa?”. Tenterò di riassumere la conferenza di Viglione perché, data la sua lunghezza – 1 ora e 44 -, non molti se la sentirebbero di ascoltarla per intero. Ma il suo contenuto è di grandissima importanza per capire quali sono stati i passaggi storici che ci hanno portato all’attuale società liquida, relativista e nichilista. Insomma a quella che Viglione chiama “quarta dissoluzione”, e cioè alla odierna Rivoluzione antropologica nella postmodernità. Le parti in corsivo saranno la trascrizione fedele di alcuni passaggi di quanto detto dal professor Viglione Ndr).

Tutti dovremmo sapere che il tempo che seguì la caduta dell’Impero Romano fu un tempo drammatico e sanguinoso, anche perché il territorio europeo veniva invaso da nuovi popoli: i barbari. Ma dovrebbe essere ormai altrettanto conosciuto il fatto che fu la Chiesa cattolica, specialmente attraverso il monachesimo benedettino, e non solo, a costruire quella che viene chiamata “civiltà cristiana”, che ebbe la sua massima espansione nel Medio Evo. Era il tempo in cui fu costruito il Sacro Romano Impero. Non possiamo dire – afferma Viglione -, che in quel tempo si fosse costruito il paradiso in terra, che è il sogno, l’utopia mitizzato dalle future ideologie e rivoluzioni, ma possiamo dire che l’autorità temporale degli imperatori, re, principi o signorotti, riconosceva l’autorità morale della Chiesa, del papa, e in definitiva di Cristo a cui anch’essi dovevano sottostare. Inoltre tutti – pur nei limiti nella peccabilità umana -, sapevano distinguere il bene dal male.

Questo fatto faceva sì che lo stesso humus culturale e persino linguistico – il latino, che si ascoltava nelle liturgie, con le sue trasformazioni – legava assieme i diversi popoli cristianizzati del continente europeo. Quei popoli potevano viaggiare attraverso il continente – ovviamente a piedi o a cavallo, per vari motivi, compresi i pellegrinaggi ai luoghi sacri -, tanto che se un italiano si fosse innamorato di una donna belga, francese, spagnola o svedese, l’appartenenza a una comune fede aiutava enormemente nella tenuta del vincolo, sentendosi parte della stessa cultura. Ma questo muoversi degli europei favoriva anche gli scambi delle conoscenze artistiche, scientifiche e culturali. D’altro canto sappiamo che le prime università, i primi ospedali, le grandi cattedrali e opere di carità nacquero nel Medio Evo. Si, anche in quel tempo c’erano conflitti, litigi, ingiustizie e povertà, ma l’uomo medievale sapeva benissimo che esiste il peccato originale, causato dalla disobbedienza a Dio dei nostri progenitori, che predispone l’essere umano al male e alla stessa disobbedienza. Ma quei conflitti erano piccole cose rispetto alle carneficine e alle guerre che insanguineranno l’Europa dopo la frattura della cristianità a causa della Riforma protestante. L’unica importante guerra del Medio Evo è stata quella coi musulmani. Infatti, dopo l’avvento di Maometto (570-632 d. C.), l’islam si stava rapidamente espandendo, con guerre di conquista, anche in terre di antica appartenenza cristiana. Fu a causa di ciò, per la riconquista del Santo Sepolcro, che vennero organizzate le crociate.

Prima di elencare le varie dissoluzioni, o rivoluzioni, è necessario prendere in esame il passaggio storico che le favorì. Dopo la terribile pestilenza o “Peste nera”, che dal 1347 al 1352, uccise almeno un terzo della popolazione del continente, iniziò l’epoca del Rinascimento, in cui, pur rimanendo ancora in una società cristiana, il centro di attenzione veniva spostato sull’uomo. Uno dei massimi rappresentanti di quel tempo è Lorenzo il Magnifico che, nel suo sonetto: “Quant’è bella giovinezza/ che si fugge tuttavia/. Chi vuol esser lieto, sia/: del diman non c’è certezza”, esprimeva il senso di provvisorietà della vita, che doveva esser goduta fin che si poteva. Anche nell’arte di Michelangelo si nota questa centralità dell’uomo, della sua forza, armonia e bellezza.

Ed ecco che arriviamo alla prima dissoluzione: la Riforma luterana.

Poi arriva Lutero e da quel momento questa unità della Chiesa è finita per sempre. E ci saranno 130 anni di guerra. È quello che gli storici chiamano “secolo di ferro”, che va dal 1531 al 1648, che termina con la Pace di Vestfalia. 120 anni di guerre e di massacri fra cristiani, di inquisizioni e contro inquisizioni, di scomuniche e contro scomuniche. Bisogna tener conto, fra le altre cose, che Lutero consegnò il potere ai principi, unendo, alla maniera musulmana, il potere temporale a quello spirituale, abolendo così il “date a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio”. Permettendo poi il libero esame delle Scritture, fa sì che le chiese protestanti si moltiplichino a dismisura, introducendo così anche il primo germe dell’illuminismo e del relativismo. Lutero è un rivoluzionario religioso che mette in dubbio la Chiesa. Però Lutero non mette in dubbio Dio. Lutero crede nella Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, e crede che Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo. Questi sono i due dogmi che rimangono per i luterani, ma per altri protestanti saltano pure questi. Però poi tutto il resto è negato: è negata la Chiesa, è negata la libertà, il libero arbitrio: (per Lutero noi siamo predestinati). Sono negati 6 sacramenti su 7. Così facendo Lutero crea qualche cosa che poi va anche contro di lui. E così nasce un qualsiasi Calvino che si oppone a Lutero, dicendo che la vera interpretazione della Scrittura è la sua. E così all’infinito. Da questo nascono i già citati sanguinosi conflitti, un po’ come quelli che nascono fra le diverse correnti islamiche. È la fine dell’unità oggettiva, è la fine di quello che Cristo stesso ha lasciato, cioè una chiesa unita. Ognuno si fa la sua chiesa, fino ad arrivare, nel 1890, ai Testimoni di Geova. Può darsi che anche in questo momento da qualche parte, con i soldi di qualche miliardario americano, si stia fondando una nuova chiesa. Quindi quella di Lutero è una rivoluzione religiosa, anche se è l’inizio del relativismo.

Dopodiché nel Seicento abbiamo il razionalismo, nel Settecento l’illuminismo, e troviamo la seconda rivoluzione o seconda dissoluzione. Questa rivoluzione, che è religiosa e politica, è la Rivoluzione Francese. Ora vi dirò qualcosa di importante, ed è pesante quello che vi dico, perché la Rivoluzione francese combatte allo stesso tempo il clero – decine di migliaia di preti, religiosi e religiose, saranno ammazzati nelle maniere più terribili. E sarebbe interessante anche raccontare come -, ma soprattutto, ed è la cosa più importante, ci sarà l’introduzione del liberalismo e poi del socialismo, nel 1793 con Robespierre. Ma la Rivoluzione Francese è anche una rivoluzione politica. Il Re e la Regina vengono ghigliottinati, e con loro la famiglia reale, e con loro i nobili, i ricchi, i borghesi, i controrivoluzionari, eccetera. In tutto 500mila morti. E tutto ciò in nome della libertà, della fraternità e dell’uguaglianza.

Solamente una piccola regione sotto la Bretagna, la Vandea, (che era stata preparata dal grande apostolo di Maria, San Luigi Maria Grignon de Monfort, 1673 – 1716), si arrabbia, e dice: “Noi non siamo d’accordo”. Gli abitanti di quella regione erano 500mila. Ne rimarranno 200mila. 300mila persone uccise perché non erano d’accordo! Io invito tutti, soprattutto i ragazzi: andate in Vandea. Ma dovete andare in punti ben precisi servendovi di una brava guida. Un viaggio in Vandea, fatto nei posti giusti lascia un segno indelebile, perché ne scoprirete i tremendi massacri, e i metodi con cui vennero perpetrati, che non hanno nulla da invidiare a quelli dei nazisti.

Bisogna poi ricordare che Napoleone Bonaparte (1769 – 1821), attraverso le sue guerre di conquista, che causarono milioni di morti, diffuse il verbo illuminista per tutta Europa.

Ricapitolando possiamo dire che il protestantesimo è una rivoluzione religiosa, mentre la Rivoluzione Francese è una rivoluzione religiosa e politica, perché colpisce la Chiesa e lo Stato come autorità. Poi, per tutto l’Ottocento i due figli della Rivoluzione Francese sono il liberalismo (1789), e il socialismo (1843), che si fronteggiano. Vince il liberalismo. L’Ottocento è il secolo del liberalismo. Però, nel silenzio, avanza il socialismo per opera di Karl Marx (1818 – 1883), e da un certo Engels (1820 – 1895). E poi arrivano Bakunin e tutte queste forze che preparano il futuro comunismo.

A questo punto, l’Europa, padrona del mondo, perché sul piano culturale è padrona del mondo, fa karakiri nella guerra più folle, assurda, per non dire pazzesca, di tutta la storia umana. Nella Prima Guerra Mondiale di 100 anni fa, ma che è ancora in corso, l’Europa si distrugge, si riduce a un cumulo di cadaveri e rovine, che sarà ripetuto nella Seconda Guerra Mondiale, che terminerà con le due bombe atomiche sganciate sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki. Da queste ceneri nasce quella che viene universalmente riconosciuta come società di massa. Non c’è più l’Europa dei signori, dei contadini e dei borghesi, ma c’è l’Europa delle masse.

Però da quelle masse ci vengono subito due regali “meravigliosi”. Il primo ce lo fa esattamente100 anni fa, a San Pietroburgo. 41 persone occupano il Palazzo d’Inverno e instaurano la follia dell’anno. Si chiama comunismo. Bene, solamente in Russia il comunismo causa la morte di 20milioni di morti. 150milioni in tutto il mondo. 60milioni solamente in Cina. Tutte queste cifre impressionanti sono documentate. Un giorno Hailé Selassié, il negus d’Etiopia, tornato sul trono etiope, andò in visita a Pechino per incontrare Mao Tzedong. I due parlano, e a un certo punto Selassié dice a Mao: “Certo che voi avete fatto 50, 60milioni di morti. Capisco che qui c’è il comunismo…”. E Mao, sereno, tranquillo, gli risponde: “Si, ma noi siamo un miliardo e duecento milioni!”.

Poi entrerà nel mondo anche l’altra “meraviglia”, il nazismo, quello che sta in Germania. Di quello però sappiamo tutto, perché ci hanno educato fin da bambini a conoscerlo e (giustamente, disprezzarlo). Per quanto riguarda il comunismo abbiamo un po’ tergiversato. Ma, mentre il nazismo è una follia tedesca creata dall’uomo, contro l’uomo, che ha una parabola ben precisa, il comunismo no. Ha vinto la Seconda guerra mondiale, si è preso mezza Europa, la Cina, Cuba, la Cambogia, infiltrando la sua ideologia in diversi stati africani e latinoamericani, e tuttora ha milioni di seguaci. Questa nefasta ideologia ha anche attizzato il fuoco che ha causato la guerra civile spagnola. Questo aspetto è però oscurato dalla storiografia politicamente corretta, che preferisce parlarci del regime franchista, uscito vincitore da quella guerra fratricida.

Questa terza dissoluzione, o rivoluzione, è la guerra alla Chiesa, alla politica e alla società. Cosa vuol dire. Alla Chiesa perché ha ucciso migliaia di sacerdoti e religiosi e centinaia di migliaia di cristiani dappertutto. Alla società, perché hanno ammazzato gli Zar e tutte le élite. Veramente non solo le élite, perché Pol Pot, negli anni Settanta, in Cambogia ha sterminato un terzo della popolazione, compreso chi aveva gli occhiali, perché con essi poteva leggere. Ma la rivoluzione comunista era soprattutto una rivoluzione contro la società. Nel momento in cui si abolisce la proprietà privata, si sconvolge l’ordine sociale. È poi un sistema economico votato alla violenza.

Vedete, c’è una differenza di fondo tra liberalismo e comunismo. Che cos’è il liberalismo? È l’esagerazione, il parossismo, vorrei dire l’elevazione al male, di un principio sano. Cioè, io in nome della proprietà privata, schiavizzo i poveri. Si tratta di quel peccato che il vecchio catechismo considerava come uno dei quattro peccati che gridava vendetta al cospetto di Dio, cioè l’oppressione dei poveri, anche se la proprietà privata non è considerata un male dalla Chiesa. Invece il comunismo è innaturale, perché esso ti toglie la proprietà privata, con la promessa di far vivere tutti uguali. Ma sappiamo bene che non siamo tutti uguali.

Ora, andando verso la fine, vi prego di pensare a dei cerchi concentrici. Il protestantesimo attacca la Chiesa, che è universale; la Rivoluzione Francese attacca la Chiesa e lo Stato; il comunismo attacca la Chiesa e lo Stato, ma attacca anche la società, che è già entrare nelle tasche e nella vita delle persone. Chi vorrebbe andare a vivere nel “paradiso cinese” o russo, degli anni Cinquanta. Ma potremmo aggiungere i paradisi cambogiani, nordcoreani o cubani, eccetera. Ma se il comunismo attacca anche la società, la società su cosa si fonda? E la società – come insegna Aristotele -, è l’unione di tante famiglie. Allora, chi bisogna attaccare? La famiglia.

E arriva il Sessantotto. Ma guarda un po’ che coincidenza! E che cosa dice sostanzialmente il Sessantotto? Niente morti, niente stragi (anche se il terrorismo rosso ne fece). Sono passati i tempi di Robespierre. (Ora inizia la rivoluzione gramsciana, che vuole giungere al potere attraverso il dominio nella cultura). Nel Sessantotto c’è un altro tipo di morte. Gli slogan del Sessantotto sono: vietato vietare, la fantasia al potere, è Woodstock, la droga, è la fine di ogni regola, è la lotta fra le generazioni. I figli contro i padri, che sono i matusa. È la famosa frase, che molti adulti ricordano, cantata da Venditti: “Mio padre è una montagna troppo alta da scalare”. Si dà il fatto però che il padre, assieme alla madre, è una delle certezze dei bambini.

Poi, a un certo punto il nudismo, la pornografia, il divorzio e poi l’aborto. E poi l’omosessualismo, la droga, e poi i meccanismi che hanno portato all’oggi: la distruzione della famiglia.

Allora, qui la domanda ultima è: signori, tutto ciò avviene per caso? Abbiamo visto le precedenti dissoluzioni, ma, la famiglia, da chi è composta? Da esseri umani. Che cosa rimane da attaccare a questo punto? L’essere umano. Dopo tutte le precedenti dissoluzioni, ecco arrivare la RIVOLUZIONE ANTROPOLOGICA. Pensate che io dicevo queste cose negli anni Novanta. Prevedevo che sarebbe arrivata, e oggi posso dire: è arrivata. Perché quando ci dicono che il maschietto col pisellino è uguale alla bambina, con la vagina, e che c’è un unico sesso, o che ognuno è quello che si sente di essere, in quella gamma di sfumature sessuali che è definita dall’acronimo LGBTQ, e altre: e che è necessario insegnare queste cose ai nostri figli, partendo dalle scuole d’infanzia, con che cosa abbiamo a che fare? Con la Rivoluzione antropologica. (Quella che vuol mettere l’uomo al posto di Dio. Un uomo che decide autonomamente ciò che è bene e male, giusto e ingiusto, naturale e innaturale, morale e immorale, invertendo i termini, per cui quello che un tempo era considerato bene, viene ora considerato un male, e viceversa. Ndt).

Perché quando ci fanno invadere da milioni e milioni, e milioni di persone, che sono 50, 100 volte più di noi, mi puzza che qui vogliono cambiare gli italiani. (Beh, a dire il vero, questo era anche il desiderio delle élite massoniche che spingevano perché si realizzasse l’unità d’Italia. C’è la famosa frase – non mi ricordo di quale personaggio del Risorgimento, che diceva: “Fatta l’Italia, dobbiamo fare gli italiani”. E come dovevano essere fatti? Dovevano lasciare la fede cattolica, che era la nostra radice culturale, per diventare perlomeno protestanti. Quindi “migliori”, e capaci di costruire un’Italia più moderna e progressista. Ndr).

La Rivoluzione antropologica è il cambiamento di noi stessi. Ora qui si aprirebbe una pagina, ma mi fermo agli anni Novanta. In cui quando dicevo queste cose qualcuno non capiva. E anche adesso qualcuno potrebbe non capire. Ma purtroppo temo, per disgrazia mia, che, poniamo tra cinque anni ci ritroviamo, e dovrete darmi ragione, ma non a me perché lo dicevo io, perché tra non molto ci metteranno un microchip nella pelle, col quale potremo eseguire operazioni bancarie, acquistare medicinali, eccetera. Una cosa comodissima. Già lo hanno sperimentato in Olanda. (Questa cosa mi ricorda drammaticamente il “marchio della bestia”, di cui parla il libro dell’Apocalisse, con cui verranno marchiati gli appartenenti alla “Bestia diabolica”. Così – prosegue Viglione -, tutti sapranno sempre dove siamo e cosa facciamo, e sentiranno cosa diciamo. Voi pensate che stiamo sognando? Ma quando anni fa dicevo che non esisteranno più i due sessi, mi dicevano che ero un pazzo e un visionario.

E sapete qual è la tragedia di tutto questo? Che tutto procede a una tale velocità, che la maggior parte della gente neanche si accorge di quello che sta succedendo. Lo dico ai giovani e agli stagionati, come me. Vi ricordate gli anni Settanta e Ottanta: un sacco di problemi, l’economia, eccetera, ma chi di noi aveva problemi a portare i figli a scuola? Si, in televisione trasmettevano qualche film un po’ sconcio, un po’ sboccato. Ora però, in questi tempi, se sapeste cosa accade nei cartoni animati per bambini …: Voi lo immaginate? Attenzione: è chiaro che le cose stanno precipitando ad un ritmo pazzesco.

A questo punto la domanda potrebbe essere, dopo aver esaminato tutto questo processo di dissoluzione: ma allora, è tutto frutto di un caso? Perché gli uomini vivono 60, 80, 90 anni, alle volte 100, 110, mica arrivano a 4 o 5 secoli! È chiaro che bisogna trovare una spiegazione. Ed è la prima questione. Seconda questione: qual è la meta finale di questo processo corruttivo?

Per rispondere a questi interrogativi vi dico che nella massoneria del Settecento esisteva un termine che è sempre rimasto tra i massoni: si chiama Repubblica universale, vale a dire la creazione su tutta la terra di un’unica repubblica che ha un solo e unico capo, che veglia su tutti e tutti governa fraternamente. È la Repubblica universale, di cui parlano tutte le sette massoniche. Oltretutto, in un quadro di una famosa loggia, non ricordo se francese o inglese – ma lo potete cercare -, (siamo nel Settecento, non oggi, eh”). Bene, su questo quadro, benché un po’ oscuro, si può vedere chiaramente Mosè che ha in mano le due tavole. Sopra Mosè vedete una croce, poi vedete il Buddha, Zoroastro, Maometto con la mezza luna, Confucio, eccetera. Quindi tutte le religioni messe assieme. E tutto questo in un quadro del Settecento.

Ma tu guarda un po’ che coincidenza! E la Repubblica universale, naturalmente, deve essere formata da un solo popolo. Quindi un’umanità che non ha più popoli e nazioni, ma è formata da un unico gregge. (Guarda un po’, ma questo non è un voler scimmiottare il gregge che cristo vuol radunare attorno a sé per portarlo a salvezza? Sappiamo che Satana è chiamato anche “scimmia Dei”, la scimmia di Dio, perché, con l’inganno, vorrebbe strappare a Dio l’umanità che suo Figlio Gesù Cristo ha riscattato con la sua passione e morte. Questo dominatore e signore, prefigurato dai massoni, non è altro che l’Anticristo. Ndt).

Ma vi sarebbe un’altra pagina, che non tocchiamo nemmeno, perché è tragicamente quella di cui vediamo già i primi sintomi, ed è quella che dice che tutte le religioni sono uguali, tutte le religioni salvano, tutte le religioni sono utili. A questo punto capite bene quale può essere il discorso che ci ha portati fin qui. Non so quanti di voi conoscevano più o meno queste cose. Forse qualcuno penserà che sono pazzo. Io però ora mi sento più convinto di quanto potessi esserlo 20 anni fa. Ma, di fronte al gender, di fronte all’immigrazionismo, di fronte alla miseria voluta, perché anche un bambino capisce che questa crisi è progettata. E allora noi ci chiediamo, da dove è venuta, perché è venuta, chi l’ha causata?

Nel 29 è successa per motivi ben precisi, ma questa non si sa da dove è cominciata, eccetera. Non si sa. Nessuno praticamente sa nulla. Ma, al di là di questo, di fronte al fatto che a bambini di 5 anni dobbiamo insegnare che esiste un solo sesso con infiniti orientamenti personali, e a tutta una serie di altre pazzie, come il matrimonio gay, l’utero in affitto e la manipolazione genetica, eccetera, il non capire, diventa complicità. Non possiamo non capire che ci stanno cambiando, e quello che stiamo vivendo oggi è la rivoluzione antropologica, quella che ha a che fare con la persona umana.

Grazie. (Prolungato applauso).

(Questa è una nuova e pericolosa ribellione a Dio che, come dice il libro della Genesi “a sua immagine e somiglianza li creò. Maschio e femmina li creò. Ndt).

Di fronte a tutta ‘sta diavoleria,

nostra cattolica Chiesa, che farà?

Con Cristo Vita, Verità e Via,

sul dragone infernale trionferà!

Preghiamo perché siano in molti a risvegliarci dal sonno stanco provocato da tanti inganni, per ritrovare l’antica Via, le antiche radici, e l’antica sapienza. Perché uno solo è il Salvatore!

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