Bergoglio la pensava proprio come Caffarra e Burke

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Ad un anno dai Dubia, riportiamo un passo del cardinal Bergoglio, interrogato nel 2009 sul “rifiuto della Chiesa di impartire la comunione ai divorziati che si sono risposati” (Jorge Bergoglio, Papa Francesco. Il nuovo papa si racconta, p. 87).

La risposta di Bergoglio può oggi apparire sorprendente, perchè va nella direzione esattamente opposta a quella propugnata nelle tanto famose quanto volutamente ambigue note di Amoris laetitia.

 

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Bergoglio infatti si dichiarava in linea con il magistero di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, e chiudeva ricordando che, previa opportuna spiegazione teologica, “la gente capisce“.

Oggi chi pone la stessa domanda che allora formularono i due giornalisti intervistatori, anche se è un cardinale, non ottiene risposta, ma sordo ostracismo.

Bergoglio infatti ama parlare di parresia e di sinodalità, ma è sempre rigido e autoritario come ai tempi di Buenos Aires e non ammette che qualcuno lo contraddica o chieda chiarimenti.

Lo ha ricordato qualche volta lui stesso, alludendo alla sua direzza di carattere, ma anche Benedetto XVI in Ultime conversazioni.

Alla domanda del giornalista, Come faceva a conoscerlo (Bergoglio, ndr)? Benedetto risponde:

“Grazie alle visite ad limina e alla corrispondenza. L’ho conosciuto come un uomo molto deciso, uno che in Argentina diceva con molta risolutezza: questo si fa e questo non si fa. La sua cordialità, la sua attenzione nei confronti degli altri sono aspetti di lui che non mi erano noti”.

Cordialità e attenzione verso gli altri, per la verità, che molti cardinali, da Caffarra a Meisner, da Burke a Muller, da Brandmuller a Sarah e Zen… non hanno mai potuto sperimentare.

Come del resto i Francescani dell’Immacolata e le altre famiglie religiose perseguitate, magna cum misericordia, spesso senza neppure una spiegazione o un incontro di chiarimento.

 

 

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