Può un papa pronunciare eresie? Vediamo il codice della Chiesa

codice

Il dibattito sollevato in questi due anni dai 5 cardinali autori del famoso Permanere nella verità di Cristo, poi dai Dubia dei 4 cardinali, dalla lettera dei 45 teologi e da quella dei 1000 sacerdoti anglofoni, è esitato nella correzione filiale dei 62, anche a causa del fatto che nessuno dei dubbiosi elencati ha mai ricevuto risposta.

Nella correzione filiale si parla di eresie in cui sarebbe incorso Bergoglio nel suo Amoris laetitia, libera interpretazione del Sinodo sulla famiglia. Senza entrare nel merito, ci si chiede:

ma un papa può cadere in eresia?

Molti credono che ciò sia assolutamente impossibile, ma non è così.

L’Enciclopedia del diritto, alla voce pontefice, n. 13 ricorda che “l’eresia notoria (per negazione di un dogma già definito) provoca la cessazione dell’ufficio del romano pontefice, poichè pone il papa fuori dalla chiesa. Tale peccato di eresia è possibile, poichè il papa è ‘infallibile’, ma non è ‘impecabile’ “.

Ma vediamo il Codice di diritto canonico, voce ufficiale della Chiesa. Nel suo commento ufficiale al Ius canonicum del 1928 Padre Francisco Xav. Wernz, già generale dei Gesuiti, nel tomo II intitolato De Personis, commentando il codice di diritto canonico, al punto 453, dopo aver chiosato la decadenza di un papa che abdichi liberamente,  affronta la possibilità del papa eretico “per haeresim notoriam et palam divulgatam” e come “doctor privatus”:

Per haeresim notoriam et palam divulgatam. R. Pontifex si in illam incidat, ispo facto etiam ante omnem sententiam declaratoriam Ecclesiae suae potestate iurisdictionis privatus existit. Qua de re quinque existunt sententiae,  quibus prima negat suppositum totius questionis scl. Papam etiam ut doctorem privatum posse incidere in haeresim. Quae sententia sane pia et probabilis, sed certa et communis neque dicit…”.

Si veda il testo orginale, in cui vengono riortate le varie opinioni sul problema:

cattura

 

 

 

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