Possiamo dire che la cosiddetta “liberazione della donna” sia stata sempre positiva?

 donna

Cosa suggeriscono alla donna moderna le riviste femminili? O come ti decostruisco e corrompo l’essere umano e la famiglia”.

Da La historia de la semana, da ACTUALL di HazteOir, quotidiano spagnolo di informazione online – direttore Alfonso Basallo – 2 ottobre 2017

Nel primo governo democratico, presieduto, nel 1977 da Adolfo Suarez, non c’era nemmeno una donna, nonostante che la sua presenza fosse maggiore nelle aule universitarie e nel mondo del lavoro, e ce ne fosse qualcuna fra le dirigenti di grandi imprese.

Si dovevano aspettare solo 4 anni (fino al 1981), perché una donna arrivasse ad essere ministra di un Governo spagnolo. Si trattava di Soledad Bacerril, titolare del dicastero della cultura nell’Esecutivo di Calvo Sotelo. (Il suo nome era molto significativo in quel caso, perché soledad vuol dire solitudine. Ndt).

Ma non c’era neanche

una donna nemmeno nel primo Governo di sinistra, che arrivava al potere nelle II Repubblica – quello formato dal socialista Felipe Gonzáles nel 1982 -, tutti i suoi ministri, infatti, erano maschi.

Quattro decenni più tardi la donna mette in minoranza l’uomo, nelle università: trionfa nel mondo del lavoro (dai posti di lavoro più umili, fino alle professioni liberali, come medico o giudice); si inserisce come speaker nei mezzi di comunicazione (in modo particolare in televisione); è ai posti di comando nelle grandi imprese e anche nel Governo. Cinque dei 13 ministri dell’attuale Governo Rajoy sono donne. Una di esse, Soraya Saez de Santamaría, essendo la sua vice, è particolarmente potente.

Questa evoluzione riflette uno spettacolare cambiamento sociale (in senso positivo), nella legittima richiesta di uguaglianza nelle opportunità. Senza la necessità di proporre le “quote rosa”, né privilegi speciali, come quelli, gravemente ingiusti delle legislazioni sulla violenza di genere, la donna ha conseguito conquiste sociali impensabili nella Spagna del dopo Franco.

Non tutti però intendono in questo modo la conquista del potere da parte delle donne. Per un mercato molto influente come quello delle riviste femminili, la liberazione ha proposte più avanzate, fino al fornire un catalogo di tecniche per ottenere orgasmi durevoli, trucchi per essere infedele nella coppia, per arrivare all’apologia della poligamia (eufemisticamente ribattezzato con il termine alla moda di poliamore). Basta passare in rassegna le copertine e i contenuti di alcune pubblicazioni per ragazze: da Cosmopolitan a Donna Oggi, passando per Harper Bazar o Woman. Assieme a reportage di viaggi verso mete esotiche, a consigli di bellezza o offerte di acquisto, possiamo trovare l’apologia del sesso anale o manuali per essere la number one (la migliore) nel sesso orale.

Tamara Garcia Yuste ha dato un’occhiata nei chioschi di giornali, e ha compilato il reportage che potrai leggere alla fine della presentazione. Il suo contenuto ci mostra una filosofia molto concreta: quella di una donna single, nubile, impegnata nella carriera professionale, consumista, che guarda all’uomo con diffidenza – al quale guarda come a un passatempo banale o come a un intralcio -. E non parliamo del matrimonio! Una di queste pubblicazioni ha per titolo: “Sposarsi fa male alla salute”, scoprendo nell’erotismo “soft” una via di scampo alla frustrazione.

Questo è ciò che vedremo nei testi di questi reportage, ed è anche ciò che compone il profilo della lettrice a cui sono diretti. Una filosofia che congiunge paradossalmente con il femminismo più rancido, quello che negli anni 70 inalberava la famosa e delirante frase: “Una donna ha necessità dell’uomo, come un pesce di una bicicletta”, frase attribuita per decenni alla agguerrita attivista Gloria Steinem, ma in realtà era di una politica australiana, Irina Dun.

Il tempo mette tutte le cose a posto – includendo le vecchie femministe, come la signora Steinem – e dimostra che quello che chiedono molte di quelle femminaziste, non era l’uguaglianza, ma la rivincita, che non è la stessa cosa.

Il secolo XXI sta diventando il secolo, se non della morte, almeno della detronizzazione dell’uomo, dichiarata apertamente nelle intenzioni femministe dell’ideologia di genere. Anche se forse non dovremmo esserne molto sicuri, è davvero questa la donna che esce vittoriosa in questa guerra senza quartiere contro l’uomo?

Ti lascio con un dato. Coloro che dirigono la maggior parte di queste riviste sono donne, così come lo sono il 90% delle loro reporter. Ma coloro che siedono in trono tra gli editori e i proprietari di queste riviste sono, quasi senza eccezioni, uomini. O è solo un caso?

(A questo punto della traduzione capto da Radio Maria una frase a commento del Vangelo di questa domenica 3 ottobre: “L’essere umano sensuale non comprende la via dell’umiltà e del sacrificio, e per questo non si apre all’eternità”. Mi sembra un luminoso commento al contenuto di questo reportage. Ndt).

Riviste femminili: è questa la nuova donna al potere?

Manuale erotico”. Ecco alcuni titoli tratti da riviste femminili con tirature di milioni di copie. “tutto questo monte (mascolino) è origano, “sesso anale, forma naturale di fare sesso”. È davvero questa la nuova donna per la quale il femminismo ha lottato per decenni?

Di Tamara Garcia Yuste – 4 settembre 2016

Ci sono molti modi di fare sesso, però se sei una fan di passione e fuoco, questi sono i segni che devono stare nella tua lista nera. Sono utili a letto, anche se non ti offrono il sesso più focoso del mondo, quello che piace a te”.

Questa frase non appartiene al catalogo di qualche sexy shop, e nemmeno alla pubblicità di qualche romanzo di erotismo “soft”, come Cinquanta ombre di grigio, ma il reportage di una rivista femminile. Si tratta della pubblicazione digitale En Femenino (al femminile. Editata dal gruppo tedesco Axel Springel), diretta fondamentalmente a donne giovani, professioniste, “single”, con potere acquisito, che guardano agli uomini al massimo come a un passatempo banale o come a nemici.

È questo, con le dovute sfumature, il profilo di molte lettrici delle riviste femminili spagnole e di vari paesi dell’America Latina. Appartengono a una generazione di consumatrici nate tra gli anni 80 e il 2000. Sono quelle che già stanno facendo i primi passi, o trionfando nel mondo del lavoro.

Sono le eredi delle loro madri che, nell’Occidente degli anni 60 e 70 lottavano per l’emancipazione e le pari opportunità di fronte all’uomo, e per l’accesso al lavoro. Erano giuste e legittime le aspirazioni di coloro che cercavano l’uguaglianza di fronte alla legge, e il riconoscimento dei loro diritti, soprattutto nei paesi di tradizione maschilista, come la Spagna, dove la sposa non poteva avere un suo conto corrente senza il permesso del marito.

Il problema è che la liberazione della donna è stata compresa male in certi settori della stampa, puntando solo alla moda e alla pubblicità. E, guardando a certe pubblicazioni, la sperata liberazione è finita con la ricerca di pratiche sessuali finalizzate ad ottenere orgasmi più duraturi.

Anche se può sembrare una menzogna, questi contenuti – propri di stantie riviste pornografiche che proliferarono nella Spagna dello spogliarello degli anni 70 -, sono diventati moneta corrente nelle élite del glamour, che, assieme ai consigli di bellezza, propongono reportage di viaggio, consigli dello psicologo e offerte si shopping.

Se ciò che distingueva la stampa femminile degli anni 30 era l’eleganza, la moda e il glamour, ciò che pare ossessionarla ore è il sesso, più o meno educato.

Basta dare un’occhiata, fra i tanti, ai titoli e ai contenuti di Cosmopolitan, Teen Vogue, Glamour, Donna Oggi o Woman, pieni di piccoli corsi “pratici” sulle nuove posizioni, vetrine di aberrazioni o master per trionfare a letto. Questi potenti mezzi hanno trasformato “la sessualità in una nuova forma di accettazione sociale”, come ci dice la psicologa Paula López nel suo blog. (di cui, nell’originale, è fornito il link. Ndt).

Sessualità, 10 corpi, relazioni sporadiche senza impegno. Questi sono gli ideali delle donne che “vendono” la rivista.

E il matrimonio? Non solo è un’anticaglia del passato, ma anche ostacolo per la stabilità emozionale della donna. Per questo non è strano che il valore che, alle volte, si proponga sia quello dell’infedeltà.

Donna Oggi: sii infedele e non farti problemi.

La rivista Donna Oggi (Gruppo Vocento), lo scorso 30 agosto nella sua versione online pubblicava un articolo intitolato “Se stai pensando ad essere infedele, vuol dire che ti interessa”, nel quale consigliava non solo alle donne infedeli a far sì che i loro partner non le trovassero in flagrante, ma che cercassero relazioni sporadiche per trovare la connessione con sé stesse.

In concreto: “Se ti lasci trasportare da una situazione che ti emoziona e ti eccita, lasciale un po’ di libertà e fai bene il calcolo dei rischi, perché non ti mettano nei guai. Secondo Binswanger, alle volte queste relazioni sporadiche e passionali, non solo possono aiutare a riconnetterci con i nostri desideri e necessità, ma può anche mettere in allarme la tua coppia per fare in modo di evitare una crisi maggiore a causa di una piccola infedeltà

Il fine giustifica i mezzi …

Un altro reportage della stessa rivista trasmette la secolare avversione nei confronti del maschio e la sua erezione. Ne “Il (falso) mito delle donne fedeli e degli uomini infedeli”, si arriva a dire che “la scienza dimostra che le donne necessitano di una maggior varietà di accoppiamenti sessuali che gli uomini”.

Per Glamour sposarsi e molto più dannoso che il fumo … pregiudica seriamente la salute.

Un altro luogo comune di questo tipo di pubblicazioni è che sposarsi è qualcosa di peggiore del vizio del fumo, già considerato come la peggior eresia dalla mentalità dominante.

La rivista Glamour (editata dal gruppo nordamericano Condé Nast), copia quasi testualmente le avvertenze dei pacchetti di sigarette: “Secondo uno studio, sposarsi fa male alla salute”. E giunge ad affermare che le donne nubili sono più sane che le sposate. E, non contenti di ciò, gli autori del reportage sentenziano: “Forse non si tratta dell’età ideale per sposarsi, che è forse l’unica tendenza che deve sparire è quella del rapporto con sé, perlomeno se desideriamo un’esistenza piena e sana.

Bisogna poi dire che la maternità, i figli, la famiglia non danno una vita piena e sana, ma sono un pericolo. E Glamour pontifica dicendo che ciò che fa in modo che le nuove generazioni abbiano sempre meno il desiderio di giungere all’altare non è l’effetto dell’individualismo, ma del nostro istinto di sopravvivenza.

Ciò che adesso si sostiene, non è il matrimonio, e nemmeno l’unione monogama, e ancor meno quella stabile. Adesso ci sono altre soluzioni, non meno piene e salutari, come il poliamore.

Woman e la nuova poligamia “cosciente e etica”.

La rivista Woman (del Gruppo Zeta), è piena di consigli sulla sessualità, dal come non annoiarsi a letto con la tua coppia, fino alla promozione del “poliamore”.

Nel marzo del 2016 la rivista pubblicò un articolo in cui lodava questa nuova forma di relazionarsi con le persone. Il titolo di questo articolo è: “Otto cose che devi sapere sul poliamore: la nuova poligamia”.

Il suo emblema è un cuore con all’interno un simbolo di infinito. Perché l’amore”, spiegano, “non si esaurisce e non ha frontiere”. Da questa convinzione nasce il poliamore, una filosofia che si ribella contro “l’imposizione della monogamia”, proponendo di amare diverse persone in modo cosciente e etico.

Hanno il coraggio di giustificare eticamente la poligamia, forse perché nemmeno loro stessi sono certi nel vendere questa aberrazione. Un argomento da loro portato per giustificarla è: guardate quanto sono scientifici! “Ecco due dati in più: questa parola è stata uno dei termini più ascoltati nel 2015, e alcune delle sue promotrici sono donne”.

Altro gruppo non meno glamouroso, anche se più centrato sul mondo della moda, Harper’s Bazar (del Gruppo Hears), si impegna a edulcorare la poligamia con il reportage intitolato: Chiavi per godere del poliamore. Il sottotitolo è anche migliore (“perché ciò che è buono bisogna condividerlo”). Il messaggio del reportage è che non si tratta né di un guazzabuglio sessuale, né di un’orgia. Tanto preoccupati sono di darti un tocco scientifico e di serietà, facendo sentire il parere di un esperto, un sessuologo. E sottolineano il fatto che nessuno deve confondersi, che non si tratta di una cuccagna, ma solo di “onestà e voglia di rompere con le regole del romanticismo”, benché si mettano in guardia a riguardo dagli attriti e dalle gelosie.

Cosmopolitan: Una guida per essere la migliore nel sesso orale.

Ciò che conte è il carpe diem edonista e consumista. Alla fine, ciò che c’è dietro è l’interesse economico milionario promosso da queste riviste femminili.

Il modello di felicità per la donna è l’atletismo sessuale. Un titolo esemplare è tratto dalla rivista Cosmopolitan, del gruppo Hearst: “Guida per essere la migliore nell’arte del sesso orale”. E: “Ti diamo i migliori consigli per usare la tua bocca in modo spettacolare”.

Con questi performance, quelle che seguono i loro consigli si convertono in “leggendarie”, tanto che poi non sapranno come superarti. Ed è proprio quando passerai al tuo corteggiatore la lista con le tue migliori performance.

La felicità è dunque ridotta a sensazioni, e il sesso a genitalità. Tutto ciò che è contrario, come il sesso visto in un contesto di amore e devozione, come il matrimonio, è visto con sospetto, così come chi l’ha predicato per 2000 anni: il cristianesimo.

Riviste come Cosmopolitan diffondono i luoghi comuni più stantii che pendono sulla storia della Chiesa. Il maggiore di essi è quello secondo cui per la Chiesa il sesso era una cosa brutta, e tutto era considerato peccato. Un errore in cui non sarebbero caduti se si fossero presi il tempo di leggere la Teologia del corpo, di Giovanni Paolo II(Ma ora che si è raggiunta – secondo costoro – una maggior “libertà sessuale”, è forse aumentata la felicità, o si è caduti sotto nuove dolorose e disastrose schiavitù? Eppure anche molti canali televisivi e gli stessi telegiornali, dedicano sempre più spazio a queste banalità non degne dell’uomo. Ndt).

Per costoro la Chiesa è parificata al Medio Evo, e i Dieci Comandamenti sono considerati una repressione. E non si imbarazzano a raccontare alle loro giovani lettrici ciò che diremo di seguito nel reportage.

Durante il Medio Evo la Chiesa aveva un dominio quasi totale, dal modo di pensare fino agli atti sessuali. La vita sessuale era al 95% controllata dalla Chiesa, visto che per essa qualsiasi atto sessuale era peccato, compresa la masturbazione, e che era tollerata solo la relazione sessuale per fini riproduttivi. Ad ogni modo, anche se erano relazioni per procreare, l’unico modo di farlo era quella che (in traduzione letterale, è definita), la posizione sessuale del missionario”.

E del femminismo di genere, cosa possiamo dire a questo punto? Possiamo dire che è l’ideologia che preconizza di por fine alla più elementare delle distinzioni uomo-donna, determinando leggi, cultura e moda.

E naturalmente, le riviste femminili.

Il lesbismo, per esempio, è presente nei prontuari e nelle ricette offerte da queste pubblicazioni. Cosmopolitan, per esempio, introduce consigli per coloro che si divertono a guardare la pornografia fra lesbiche. Così, nel suo articolo “6 Porno siti lesbici che ti faranno impazzire”, fa una piccola lista per trovare materiale “di qualità” sulla pornografia tra donne.

E il maschio? Interessa relativamente. Se serve come oggetto di piacere, va bene, altrimenti non interessa. E questa considerazione negativa nei confronti dell’uomo va crescendo, perché si percepisce come un disturbo, un intralcio per la donna liberata, single, che basta e avanza a sé stessa.

Woman cita un reportage di NYT che dice che l’aria condizionata è un attrezzo maschilista. Per questo è incluso tra i guai causati dal machismo. Anche se questo machismo esisteva solo nella immaginazione di alcune giornaliste.

Arriva un momento – dice la giornalista – in cui il freddo del condizionatore potrebbe farti perdere la nozione di quale sia la stagione in cui stai vivendo, e per questo tu debba cercare qualche riparo a cui avvicinarti. Per esagerato che possa sembrare, questo fatto – date le esperienze viste in tutto il mondo – accade più di quanto possiamo immaginare. Lo scorso mese il New York Times pubblicava un articolo nel quale affermava che l’aria condizionata era un apparato machista, visto che si metteva a una temperatura indicata perché gli uomini, vestiti, non sentano calore durante le giornate estive”.

Ma la cosa peggiore è che questo messaggio falsamente liberatorio giunge alle più giovani. Le generazioni di adolescenti “maman”. E questo clima è presente nei mezzi di comunicazione, e alla fine, questo è il modello che viene presentato alle quindicenni.

Teen Vogue: il sesso anale per quindicenni.

In pubblicazioni come Teen Vogue (editata da Conde Nast), iniziano le giovani lettrici al sesso anale, e lo difendono con questi termini: “il sesso anale, benché sia spesso stigmatizzato, è un modo perfettamente naturale di partecipare all’attività sessuale”. (E poi non ditemi che non esiste il Diavolo, Satana, l’ingannatore e omicida per eccellenza! I disastri, le schiavitù e il vuoto causati da questi inganni, aspettano di essere liberati e riempiti di senso dall’Unica Verità che salva! Ndt).

A ciò che è contro natura pongono immediatamente l’etichetta di “perfettamente naturale”, cercando esempi storici per giustificarlo. “Ci è stato detto che fin dagli albori dell’umanità il sesso anale era temuto, ma serie documentazioni ci dicono che gli antichi greci lo praticavano. Così, se ti senti un po’ preoccupato nel praticarlo, può essere che tu abbia qualche problema nel capire il procedimento, magari solo pensando che è strano o grossolano.

Il problema di questa aberrazione sono le sue contraddizioni igieniche, e anche di salute (lacerazioni e rischi di infezioni). Questo però non è un problema per la giornalista di Teen Vogue.

Sì, entrerai in contatto con materia fecale (…), però voglio assicurarti che nessuno defeca durante il sesso anale. Certo che ci sono, riguardo a ciò, storie di terrore, però, non ci sono forse sempre state? (…) Stai entrando in un buco da cui esce la cacca. Voler praticare il sesso anale senza avere contatto con la cacca non è particolarmente realista”. (Che tristezza! Quando la sede della ragione, dal cervello e dal cuore, scende al livello del sotto cintola, formando queste aberranti ideologie, quali risultati sociali avremo? Ndt)

Fonte: https://www.actuall.com/familia/revistas-femeninas-esta-la-nueva-mujer-empoderada/?mkt_tok=eyJpIjoiT0RsbE56VmhOekUzTjJWaiIsInQiOiJVZW5hZFlycW5GVlhPcUpEZkU0UmtWelAyNUpKbXNzMnI1cndTbXJhaTUzZGxyZldVQ2JvMlEzT2ZaVDk4dHJXVWg3OEdiM2FTbXE1Uk5JZ2lrUmxyQWZrNU0xMzQrRkZSZVwvT3FibWpWZ1Z6ZFpaaFpaNTFmSzRpbWF6S1wvc1wvOSJ9

Traduzione di Claudio Forti

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