Parte la campagna di National Geografic Italia per la legalizzazione della cannabis

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«Tutte le campagne antiproibizioniste sono state vinte quando sono scesi in campo i malati», così si esprime Andrea Trisciuoglio dell’associazione Lapiantiamo! nel numero di giugno di National Geografic Italia chiudendo il servizio di Luigi Mastrodonato. La pensa così anche il presidente della National Organization for the Reform of Marijuana Laws «per legalizzare la cannabis dobbiamo seguire la strada dell’accesso alla marijuana per scopi medici», vero e proprio grimaldello per avvicinarsi alla liberalizzazione, come se l’utilizzo a scopo terapeutico di una sostanza come, ad esempio, la morfina, peraltro utilizzata da moltissimi anni come potente antidolorifico, dovesse portare alla sua distribuzione nelle tabaccherie e alla sua legalizzazione per uso ricreativo.

Ma il termine “terapeutico” è una parola talismano che apre tutte le porte. Aborto docet.

Le comunità di recupero continuano ad essere in prima linea contro la legalizzazione e un motivo ci sarà? Toccano con mano quotidianamente gli effetti della cannabis sulla quale si accendono i riflettori solamente quando accade qualche tragico fatto di cronaca. E l’allarme lanciato dalle comunità si centra sulla sempre più precoce età di inizio del consumo delle sostanze d’abuso: marjiuana, anfetamine, smart drugs, cocaina. Spesso la chiave che apre la porta dell’ingresso nel mondo dell’abuso è la cannabis.

La legalizzazione che ovviamente interesserebbe i maggiorenni, cosa cambierebbe per la fascia d’età maggiormente coinvolta in questo traffico? Parlare di legalizzazione banalizza già il problema come parlare di droghe leggere! Un altro capitolo della banalità del male.

I dati dell’Osservatorio di San Patrignano evidenziano la riduzione dell’età anagrafica “di chi ha un problema con la tossicodipendenza”, 90 mila studenti italiani la usano quotidianamente secondo dati del Dipartimento delle politiche antidroga. Sono dati che evidenziano un primo contatto con le droghe a 14 anni e sono proprio marijuana e hashish “il trampolino di lancio per una rapida escalation nel consumo di droghe” come ecstasy, allucinogeni e anfetamina per arrivare fino alla cocaina (18 anni) e all’eroina (19 anni), come conferma l’esperienza di San Patrignano degli ultimi anni.

Di fronte a questi dati che senso ha parlare di liberalizzazione per i maggiorenni? Quando saranno maggiorenni avranno già fatto un percorso di morte quasi completo. E che sia un percorso che può avere conseguenze drammatiche lo attestano decenni di ricerche scientifiche a fronte anche delle nuove sostanze che presentano alte concentrazioni del principio attivo, vedi lo skunk, la super cannabis, ma anche quelle “normali” hanno livelli di Thc che fanno impallidire i Figli dei Fiori. Quanti incidenti stradali inspiegabili o comportamenti anomali che portano a ricoveri ospedalieri, non molto frequenti, ma che pur sempre sono un’11% del totale. Tra tutti i ricoveri per abuso di sostanze il 12% riguarda la cannabis che, pertanto, non deve essere così innocua. Fa male. Se utilizzata a dosi minime e sotto controllo medico ha effetti medicalmente validi per alcune patologie, ma questo non esclude la sua tossicità. Come per ogni farmaco.

Anche l’Easy Joint, la cosiddetta “cannabis light”, con contenuto di Thc dello 0,6%, è light, ma fino ad un certo punto in quanto ha un contenuto di principio attivo mediamente del 4% ben superiore al dichiarato e può provocare effetti indesiderati dovuti principalmente alla variabile individuale. Conclusione anche un prodotto che sta nella “legalità” può far male e “contribuisce al processo di legalizzazione in Italia” che fa anche peggio.

E allora la cannabis terapeutica? “Quando mi sono alzato in piedi la gente mi chiedeva se fossi stato a Lourdes” niente di tutto questo, Andrea Trisciuoglio, malato di sclerosi multipla aveva solo cominciato ad assumere cannabis con tisane, biscotti, burro e altri derivati. Con questo “miracolo” apre il servizio su National Geografic Italia, e poi altri casi simili dove entra in campo l’uso medico e ancora altre informazioni legate alla ripresa della filiera industriale della canapa per il tessile per l’energia e il biogas. La canapa bonifica anche i terreni inquinati. Ma tutto questo cosa c’entra con in teen agers che si sballano e con i loro genitori sempre più disperati? Se l’obiettivo è cercare di ridurre i problemi di chi le ha provate tutte, tentare con un farmaco a base di THC è un tentativo lecito.
Ma se l’obiettivo è politico, promuovere la cultura della cannabis legale sfruttando i casi limite di malati gravi, allora la tecnica, già abbondantemente usata, è veramente scorretta.

Sulla salute è molto meglio non scherzare.

 

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