I pro-life NON costringono le donne a essere madri

1-forced

Il prof. Timothy Brahm continua con la sua azione di smascheramento della retorica pro-choice ingannevole. Dopo aver mostrato come i pro-life dovrebbero argomentare per confutare quattro dei principali argomenti pro-choice a favore dell’aborto, ora, in un nuovo articolo[1], affronta un’altra pietra miliare della propaganda sleale pro-choice, che suona così: “Perché vuoi costringere le donne a diventare madri?”.

I sostenitori pro-choice – scrive Brahm -, descrivono continuamente le intenzioni dei pro-life con la parola “costringere”: i pro-life vogliono costringere le donne ad affrontare e a portare a termine la gravidanza, vogliono costringerle ad avere i bambini, costringerle a essere madri. Tutte queste affermazioni sono molto frequenti e sono tutte quante false.

La parola “costringere” implica infatti intimidazione, aggressività, violenza, e la tragica ironia è che l’aggressività, la violenza e il comportamento minaccioso non provengono dalle persone pro-life, ma dai medici che uccidono i bambini.

La posizione dei pro-life è molto semplice: non si uccidono le persone, gli embrioni sono piccolissime persone, pertanto non si uccidono gli embrioni. È una cosa diretta, immediata, non è un concetto difficile da capire.

Poi, è certamente vero che dicendo “non uccidere l’embrione”, ne conseguiranno altre cose, come dover affrontare la gravidanza, partorire e poi crescere il figlio o darlo in adozione ad altri che lo cresceranno. Ma questo non significa “costringere” qualcuna a fare queste cose. Se ti sembra che io stia facendo solo giochetti semantici – aggiunge Brahm – considera il seguente caso. A questo punto, Brahm, come ci ha spiegato nel precedente articolo, provvede a stimolare la riflessione creando una situazione parallela, cambiando cioè il punto di vista mediante una “rotazione del tavolo”:

Molly ha un figlio di cinque anni, Jason, con bisogni speciali. Il padre del bambino non c’è. Molly non vuole più avere a che fare con le difficoltà di crescere un figlio disabile. Vuole avere la possibilità di uscire e di divertirsi, di viaggiare e di avere più vita sociale. Così elabora un piano per uccidere Jason, in modo che la sua morte appaia avvenuta per cause naturali. Molly confida nell’appoggio della sua amica Debbie per la realizzazione del piano, ma quando costei obietta che sarebbe immorale uccidere il bambino, Molly s’infuria:

Molly: “Quindi stai cercando di costringermi a crescere un bambino? Vuoi obbligarmi a prendermi cura di un figlio disabile contro la mia volontà? Vuoi costringermi a fare la madre? Vuoi costringermi ad avere una vita difficile? Vuoi che io non mi laurei? Vuoi costringermi a rinunciare ai miei sogni?”.

Debbie: “No, non sto dicendo niente di tutto questo, ma solo che potresti darlo in adozione o qualcosa del genere”.

Molly: “Così vuoi costringermi ad abbandonarlo per darlo in adozione? Mi costringerai ad affrontare qualcosa di emotivamente difficile? Mi costringerai a chiedermi per tutta la vita dove egli sia e a sentirmi colpevole per averlo abbandonato? Ma che razza di amica sei?”.

Sia che lo si faccia consapevolmente oppure involontariamente, è sempre sbagliato – spiega Brahm -, rispondere a qualcuno che dice “non uccidere un bambino” con la frase “mi stai costringendo a fare qualcosa”. Debbie non ha costretto Molly a diventare madre, Molly è già madre. Ed è proprio qui che emerge la natura ingannevole di questa retorica: nell’uso della parola “costringere” come se ci si trovasse di fronte a un figlio concepito a seguito di uno stupro, di un matrimonio forzato o qualsiasi altra circostanza simile in cui qualcuna è effettivamente costretta a diventare madre contro la propria volontà.

La retorica pro-choice usa queste frasi ambigue che inconsciamente richiamano alla mente questi comportamenti riprovevoli e chiaramente da condannare, come se essi fossero moralmente paragonabili alla questione dell’aborto volontario. Credo che molte persone pro-choice neanche si rendano conto di stare facendo tali confronti sleali. Sembra, in un certo senso, di trovarsi di fronte a quei casi in cui una determinata affermazione ci appare giusta e poi finiamo per affezionarci a essa, continuando a ripeterla a pappagallo, senza pensare al significato di ciò che effettivamente diciamo. Tuttavia i confronti sleali ci sono e questa è una delle ragioni per cui questo linguaggio ha tutta questa forza retorica.

2-timothy-brahmSpesso nelle mie conversazioni con le persone pro-choice racconto: “Se avessimo la tecnologia di ‘Star Trek’ per teletrasportare il bambino in un utero artificiale in cui potrebbe sopravvivere, mi potrebbe anche stare bene che la donna si privasse del figlio e non avesse più contatti con lui. Non sto cercando di controllare le donne, o di punirle per aver fatto sesso o chissà cos’altro. La sola cosa che voglio è che non uccidano il bambino. E, purtroppo, quando una donna è incinta, ha solo due opzioni: o abortisce e il bambino viene ucciso, o porta avanti la gravidanza e il bambino vive (ovviamente il bambino può anche morire involontariamente per un aborto spontaneo)”.

Dire “non uccidere” comporta delle conseguenze. Per Molly ciò significa avere una vita difficile. Per le donne che stanno prendendo in considerazione l’aborto significa una moltitudine di cose difficili, come dover lasciare il college, affrontare il dolore del parto, affrontare il dolore di dare il figlio in adozione o le difficoltà di crescerlo. Tuttavia, la persona che dice “uccidere è sbagliato” non sta costringendo le donne ad affrontare queste conseguenze, esattamente come chi dice “rapinare la banca è sbagliato” non sta costringendo colui che ha intenzione di fare la rapina a essere povero.

Credo che le persone pro-choice dovrebbero essere d’accordo con me sul fatto che sia sbagliato affermare che Debbie, rispondendo all’amica che è immorale uccidere il figlio, la stia costringendo a essere madre – conclude Brahm -, e se in quel caso il linguaggio usato è sbagliato, allora lo è anche nel caso dei pro-life e l’aborto.

 

_______________

[1] Timothy Brahm, “Pro-Lifers Aren’t ‘Forcing’ Women to Stay Pregnant”, blog.equalrightsinstitute.com, 1 settembre 2017.

Print Friendly, PDF & Email
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • Socialisti perdenti e aggrappati al potere dalle Ande alle Alpi

      di Luca Volontè. Le elezioni che si sono svolte in questo fine settimana sono sia conferme che sorprese, ma hanno tutte una caratteristica comune: i socialisti e i partiti di sinistra, in Svizzera non sfondano, in Canada calano, in Portogallo sono in minoranza, e Morales è alle strette in Bolivia. Ma in nessun caso la sinistra rinuncia al governo. Leggi il seguito…

    • Così Ratzinger benedice i muri: “Proteggono e aprono solo al bene”

      di Francesco Boezi. Abbattere ogni muro ed ogni confine per costruire una società aperta, accogliente e multiculturale: è il diktat della contemporaneità. Ma Joseph Ratzinger, che non è un uomo del passato come si vorrebbe far credere, aveva indicato un'altra strada. Quella in cui anche le barriere svolgono un ruolo: quello di declamare una serie di "no", che per il cattolicesimo sono propri della funzione paterna. La stessa che riconduce l'uomo alle radici, dunque alla rettitudine morale. Il Papa emerito, in una delle sue omelie, aveva esordito così: "La Chiesa ha mura. Il muro da una parte indica verso l'interno, ha la funzione di proteggere, raccoglierci e condurci l'uno verso l'altro". Toni differenti da chi ritiene che i limiti esistano solo per essere messi in discussione. Leggi il seguito…

    • Un governo ombra per fermare la deriva giallorossa

      di Marco Gabrielli. Italia, fine ottobre 2019: il Governo giallo-rosso sta muovendo i primi passi. L’Italia della politica non è riuscita a reagire ad avvenimenti tanto inspiegabili da risultare incomprensibili ai più. Sono accaduti scenari e fatti mai visti prima. La ricerca di possibili alternative di governo non è riuscita a trovarne di numericamente valide considerando le forze attualmente presenti in Parlamento. La richiesta di elezioni anticipate non è stata esaudita. Leggi il seguito…

    • Giustizia è fatta: le statue pagane volano nel Tevere (VIDEO)

      di Andrea Zambrano. Blitz all'alba in Santa Maria in Traspontina. Un "giustiziere" ignoto fa l'unica cosa che si doveva fare: è entrato nella chiesa dove si svolgono i riti pagano-amazzonici e ha prelevato le statuette Pachamama falsamente attribuite alla Madonna. Arrivato a Castel sant'Angelo le ha gettate nel Tevere. Il video diventa virale. E il gesto assume un significato che va oltre la Pasquinata: per debellare il paganesimo servono modi spicci e retta ragione. Leggi il seguito…

    Eventi

    Ancora nessun post.