Fides et pax: il magistero di Mons. Mario Oliveri

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Un anno fa Monsignor Mario Oliveri  per tanti anni vescovo di Albenga-Imperia, ha lasciato la guida della sua diocesi. Lo ricordiamo attarverso un libro, Fides et pax (Cantagalli), una raccolta dei principali scritti del magistero di questo importante pastore della Chiesa italiana.

Ultimo di 4 figli, di una famiglia contadina ligure, Oliveri “nel 1972 entra nel servizio diplomatico della Santa Sede, dapprima come segretario della nunziatura apostolica di Dakar, in Senegal, e successivamente a Roma, presso la Segreteria di Stato,

come segretario di monsignor Giovanni Benelli, poi cardinale. Dal 1978 al 1985 presta servizio nelle nunziature apostoliche di Londra e di Parigi per poi esser richiamato a Roma, presso la nunziatura apostolica in Italia. Nel 1987 riceve il titolo di prelato d’onore di Sua Santità”.

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Dopo questa brillante carriera di teologo e di diplomatico, Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Albenga-Imperia, nel 1990.

Inzia così una nuova modalità di servizio alla Chiesa, in cui mons. Oliveri, come scrive il sacerdote prefatore della raccolta, vuole anzitutto essere fedele servitore del Magistero perenne: “Egli insiste sovente sulla distinzione tra ciò che è accidentale e ciò che è essenziale, tra il fenomeno e il fondamento dell’essere; mentre l’accidente può e talvolta deve mutare, l’essenza deve invece permanere in una assoluta continuità con se stessa…“.

Un buon cattolico, e a maggior ragione un buon pastore, non cede nè alle mode, nè alle interpretazioni soggettivistiche, nè ai vezzi da innovatore…

Approfondisce, custodisce, comprende e vive sempre più quella Parola eterna che Dio ci ha consegnato, ricordandoci che “i cieli e la terra passeranno“, ma la sua Parola “non passerà“.

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Stat crux, si diceva un tempo, dum voltitur orbis: la croce sta ferma, mentre il mondo gira. Anche gli uomini possono girare, attorno al vitello d’oro dei loro tempi, ma l’uomo di fede non si sposta, fidando non in se stesso, ma in Colui che solo è davvero degno di fiducia: Cristo morto e risorto.

In quest’ottica ogni aggiornamento che non tocchi la sostanza, se opportuno, è ben accetto; ogni riforma che non sia stravolgimento, rivoluzione, è auspicabile; ogni tradizionalismo che trasformi in essenziale ed imprescindibile, ciò che non lo è, va respinto.

Allo stesso tempo, la volontà di stravolgere l’essenziale, spacciandolo per semplice tradizione, dimenticando la Tradizione autentica ed immutabile della Chiesa, porta il cedimento verso mode e  pensieri umani, di corto respiro, che oggi sembrano vincenti e domani si riveleranno per  ciò che realmente sono: umani, troppo umani.

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E’ per questo, continua il prefatore della raccolta delle omelie e degli scritti di mons. Oliveri, che “ogni discorso teologico che voglia radicarsi profondamente nella filosofia e nel magistero perenni deve necessariamente fondarsi su un sano concetto di soprannaturale“.

Un concetto errato o un offuscamento del senso del soprannaturale portano inevitabilmente, sostiene mons. Oliveri, a “sconvolgere la comprensione della realtà della Chiesa, e della realtà di cui essa è annunciatrice e portatrice”. Senza senso del soprannaturale, ci sono sociologie, psicologie, filosofie, opinioni umane…tutta merce di cui l’uomo è grande produttore e consumatore. Ma non c’è visione cristiana dell’esistenza, del vivere e del morire, del gioire e del soffrire…

Cosa è davvero la Chiesa? Quali sono i misteri principali della fede? Come si deve confrontare il cristiano con lo spirito del proprio tempo? Come il cristiano deve essere disponibile, senza cedimenti; aperto, senza tradimenti; fedele, senza inutili indurimenti? Come il cristiano deve affrontare il mondo, amandolo come Cristo lo amò, e nello stesso tempo respingendo “il principe di questo mondo” e le sue “pompe“? In cosa consiste la fedeltà del cristiano, del semplice fedele, degli stessi pastori della Chiesa, alla Chiesa?

Per queste e molte altre domande si possono trovare, nel libro indicato, opportune e chiare risposte; così come si possono approfondire, attraverso il periodare logico, preciso, cristianamente prudente di mons. Oliveri, l’interpretazione del Vaticano II, il post concilio, il Motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI ed altre questioni di scottante attualità.

 

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